Martedì 1 Agosto 2006Tristango, Meditango, Libertango |
In questi giorni, la notte, su Rai Tre mandano immagini relative a quello che è succeso in Italia cinque anni fa, prima dell'11 Settembre e subito dopo l'insediamento del Governo Berlusconi: Genova. Un tempo se mi dicevano Genova pensavo alla città. Adesso Genova è un'altra cosa. Anche un'altra cosa. Genova, i fatti delle manifestazioni parallele al G8 di Genova dell'estate del 2001, sono stati il punto più basso espresso dalle istituzioni italiane che io ricordi. E sono nato nel 1974. A Genova io non ci sono andato, per motivi politici. Ma la manifestazione e le sue ragioni sono scomparse dopo il primo giorno, quando si è capito che non era in gioco la politica della Banca Mondiale o altre cazzatelle di quel tenore, ma la salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone. In quei giorni per strada sono successe cose terribili come la morte di Carlo Giuliani, le cariche furibonde indifferenziate su tutti, la violenza pura espressa da forze dell'ordine incapaci di gestire la situazione e bravissime nel mostrare il proprio lato peggiore. Ma alla scuola Diaz e a Bolzaneto si è andati oltre. Alla scuola Diaz e a Bolzaneto noi italiani del 2001 abbiamo provato l'Argentina della giunta militare di Videla, le tecniche della dittatura militare, dello stato di polizia, dell'intimidazione, delle torture: il senso di impotenza davanti a un pezzo dello stato che si comporta in maniera criminale e lesiva della libertà, della coscienza e della memoria delle persone. Chi è passato da lì, il trauma individuale e civile non se lo leva più.
La differenza tra noi e le dittature è che noi sappiamo che il sistema non è perfetto. Noi sappiamo che quando sbaglia, anche di grosso, lo ammette a sé stesso e se ne vergogna. E questa operazione di autocoscienza è una parte fondamentale della democrazia ed è quello che la fa crescere e la tiene al riparo dal suo lato oscuro. Non commetiamo l'errore di pensare che siano le istituzioni per prime a doversi muovere: i cittadini sono lo stato in una democrazia e le idee dei cittadini formano e sono la cultura del paese. Per questo consiglio a tutti di comprare il numero speciale mensile del settinanale DIARIO dedicato ai fatti di Genova. Consiglio di leggerlo tutto, ricordare e capire. Adesso la rabbia e l'amarezza devono lasciare il posto alla consapevolezza di quello che è successo e di quanto quella roba lì non possa e non debba essere il nostro paese. Quelli che dicono che è la norma, che le guardie sono così, che quello è il vero volto, mentono. Sarebbe facile se fosse così. Quella non è la norma e la Repubblica Italiana non si comporta così, di solito. È per questo che dobbiamo ricordare bene e forte, fino a farci uscire il sangue dal naso.
Per rendere l'esperienza ancora più convincente, consiglio, durante la lettura, l'ascolto del disco Libertango di Astor Piazzolla. È del 1974, l'anno del colpo di stato militare in Argentina. È molto malinconico, ma di una malinconia che fa bene al cuore. Ha 32 anni (come me) ed è ancora bellissimo.

Comments
"lla scuola Diaz e a Bolzaneto noi italiani del 2001 abbiamo provato l’Argentina della giunta militare di Videla, le tecniche della dittatura militare, dello stato di polizia, dell’intimidazione, delle torture...". Capiasco che sei nato nel 1974, ma aspetterei prima di dire certe castronerie. C'è spesso in molti un'insana nostalgia per cose, anche tragiche, che non si è vissuto. Così chi non ha fatto il '68 ha sperato nel '77, choi non ha fatto il '77 ha sperato in Genova o nei fatti di Milano giustamente condannati pochi giorni fa con pene esemplari (sempre che abbiano colpito i veri colpevoli). Una volta, in tv, ho visto il grande, almeno a mio parere, Julio Velasco inalberarsi perché qualcuno aveva detto che l'Italia era come l'Argentina, che non c'era democrazia. Lui, che la dittatura l'aveva vissuta veramente, ha detto giustamente che c'è una bella differenza tra l'Italia anche più brutta e la mancanza di libertà e il terrore che hanno vissuto lui e i suoi connazionali.
Convincitene anche tu, magari è meno romantico, ma farai un buon servizio alla verità.
Posted by: franco | 01.08.06 02:25
Me lo tieni via DIARIO, che a settembre torno e lo voglio vedere?
Per inciso, mi sto autoinvitando anche a cena per discuterne...
Posted by: robi | 01.08.06 04:36
Non ho visto il numero di "Diario" perché sono lontano anch'io. Ma ho letto abbastanza delle versioni "alternative" per rimanere spaesato(per esempio su carmillaonline.com; come qui: http://www.carmillaonline.com/archives/2006/07/001850.html#001850). Lasciamo stare per un momento Bolzaneto, che è stata davvero una schifezza argentina, come scrivi tu: ma possiamo davvero credere che quel giorno si cercasse la vittima sacrificale a tutti i costi? Che sia stato qualcosa di più di un carabiniere-ragazzino terrorizzato che spara a un manifestante-ragazzino infuriato? A me sa un po' di complottismo. E mi fa venire i brividi.
Posted by: Tommaso | 01.08.06 04:52
Probabilmente, come al solito, la verità sta nel mezzo. Nessuna volontà di vittima sacrificale, ma sicuramente non hanno riflettuto bene prima di agire e caricare la folla pacifica nella via vicino Piazza Alimonda.
Conosco alcune persone che a genova ci sono state e quello che mi hanno raccontato è stato atroce... insomma un mio amico è stato caricato dalla polizia e malmenato con i manganelli, anche se camminava in una via lontana dal G8 e in modo pacifico con altre persone.
Ed è assodato che persone vestite da Black-block fossero presenti nelle caserme dei carabinieri prima del casino.
Come se avessero avuto bisogno di una scusa per le cariche dei reparti su gente pacifica.
Brutta pagina di storia. Non è l'Argentina, ma non è nemmeno l'Italia in cui credevo di abitare...
yours
MAURO
Posted by: Mauro | 01.08.06 08:43
Oltre che all'ottimo dossier di Diario, consiglio di dare un'occhiata anche al dossier raccolto in questi anni da informationguerrilla: http://www.informationguerrilla.org/index.php/tag/genova-g8/
Testimonianze, approfondimenti, controinchieste...
Posted by: cidrolin | 01.08.06 09:05
Ripeto la mia posizione. Capisco che sia un tema sensibile e stanco. L'Italia NON è l'Argentina della dittatura. Non lo è mai stata. E non mi riferisco al tragico incidente di Carlo Giuliani o alla pessima gestione della manifestazione. Dico che alla scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto, solo lì in quei piccoli spazi e in quel poco tempo, le forze dell'ordine si sono comportate come le forze dell'ordine di un paese in cui vige una dittatura militare. Non lo dico col vittimismo iperbolico tipico di una fetta di sinistra. Lo dico con convinzione dopo aver litigato per anni con molta gente che sostiene che quello non sia stato uno scartamento rispetto alla norma, ma la regola. Balle. E ha ragione Velasco a incazzarsi, per questo. Ma sulla Diaz e su Bolzaneto sono convinto. Non è una cosa da dimenticare.
Posted by: Matteo Bordone | 01.08.06 09:09
Sconvolgente questo post di Matteo Bordone, ti vedo meglio alla radio a parlare del nulla più assoluto. Ti riempi la bocca di sciocchezze tipo Videla e Argentina quando a Genova c'era un esercito di "pacifisti" con casco in testa e atrezzature varie. L'estrema situazione d'emergenza ha creato senza dubbio reazioni sbagliate, tutto qui.
Posted by: Luca Colombo | 01.08.06 09:23
Bordone lascia stare, il governo, non lo Stato che è un altra cosa, di Berluska fu proprio così, quello di Prodi non so ancora, speramo bene. Quante condanne a poliziotti ci sono state per tutti i fatti di Genova? 0. Anzi, tutti promossi, dai dirigenti alla manovalanza, allo stronzo che ha sparato addirittura volevano farlo deputato. Bisogna abbattere tutte queste feccie di governi borghesi, per incominciare solo a parlare di diritti.
Posted by: Lux | 01.08.06 09:29
A parte l'aver definito "cazzatelle" le questioni relative alla politica della world bank (che però non si risolvono in piazza), direi che non posso che condividere gran parte di quello che scrivi.
Io sono del '77 (altro anno non proprio "facile"...) e nemmeno io avevo visto niente del genere nel mio paese (e di manifestazioni ne ho fatte tante).
In quei giorni ogni ordine logico, ogni senso delle istituzioni, ogni aggancio alla democrazia sembrava essere stato "sospeso" per emergenza e quando si sospende la ragione (non sono convinta ci fosse davvero un "disegno", ma molte decisioni non si spiegano) o quando si porta all'estremo il pragmatismo arrivando ad accettare l'uso della violenza e della sopraffazione non possono che succedere cose del genere.
IO credo che sia proprio nelle situazioni difficili che uno Stato (i cittadini E le istituzioni) dimostrano la propria solidità.
Se fosse possibile recuperarla da qualche parte segnalo anche la puntata di "La storia siamo noi" di Minoli su quei fatti. Una vera inchiesta, molto ben fatta.
Diario me lo vado a cercare quanto prima, sarà un'ottima lettura per il viaggio in treno (eh già... da venerdì Freddy Nietzsche dovrà fare a meno del suo pilastro da un metro e sessanta!).
nandina
p.s. e intanto niente cessate il fuoco in Libano... è troppo tempo che mi ritrovo a dire "che brutto periodo...", finirà mai?
Posted by: Nandina | 01.08.06 09:52
Libertango. 32 anni. Abbiamo delle cose in comune.
Posted by: raccoss | 01.08.06 10:09
L'ho scritto e ripetuto. Adesso lo dico per la terza volta. Così chi ha voglia e di leggere capisce. Chi invece non sa leggere, per favore si astenga dallo scrivere, perché le due cose sono legate.
La manifestazione di Genova non è l'oggetto del contendere, non è quello di cui si parla qui. Anzi, preciso e puntualizzo. I numerosi errori del movimento, nei confronti del quale come sanno bene quelli che frequentano questo blog sono sempre molto molto critico, non pesano quanto quelli della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri. Perché Casarini sbaglia per sé, il movimento sbaglia per sé, mentre le forze dell'ordine anche quando sbagliano mi rappresentano. E siccome io riconosco e rispetto le istituzioni non è una differenza da poco. Ma ripeto che il punto centrale, o per lo meno quello che mi interessa sottolineare, sono Diaz e Bolzaneto. Diaz e Bolzaneto. Bolzaneto e Diaz.
Per le contrapposizioni frontali, per il muro contro muro, ci sono altri blog nella rete, a destra e a sinistra, dove abbaiare liberamente luoghi comuni ad alto volume. A me, a noi, qui a Freddy Nietzsche, quella roba lì non interessa. Grazie.
Posted by: Matteo Bordone | 01.08.06 10:47
Giusto, e' tempo che sostengo che diaz e bolzaneto, insieme alle cariche su cortei pacifici furono le cose piu' gravi di quei giorni, non le piu' tragiche forse, ma per un paese come il nostro le piu' gravi. Vero e' anche che se ne parlo'... lo stesso Diario il mese dopo fece uno speciale molto dettagliato e ricostrui' le vicende. Addirittura il Commissario Montalbano in TV ne ha parlato in prima serata. Non non possiamo proprio definirci dittatura.
Altra cosa e' che da li'in poi le mille anime del movimento sono diventate sempre meno. Il movimento ora non esiste piu' o quanto meno e' ostaggio di gruppi narcisistici con cui mi trovo poco d'accordo. Allora non era cosi'. Colpa del movimento, della polizia, dei black bloc o dell'11 settembre?
Posted by: Lorenzo | 01.08.06 10:59
Torture.
Confessioni posticce estorte con la violenza.
Prove false.
C'è stato un momento in cui sì, l'Italia è stata un paese non democratico, ma non a Bolzaneto: lì erano crimini e come tali devono essere trattati dallo Stato.
E' stato dopo, quando la Polizia ha iniziato l'ostruzionismo, non fornendo i nomi dei partecipanti all'irruzione, formando il cordone attorno alla questura contro le indagini sui "colleghi". Quelli sono stati atti eversivi: il potere giudiziario non riconosciuto da parte delle forze dell'ordine, con il colpevole silenzio - quando non l'aperto sostegno - di parti del Governo.
Posted by: V | 01.08.06 11:11
Il fatto è che definire la democrazia stessa e il livello di democrazia di un paese è piuttosto difficile.
In questo caso non mi sembra che sia successo tutto per caso o per incuria, piuttosto direi che il ramo più eversivo delle forze dell'ordine confidava in una svolta autoritaria del governo che non c'è stata.
Posted by: Stefano | 01.08.06 11:58
Questo si fa rappresentare da quelle scimmie torturatrici e assissine, così come si fa rappresentare dai guerrafondi neocon di Berluska e Bush. Ognuno ha il rappresentante che si merita.
Posted by: Lux | 01.08.06 12:25
Ma che cazzo di strabezza poi? Quello fu solo l'inizio della fine!!!!! Guantanamo, Abu Ghraib, Abu Omar, voli CIA, Iraq, Afganistan, complicità con governi corrotti di tutto il mondo, centrali di dossiereggio per i media embedded, cioè tutti, polizia militarizzata, quattro mesi di galera e quattro anni di carcere a dei partecipanti a una manifestazione in cui sono successe violenze, politiche, chiusura dei centri sociali, sfratti forzati, clima di guerra nelle città, i movimenti caricati ovunque, è la cronana di cinque anni, e non è ancora finita. Bei rappresentanti.
Posted by: Lux | 01.08.06 12:30
Forse qualche commento più su ho deviato l'argomento della discussione,e mi spiace.Non dimenticare,ed è chiaro.Ma o lo si ricorda da soli e in maniera lucida, come stai facendo tu Bordone; oppure il rischio di straparlare è dietro l'angolo. Come cittadino, la mia fiducia nelle forse dell'ordine è diminuita dopo Bolzaneto e la Diaz? Sì, anche se non penso che tutti i poliziotti e i carabinieri si mettano a usare quei metodi appena portano dei poveri cristi in questura o al comando. E'stato fatto qualcosa di concreto per recuperare questa fiducia? Ammetto la mia ignoranza, ma l'ultima cosa che ricordo è un rinvio a giudizio per qualche poliziotto, che poi forse si è concluso con un non luogo a procedere. E così non va. Come cittadino mi piacerebbe vederli processati, giudicati, e messi dentro. Secondo legge. Senza tutta la retorica da "sbirribastardiservidelpotere". Tutto qui.
Posted by: Tommaso | 01.08.06 13:31
e magari oltre alla lettura, oltre a libertango, farebbe bene anche tenere la televisione accesa, magari senza audio, sulle immagini che giungono dal Libano.
Posted by: babelez | 01.08.06 13:37
Io a Genova c'ero. Mi dispiace quando leggo cose del tipo "c’era un esercito di 'pacifisti' con casco in testa e atrezzature varie".
Io ero insieme alle suore ed ai preti missionari giunti dall'Africa nella chiesa di Boccadasse. Mi ricordo in corteo in Corso Italia un signora sulla sessantina con una radiolina a energia solare che gli aveva regalato la nipote per avere informazioni su quello che stava succedendo. Era il corteo dei movimenti, di Rete Lilliput e di tutti quelli che sono tornati a casa con un po' di speranza in meno e qualche cicatrice in piu' sulla testa. Quello della Diaz non e' stato l'unico episodio che mi ha dato la certezza della cattiva fede delle forze dell'ordine durante la manifestazione.
Posted by: koro | 01.08.06 14:59
ehm... scusate: "che le aveva regalato la nipote"... che vergogna :-)
Posted by: koro | 01.08.06 15:02
Un ricordo (sempre per Diaz e Bolzaneto, che ormai sento i brividi pure per gli annunci di Ondaverde) su tutto. L'On. Fini con il cappellino in sala comando. Un inequivocabile segnale di "Luce Verde". Poi il resto e storia (brutta).
Posted by: Xabaras | 01.08.06 15:13
Penso che V (non v) abbia colto nel segno:
gli enormi errori di quei giorni da parte della polizia sono evidenti a tutti (li definisco errori con un eufemismo).
La cosa che pero' va contro ogni principio di liberta' e democrazia e' proprio la strategia ostruzionistica adottata in seguito da parte delle Forze dell'Ordine stesse. La vera eversione sta nel fatto che chi e' poi stato chiamato in causa per far luce sulla condotta di colleghi ed subalterni (NON le stesse persone, ma colleghi) invece che far chiarezza, ha oscurato.
Gli errori li possono commettere i singoli (individui, reparti, distretti...), l'omerta', il cameratismo con gli accusati, sono indice di una mentalita' che e' ben radicata nelle Forze dell'Ordine.
Anch'io ho 32 anni (quasi, eheheh...) e fino a Genova avevo vissuto situazioni simili (senza scomodare Argentina e dittature) soltanto attraverso i racconti dei miei genitori degli anni '70. Pensavo a queste cose come a cose lontane, appartenenti ad una superata concezione di Polizia, di un superato modo di far "politica extraparlamentare". Casi come Diaz e Bolzaneto, ma anche il caso di Federico Aldrovandi, mi convincono che le cose in trent'anni non sono tanto cambiate...
Posted by: robi | 01.08.06 16:28
Su Diario si dice anche che quei comportamenti scandalosi della polizia, eccezionali in occasione una manifestazione come quella di Genova, sono all'ordine del giorno quando alcuni reparti delle forze dell'ordine devono interagire con le tifoserie organizzate. Non parlo di cariche o di tafferugli allo stadio, li si capisce che la situazione sia acuta e che sia difficile andare per il sottile ma di maltrattamenti avvenuti in caserma. Dei tifosi non gliene frega niente a nessuno e quindi nessun settimanale ha mai fatto speciali su quel tipo di avvenimenti.
Gli ultras ovviamente sono indifenbili, ma questo non toglie che anche con loro le forze dell'ordine debbano comportarsi secondo la legge. Invece pare che non sia cosi', e anche in quelle occasioni coem dice MB ci rappresentano.
Posted by: Lorenzo | 01.08.06 17:08
Lorenzo, Diario lo dice, no?
Posted by: Nandina | 01.08.06 17:20
Eh no, Robi. Scusami, ma proprio no. Avere avuto 15-16 anni al sud negli anni '90 significa avere vissuto tutta l'operazione "Vespri Siciliani". Significa avere vissuto in città in cui palazzo di giustizia, comune e questura erano presidiati militarmente. E quando mi è capitato, come a tutti quelli che conosco, di venire fermato da una pattuglia, non ho mai riscontrato niente altro che professionalità, anche se magari a qualcuno capitava di portare per omonimia il cognome sbagliato . Qualcun altro è stato trattato male, vero. E allora? Il beota lo becchi. E poi magari becchi il superiore che gli fa il cazziatone. Il problema è quando la brutalità diventa la regola, anche per un tempo limitato, e mi sembra che è quello di cui stiamo parlando qui. E' lì che non ci devono essere santi, da qualsiasi livello di gerarchia un cittadino sia stato trattato irregolarmente.
Posted by: Tommaso | 01.08.06 17:22
Nandina, si lo dice, ma perche' e' funzionale alla ricostruzione ai fatti di genova. Personalmente è la prima volta che lo sento. Posto che sia vera, quindi diciamo che non e' un'informazione molto accessibile. Io mi sono scandalizzato per Diaz e Bolzaneto, allora mi dovrei anche scandalizzare tutte le volte che succede agli ultras.
Posted by: Lorenzo | 01.08.06 17:34
Certo che dovremmo scandalizzarci sempre e chissà quante cose non sappiamo e non ci vengono raccontate...
a Bolzaneto ci sono stati tanti che hanno raccontato e testimoniato... e oltre alla violenza gratuita c'è stata anche la creazione di false prove e tutto il resto che ha reso la cosa ancora più sporca... e il tutto in un contesto in cui poco più di un giorno prima, non dimentichiamolo, era morto un ragazzo di 23 anni...
Forse è vero, c'è dell'ipocrisia nello scandalizzarsi per qualche ragazzotto idealista che manifesta (nel quale ci identifichiamo di più) che nell'ultras di borgata che viene pestato in questura...
... ma c'è anche un fattore emotivo da non sottovalutare. A me, c'è poco da fare, sapere che un mio coetaneo, uno che avrei potuto conoscere, in tutto o quasi simile ad un qualunque mio amico fosse morto con un proiettile in testa m'ha sconvolto. Il fatto che altri in tutto simili a me, ai miei amici o familiari si fossero presi le manganellate in strada e le botte a Bolzaneto o alla Diaz mi ha creato più rabbia. Non voglio negarlo.
Mettiamola così, se davvero succede tutte le domeniche dopo le partite, di cosa ci stupiamo allora? A maggior ragione può essere accaduto quel che accaduto senza schegge impazzite, ma in un sistema che giustifica (dove non promuove?) tali comportamenti.
Ma questo è lo Stato, sono le istituzioni, mi rappresentano, anche negli stadi e non si possono permettere di sbagliare, di dimenticare la democrazia.
Posted by: Nandina | 01.08.06 18:00
alcuni fatti che precedono
Diaz e Bolzaneto:
Portella della ginestra
Avola
Piazza Fontana
Stazione di Bologna
che in alcuni dei fatti
sopracitati non apparissero
divise, non cambia la
mentalità omicida del potere politico che le ha
ispirate.
Posted by: egine | 01.08.06 18:45
Tommaso, non ho capito con cosa non sei d'accordo.
Non pensi che l'atteggiamento delle Forze dell'Ordine sia prevaricatore?
("quando mi è capitato, come a tutti quelli che conosco, di venire fermato da una pattuglia, non ho mai riscontrato niente altro che professionalità")
Guarda, ho diversi parenti in Polizia e non penso siano degli imbecilli. Non sto dicendo che TUTTI i poliziotti sono dei violenti squadristi che aspettano l'occasione per attuare le regole del nonnismo destraiolo da caserma anche sui civili. No.
Pero', constato con una certa frequenza (secondo me, il presentarsi di certe condizioni sociali e politiche) di fenomeni in cui l'intero sistema di Forze dell'Ordine sembra (dico sembra, magari sbaglio) avvallare i deplorevoli comportamenti dei singoli.
A me basta questo, basta che succeda una sola volta. Su questo sono integralista: se entri nelle Forze dell'Ordine, rappresenti qualcosa di superiore alla tua singola persona, per questo ti devi comportare non secondo il tuo gusto personale, ma secondo le regole che hai giurato di rispettare e di far rispettare.
Non mi interessa che la maggior parte di poliziotti sia brava gente, mi basta che uno sgarri, mi basta che i vertici tollerino un solo, singolo, sgarro alla regola per alzare la voce e criticare le Forze dell'Ordine.
Intendevi che il nocciolo della discussione sono le violenze messe in atto a Genova?
("Il problema è quando la brutalità diventa la regola, anche per un tempo limitato")
Beh, ricollegandomi al discorso che stavo facendo e considerando lapalissiano che quei reati siano da condannare tanto quanto quello di uno che ti ferma per la strada e ti riempie di botte, continuo a pensare che il peggio, istituzionalmente parlando, sia venuto dopo con la copertura da parte dei vertici di quelle vicende, con la patetica storia della pallottola deviata dal sasso in volo che va a centrare la testa di Giuliani, con la beatificazione del carabiniere che ha sparato, e via dicendo...
Spero di aver chiarito la mia posizione :)
Posted by: robi | 01.08.06 18:50
Il pugno allo stomaco dello speciale di Diario è la serie di testimonianze su Bolzaneto, desunte dagli atti del processo. Sono credo venti pagine dense di botte, insulti, violenza gratuita, disprezzo. Tutto avvenuto a freddo, lontano dalla piazza, lontano dagli occhi di tutti, da persone convinte (probabilmente non a torto) di godere dell'impunibilità più totale per i loro atti.
a.
Posted by: alessandro | 01.08.06 22:43
Robi, non sono d'accordo quando scrivi che "Casi come Diaz e Bolzaneto, ma anche il caso di Federico Aldrovandi, mi convincono che le cose in trent’anni non sono tanto cambiate…". Per il resto, sottoscrivo tutto quello che hai scritto.
Posted by: Tommaso | 02.08.06 08:07
Tommaso, con le "cose" intendo l'atteggiamento della Polizia nei casi di indagine interna. Per la precisione ;)
Posted by: robi | 02.08.06 16:26
Robi, perfetto. Tutto chiaro. Che si parino il culo a vicenda disgusta anche me.
Posted by: Tommaso | 03.08.06 05:07
Grazie Tommaso, in effetti c'ho messo tre commenti per spiegare quello che intendevo...
Alla faccia della chiarezza!
Posted by: robi | 03.08.06 16:39
Veramente banale il commento su Libertango...
Intanto, non è un disco di quelli che diventano cattivi con il tempo, come le schifezze che di solito ci fanno sentire.
Poi, che abbia 32 anni (la musica) non ha alcuna importanza... non ascolti mai musica classica..?
Posted by: emiliano | 27.08.06 12:32
Very good reading. Peace until next time.
WaltDe
Posted by: WaltDe | 01.09.06 03:01
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Posted by: Cash Advance | 12.10.06 22:51