Martedì 3 Ottobre 2006Vieni da papà, piccolo negretto indifeso |
Uno alla fine si stufa. Prima si convince nel tempo che non ci sia qualità, che facciano prodotti scadenti per quanto riguarda il gusto, la creatività, la visione. (Pensa che il loro problema sia la mancanza di una visione legata al presente e al futuro, un progetto, qualcosa che vada oltre il marketing e l'economia di scala. Vendi software come se vendessi rape, insomma. Liberissimo. Forse potresti metterci un po' di quella roba lì, però. No?) Va be'. Dicevamo che uno si stufa. Caspice negli anni che Microsoft è un ministero per la creazione di denaro, niente a che vedere con l'innovazione tecnologica. Quindi Bill Gates, il cattivo, comincia a diventare la caricatura di sé stesso. Sempre più Bill Gates di quanto tu possa immaginare. Tipo (fatto vero) che arriva a Pantelleria e chiede una macchina a noleggio. Gliela danno. L'autista è una donna. Ne pretende uno di sesso maschile. L'affitamacchine di Pantelleria gli dice sapete cosa? arrivederci! e lo lascia a piedi. Ecco, dico, diventi ridicolo. Coma fai a non accorgertene. Poi alle presentazioni del tuo software, megaconferenze stampa da te stesso organizzate, ti si pianta tutto dal vivo e tu rimani lì stoccafisso nei tuoi soldi, senza nemmeno la prontezza di mettere su un'espressione di qualsiasi tipo (incazzatura, risata isterica) per uscirne. Tutto quello che di peggio uno si aspettarebbe da te, lo fai. E fin qui uno si annoia perché sa già tutto. Una falange di detrattori ti trasforma addirittura in una specie di Satana, a allora vien da dire dai basta, che palle, è solo uno sfigato.
Ma tu, come promesso decenni prima, a un certo punto dici mi ritiro dall'azienda. Faccio il benefattore. E giù cifre astronomiche per combattere la povertà, la malattia, l'ignoranza, i problemi mortali che affliggono l'infanzia del terzo mondo. I soldi sono veramente tanti. Tantissimi. Uno cambia quasi opinione. Pensa non è un fulmine di guerra, ma almeno fa del suo meglio per chi è messo male.
Adesso arriva la notizia. Ed è per questo che dico poi uno si stufa. La notizia corredata da foto di bambini negri. Poveri, bellissimi e desiderosi di crescere in un mondo migliore. I bambini sono in una classe pagati dalla Gates Foundation, da qualche parte nell'africa nera. E hanno davanti a sé dei computerini economici progettati da Intel che si chiamano Classmate PC. l'MIT di Boston ha progettato un affare che si chiama olpc ed è un computer essenziale che costa 100 dollari ai governi che lo voglion dare ai propri scolari o alle fondazioni che vogliono comprarne una vagonata e regalarli ai governi o alle scuole del terzo mondo. Olpc gira con linux, quindi ha software gratuito e libero, e non ha una marca. È stato progettato dalla più prestigiosa delle università mondiali, in consorzio con mille aziende del settore.
Intel, insieme a Microsoft che fornisce il software, ne ha progettato uno concorrente (liberissimo mercatissimo), con software Microsoft, marchi ben in vista, prezzo circa tre volte più alto di quello dell'MIT.
Uno pensa che le cose cambino nel tempo, si lascia prendere dal pensiero progressista. Poi deve ricredersi amaramente e convenire con il lato vecchio e rugoso di sé stesso, che le cose sono come sono. Almeno certe cose.
E tu sarai sempre uno senza una visione, tu e i tuoi amichetti di Intel. Senza una visione che vada oltre il marketing (Sono buono come nemmeno ve lo potete immaginare. E il mio marchio è buono come me, si chiama Intel, si chiama Microsoft, piccoli bantù, ripetete con me: MICROSOFT! INTEL!) e l'economia di scala (Con tutti i contatti che abbiamo con la fondazione, con tutti i morti di fame che ci sono al mondo, sai quanto riusciamo ad abbattere i costi?).
Non è che abbia molto altri da dire. Solo che è una palla quando le più clamorose panzane di Beppe Grillo non sono solo vere, ma sacrosante.

Comments
L'immagine dei bambini nella classe di paglia e fango con i computerini Intel sembra uscita da 'Isole nella rete' di Sterling; penso questa cosa sempre più spesso e mi rendo conto che ormai viviamo praticamente in quel futuro lì. Brrr.
Bill Gates! Dio che odio!!
Posted by: Eskimo | 03.10.06 20:35
Ma la colpa e' mica di Bill Gates, e' di quelli prima di lui che hanno fatto si' che ci potesse essere un Bill Gates...
Posted by: robi | 03.10.06 20:36
http://members.microsoft.com/careers/mslife/benefits/plan.mspx
http://www.apple.com/jobs/us/pro/inside/benefits.html
indipendentemente dalle battute billgates stevejobs mitchkapor billjoy richardstallman continuare sono persone che vale la pena conoscere studiare e seguire. Non credo che per nessuno di loro il denaro sia la principale spinta. Negroponte non mi ha mai particolarmente impressionato.
“One laptop per child: Children are your most precious resource, and they can do a lot of self-learning and peer-to-peer teaching. Bingo. End of story.” ― Nicholas Negroponte
"Bingo" - Brod
Posted by: brod | 03.10.06 23:00
Non credo siano santi. E nemmeno che siano tutti uguali. E non sono assolutamente un anti-mercato. Penso solo che alcuni più di altri abbiano perso negli anni ogni barlume di quello spirito hippy che all'inizio caratterizzava tutto il mondo della hi-tech californiana. Mondo e spirito dai quali tutti sono partiti. Nel tempo Gates e altri hanno mantenuto del nerdismo solo l'aspetto vagamente autistico, perdendo tutta quell'abnegazione adolescenziale al progresso, che oggi si vede più in altri di loro e soprattutto in alcuni angoli dell'industria vedeoludica (tipo Will Wright o Sid Meier, per dire).
Posted by: Matteo Bordone | 04.10.06 01:18
Credo che tu abbia fatto un po' di confusione, caro Matteo. Perché le due "notizie" da te indicate non sono in alcun modo correlate.
Il fatto è che la Gates Foundation già da anni devolve miliardi di dollari (che, come hai scritto tu giustamente, sono tanti, tanti soldi) per la ricerca sull'AIDS; si parla di una ventina di miliardi fino ad oggi.
Quando poi l'MIT (l'articolo, per chi, come me, lo pronuncia quasi sempre in italiano, mi ha un po' bloccato nella lettura), o meglio, Negroponte, ha deciso di lanciare la campagna one-top-for-child con annesso software libero allegato, allora anche Microsoft e Intel hanno pensato che era commercialmente indispensabile competere anche in questo mercato. Dal punto di vista aziendale ha perfettamente senso.
Ma non dipingerlo come un mostro incoerente, come un hippy che ha perso i suoi valori (e molto più hippy è/era Jobbs, che ora, a capo della Disney, blocca gli Happy Meal con i personaggi dell'azienda perché "non sono un esempio di educazione alimentare"... ma vaffa!).
La Fondazione Guglielmo Cancelli ha devoluto qualche migliaia di miliardi di lire, mentre altri poco o niente (Stefano Lavori?). Io una bella fotografia con i bambinetti africani gliela concedo.
Posted by: Limo | 04.10.06 07:37
Mi sorge un dubbio...
non è che tu Matteo abbia un portatilino con la mela disegnata?
Posted by: Ponch | 04.10.06 12:53
Limo, la contestazione al tuo post sta esattamente dentro al tuo post: è solo commercio!
e allora se vuoi fare il commerciante per allargare il tuo monopolio anche a chi fino a ieri non sapeva nemmeno che cos'era un pc, e da domani vivrà convinto che informatica e pàgati-sta-licenza-microsoft siano sinonimi, fallo! ma non spacciarlo per carità o beneficenza. ergo la foto con i poveri pargoletti non te la meriti.
se gates vuole fare beneficenza continui a farla a nome suo (si chiama gates foundation e non microsoft foundation) e non la usi per fare pubblicità alle sue aziende.
appurato che anche sull'istruzione dei figli dell'ottavo mondo si è creato il businness, il problema si sposta: i governi dei paesi beneficiari sapranno scegliere la piu conveniente (e la meno "lavaggio-del-cervello") o sceglieranno la microsoft, tre volte più costosa ma corredata della più che prevedibile corpulenta mazzetta?? anche perchè sennò non vedrei proprio il motivo per cui dovrebbe scegliere la seconda: sono poveri (appunto...) mica imbecilli...
Posted by: pupilla | 04.10.06 13:01
Ma fare del bene e guadagnarci dei soldi è tanto condannabile?
Posted by: Giorgio | 04.10.06 13:35
No, Giorgio, per carità.
E' spacciare per beneficenza un'operazione commerciale.
Posted by: Nandina | 04.10.06 14:49
Parlando in linea di principio, l'affermazione di Giorgio e' piuttosto in contraddizione con se' stessa: se fai del bene e ci guadagni dei soldi, allora molto probabilmente rinunciando al guadagno potresti fare piu' bene (quindi meglio...).
In termini pratici, meglio cosi' che niente!
Resta da capire a 'sto punto (ammetto di non essere esperto della materia) perche' uno sano di mente dovrebbe scegliere un prodotto che costa il doppio e fa la stessa cosa...
Non penso che i bambini negretti siano imbecilli, pero' anche il Sig. Conto Cancelli proprio stupido non mi pare, se ha fissato quel prezzo, un motivo ci sara'...
Posted by: robi | 04.10.06 16:38
robi: certo che c'è un motivo, nel prezzo è compresa la licenza per il software proprietario, la pubblicità... un po' come per tutte le cose di marca. e quando parlavo di imbecillità non mi riferivo ai pargoli ma ai governanti che gestiscono questo tipo di aiuti.
esempio surreale ma chiaro: mettiamo che un gruppo di piccoli artigiani iniziasse a produrre maglioni di lana di buona fattura destinati ai senzatetto di ny perchè non muoiano congelati e li proponga a basso prezzo alle aministrazioni di quartiere interessate (usa macchinari dati in comodato gratuito e filato origine di donazioni). allora la ralph lauren ritiene che sia commercialmente indispensabile competere e crea dei suoi maglioni con il logo RL-homeless e li vende a tre volte tanto.
problema: quali maglioni acquistera la saggia amministrazione di quartiere? cosa deve pensare la gente se poi vede girare senzatetto marcati RL?
Posted by: pupilla | 04.10.06 17:14
mica è tanto surreale!
E' calzante...
con la differenza che se li vai a vendre in africa nessuno qui si chiede niente...
Posted by: Nandina | 04.10.06 17:23
Eh, appunto...
Io dicevo proprio quello: se il Sig. Conto Cancelli ritiene che sia commercialmente competitivo proporre alle stesse persone un prodotto che, per le ragioni giustamente ricordate da Pupilla, costa il doppio del suo concorrente, non credo lo faccia con lo spirito dell'economista kamikaze (tipo 3monti, per capirci :))!
Da ignorante sempliciotto quale sono, io dovessi scegliere, ringrazierei il Sig. Cancelli e comprerei dal Sig. Blackbridge, che ci risparmio...
Fin qui l'ignoranza, ora la sempliciotticita': non voglio pensare a priori che dietro all'affare commerciale il Sig. Cancelli abbia gia' preventivato mazzette a destra e a sinistra per sbaragliare la concorrenza.
Fatte queste considerazioni e in speranzosa attesa che qualcuno mi disveli i misteri dell'Economia, mi sembrerebbe doveroso che un governo, chiamato alla scelta per i suoi infanti (negretti...), e che opti per l'offerta del Sig. Cancelli, quantomeno ne spieghi in modo chiaro i vantaggi rispetto all'alternativa...
Posted by: robi | 04.10.06 18:06
considero Bill Gates un
benefattore, nella miglior tradizione americana, inoltre vorrei aggiungere
che il metodo usato dalla
Gates Foundation, intervento diretto senza
intermediazioni, è senza
dubbio fra i più efficenti,
sulla questione beneficenza/pubblicità,
sarei felice di vedere questo binomio relativamente a Fiat,Pirelli,Mediaset,ecc.
Posted by: egine | 04.10.06 22:20
Si', pero' c'e' un po' di confusione...
Son d'accordo con egine sulla beneficenza della Fondazione Cancelli, vedo pero' sotto una diversa ottica la commercializzazione dei computer per il terzo mondo...
A me pare una roba strana, pero'...
Posted by: robi | 04.10.06 23:45
Ragazzi non fate i Brunetta però. IL mercato, LA beneficienza, LA concorrenza semplicemente non esistono. Non c'è un solo modo per intendere e realizzare nessuno di questi concetti. Le modalità sono infinite e tutto è incasinato, ome in ogni cosa del mondo reale. Era una visione che andava forse bene quando erano contrapposti al socialismo reale. Ma questa impostazione ideologica è il caso di metterla da parte, se non si vuole fare carriera in Forza Italia. Su tutto, tutto, tutto, è il caso di mettere sempre dei se e dei ma. Magari per levarli, ma le domande bisogna farsele. Queste sì, solo queste, senza se e senza ma.
Posted by: Matteo Bordone | 05.10.06 00:17
Hai dato del "Brunetta" a me?
Ma ti pare un bel modo per farmi iniziare la giornata???
sob... ;)
Posted by: Nandina | 05.10.06 09:22
d'accordo, faccio marcia indietro sulla posizione assolutista della contrapposizione marketing/beneficenza. ammettiamo che sia eticamente accettabile anche se odora del caro e vecchio "togli con una mano e dai con l'altra". (ho fatto marcia indietro ma del "Brunetta" no eh!!!)
il problema rimane lo stesso: se mr gates crea questi computer è perche sa che qualcuno li comprerà nonostante costino di più... la domanda da farsi è perchè comprano i suoi?
Posted by: pupilla | 05.10.06 10:40
Matteo, la butto lì, ma non è che una delle domande da farsi, senza se e senza ma, sia: non è che lo spirito hippy ha fatto il suo tempo?
(Per apprezzare la portata e le conseguenze di questa domanda si consiglia di lasciarla decantare almeno 2 minuti, che in un blog equivalgono a ore e ore di meditazione nel mondo reale...)
Posted by: Vincenzo Garzillo | 05.10.06 12:31
Un po' di spirito Hippy (ma mi pare che sia un po' un "modo di dire" per capirci) invece dovrebbe essere riscoperto.
Altrimenti se decidiamo che deve farla da padrona solo "la dura legge del mercato e del profitto" (matteo, ho messo le virgolette, non mi dare di nuovo del Brunetta, sono almeno un po' più carina!) o del "realismo" non è che si possano cambiare molto le cose.
Tra l'altro, anche l'economia ammette ambiti in cui il mercato fallisce... quindi ci vuole qualcosa di diverso...
p.s. qualcuno ha dei fiori da mettere nei miei capelli avanzati da quelli da mettere nei cannoni? :-)
Posted by: Nandina | 05.10.06 12:38
@nandina, mai detto che bisogna arrendersi alla pura legge del mercato, né essere realistici. Tutt'altro. A me la parola che è piaciuta di più in tutto il post è "visione". Ecco, io dico solo che lo spirito hippy per me non può più essere quella visione, oggi.
Posted by: Vincenzo Garzillo | 05.10.06 14:59
Io, alla fine, concordo con la domanda di Pupilla: perche' comprano i suoi?
Devo pero' specificare che tutta la questione (per ora) andrebbe posta al futuro, visto che stiamo tutti speculando non poco...
Specifico anche che io NON mi sento Brunetta, io le domande le ho fatte subito...
Nandina, secondo me, diceva a te! :)
Posted by: robi | 05.10.06 17:48
non credo che la visione hippy della vita sia del tutto morta, quantomeno non la sua versione attualizzata e maggiormente consapevole e responsabile.
credo che sia però leggermente folle pretenderlo da un informatico,peraltro modestamente scadente, che ha creato un impero finanziario basandolo sul codice proprietario. e poi non è vero che spirito hippy e albori dell'informatica andavano a braccetto... in più mr gates ha studiato a seattle e ad harvard, un po lontano dalla california...
Posted by: pupilla | 05.10.06 18:32
non credo che la visione hippy della vita sia del tutto morta, quantomeno non la sua versione attualizzata e maggiormente consapevole e responsabile.
credo che sia però leggermente folle pretenderlo da un informatico,peraltro modestamente scadente, che ha creato un impero finanziario basandolo sul codice proprietario. e poi non è vero che spirito hippy e albori dell'informatica andavano a braccetto... in più mr gates ha studiato a seattle e ad harvard, un po lontano dalla california...
Posted by: pupilla | 05.10.06 18:55
Ma cosa se ne fanno quelli del terzo mondo di un PC con Linux o con Windows o con Solaris o con BeOS (autocompiacimento)?
Ma tralasciando la domanda, perchè ce l'avete tutti con Bill Gates? A me sembra che si comporti come il mio panetterie. Da fastidio forse perchè le cifre che gli girano intorno sono grosse. Ma vediamolo in percentuale (sparo cifre): Windows costa 300€ (passando sopra al fatto che lo abbiamo tutti o quasi copiato) e la Microsoft ci guadagna il 50%. Il mio panetterie mi vende la brioches a 80 centesimi e ci guadagna il 50%. E' uguale. E anche lui fa un sacco di opere buone, tutti lo conoscono, ma non ho mai sentito nessuno dire: "quel panettiere fa la carità solo per vendere più pane".
Posted by: Jck | 06.10.06 00:36
mi sa che Windows, più che aprire una finestra per guardare quello che ci sta dentro, per Gates era un oblò che dava in un sottoscala o in una bocca di lupo. Una di quei buchi sul nulla che guarda un pezzo di cemento tanto per intenderci!
Posted by: monetalbum | 06.10.06 23:01