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	<title>Freddy Nietzsche &#187; Ebrei for dummies</title>
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	<description>Il blog che abbraccia i cavalli</description>
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		<title>Lars o non Lars</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 15:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebrei for dummies]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/>Ciao Yankele, scusa una cosa. Qui è scoppiato il merdone Lars von Trier a Cannes. Ora, il buon Lars è sempre stato prono alla cagata, a dirla grossa, farsi detestare eccetera. Un po’ perché, dicono, è un depresso cronico; un po’ perché gli piace, il suo cinema è fatto di quello, cioè prendere categorie morali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/><p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9934" title="default_riefenstahl_africa_interv_02_0706281504_id_60415" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2011/05/default_riefenstahl_africa_interv_02_0706281504_id_60415.jpg" alt="" width="320" height="348" />Ciao Yankele, scusa una cosa. Qui è scoppiato il merdone Lars von Trier a Cannes. Ora, il buon Lars è sempre stato prono alla cagata, a dirla grossa, farsi detestare eccetera. Un po’ perché, dicono, è un depresso cronico; un po’ perché gli piace, il suo cinema è fatto di quello, cioè prendere categorie morali condivise, e sfondarle. La cosa può piacere o no, è chiaro, ma non si può dire che Fellini non fosse un amante delle tettone, né che von Trier sia mai stato in alcun modo accomodante.</strong></p>
<p><strong>Si trova in Francia, a Cannes, in un posto dove i temi edificanti raccolgono applausi automatici. Sta facendo la conferenza stampa. Dice qualche cazzata, qualche cazzata evidentemente paradossale, perché il fatto che lui non sia un nazista è evidente a tutti, e scoppia il putiferio.<span id="more-9931"></span></strong></p>
<p><strong>Ora, io comincio col chiederti se sia davvero il caso di pensare che il nazismo sia dire «Sono un nazista», se non si possa a volte pensare che ridere del nazismo, perfino giocarci, sia lecito. Poi andiamo avanti. Per ora, questo.</strong></p>
<p><strong>Matteo</strong></p>
<p><em>Partiamo dal presupposto che non amo von Trier, lo trovo un furbacchione alla Allevi (ma se mi metto a spiegare il perché si va off-topic). Ma certo che si può ridere del nazismo, sono sessant’anni che si ride del nazismo, dal </em>Grande Dittatore<em> alle </em>Sturmtruppen<em> ad </em>&#8216;Allo &#8216;Allo<em> passando per Tarantino. Si può giocare col nazismo, dai primi anarcopunk ai </em>Laibach<em> a </em>Wolfenstein 3D<em>.</em></p>
<p><em>Ma quelle sono opere o prodotti di intrattenimento, poi se un individuo dice «io sono un nazista», si passa alla dichiarazione di identità. Secondo me von Trier non si merita questo putiferio, che ha creato ad arte per far parlare di sé dopo un film definito «mediocre» e «noioso» dalla critica. Lo ha fatto anche Mel Gibson, dai. Il suo film faceva cagare? «Colpa del complotto giudaico! Io sono un nazista!» Fiumi e fiumi di inchiostro. Alé. Von Trier è un nazista? Boh. Però lo ha dichiarato, come Gibson. Poi Gibson è stato fermo un giro, ha detto «scusate, è che sono un alcolizzato» e rieccolo sulla croisette.</em></p>
<p><em>Von Trier dirà «scusate, è che sono un maniaco depressivo» e fra due anni lo rivedremo a Cannes, speriamo con un film decente. Secondo me gli rode il culo che l&#8217;unico bel film del Dogma sia </em>Festen<em> di Vinterberg, tant&#8217;è che ne riprende alcune parti (i discorsi coi brindisi, la sposa che si scopa un tizio nel gran giorno) in Melancholia, cosa che non è sfuggita ai critici. Ooops, se ne sono accorti, come faccio a farli parlare d&#8217;altro continuando a farli parlare di me? Sono un nazista.</em></p>
<p><em>Yankele</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><strong>No, ma scusa, non possiamo mettere sullo stesso piano due cose così. Da una parte abbiamo un cristiano fondamentalista, uno che fa parte, insieme al padre, di una setta scismatica lefebvriana che crede nella messa in latino, nel rigore assoluto dei dogmi eccetera. Più volte Gibson ha ripetuto stronzate su qualsiasi argomento, non boutade, non cazzatelle uscite così, tra la voglia di dar fastidio e due birre di troppo. Il suo cinema, che esalta una forza e una dignità primigenie, anteriori alla cultura e al progresso, è perfettamente in linea con la paranoia antiebraica eccetera.</strong></p>
<p><strong>Lars von Trier è un regista capace. Poi a te può non piacere, ma è uno che ha fatto del cinema importante in questi anni, e ha cercato, sempre, proprio nei suoi film, di prendere di taglio, anche forzatamente, qualsiasi tema. Dal coro greco dei lavapiatti down in The Kingdom, fino alla crudeltà verso i bambini nel finale di Dogville, passando per il sadismo esistenziale sopportato da Björk, von Trier ha sempre lavorato su quello che non sta bene dire, fare, pensare. E il fatto che gli sia uscito di rompere il cazzo, scandalizzare i giornalisti, gli attori, la stampa e l’opinione pubblica va in questa direzione.</strong></p>
<div><strong>Non lo dico per giustificarlo, chi se ne frega: è solo che mi pare assurda la reazione così scomposta di alcuni, tipo Pacifici, che invoca legislazione punitiva per cose del genere.</strong></div>
<div><strong>Sappiamo bene, io e te, che non è lì il fascismo, il nazismo, l’odio verso gli ebrei. Certo che è una cosa sgradevole per sopravvissuti, parenti, ebrei, cittadini di tutto il mondo. Ma non ti pare che una pirlata sia una pirlata? Che dopo una pirlata si chieda scusa? Che sia talmente edificante fare gli scandalizzati davanti a cose del genere che è quasi offensivo verso la sostanza delle cose metterci tutto questo impegno?</strong></div>
<div><strong>Ha chiesto scusa. Molti lo considereranno un coglione ancora per un po’, forse per sempre, ma al massimo io mi sarei comportato come l’associazione americana che ha parlato di un fallimento morale, senza giudicare il film. Insomma, bah.</strong></div>
<div><strong>Matteo</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div>
<div><em>Le reazioni scomposte sono normali per chi se la prende, come hai detto tu, sopravvissuti, parenti, Pacifici è parente di sopravvissuti quindi se la prende tanto pure lui. Io non me la sono presa più di tanto. Io trovo von Trier un regista mediocre e il fatto che abbia detto questa puttanata lo rende anche un coglione, almeno ai miei occhi. Il nazismo è ben altro che un regista che fa la sparata, siamo d&#8217;accordo, ma se ora da Galliano a Von Trier va di moda fra gli artisti alternativi provocatori e un po&#8217; geni psicotici fare la sparata filonazista in dichiarazioni pubbliche; o se ne censura il comportamento o li si giustifica, creando un precedente per chi vuole fare le sparate filonaziste in pubblico. Si tratta di una linea sottile, ma è una linea a cui occorre fare attenzione. Se ogni cretino che fa la sparata filonazista viene giustificato perché è un genio scomodo, domani qualcuno porterà a Cannes un bel film basato sui libri di Faurisson, o un adattamento brechtiano dei </em>Protocolli dei Savi di Sion<em>. E nessuno potrà dire un cazzo, «perché prende questi argomenti in maniera volutamente provocatoria, lavora su quello che non sta bene dire e fare». E c&#8217;è gente che non vede l&#8217;ora di sdoganare un certo tipo di propaganda.</em></div>
<div><em>Yankele</em></div>
<div><span style="font-weight: normal;">&nbsp;</p>
<div style="display: inline !important;"><em><br />
</em></div>
<div style="display: inline !important;">(continua)<em><br />
<span style="font-style: normal;"><em><br />
</em></span></em></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></span></div>
</div>
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		<title>Mazel tour</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 08:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebrei for dummies]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/>Caro Yankele, vorrei sapere quanto ci vuole per convertirsi all&#8217;ebraismo. Stavo guardando un sito il cui rabbino prospettava dai 3 mesi ad un anno, con una sorta di corso via internet. Da te leggo che ci vanno anni di studi. Vorrei trasferirmi in Israele ( a proposito, sono gradite dritte in materia-&#8221;trasferirsi for dummies&#8221;) ma non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/><div id="_mcePaste"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-5948" title="jerry_seinfeld1" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2010/02/jerry_seinfeld1-240x204.jpg" alt="" width="240" height="204" />Caro Yankele, vorrei sapere quanto ci vuole per convertirsi all&#8217;ebraismo. Stavo guardando un sito il cui rabbino prospettava dai 3 mesi ad un anno, con una sorta di corso via internet. Da te leggo che ci vanno anni di studi.</strong></div>
<div><strong>Vorrei trasferirmi in Israele ( a proposito, sono gradite dritte in materia-&#8221;trasferirsi for dummies&#8221;) ma non da cristiano, vorrei far parte del posto a pieno titolo. Questo per tutta una serie di ragioni personali, ma capirai che sentirmi come una mosca bianca non mi sarebbe di aiuto, una volta là.<span id="more-5947"></span><br />
</strong></div>
<div><strong>Ho 29 anni, ed in effetti la prospettiva di metterci una manciata di mesi mi alletta, ma mi sembra troppo bella.Mi sa se proprio devo essere sincero di una gavata stile &#8220;laurea su internet-istituto non riconosciuto-30 days money back guarantee&#8221;.</strong></div>
<div><strong>Magari potessi metterci così poco.</strong></div>
<div id="_mcePaste"><strong>Metterci anni ed anni vorrebbe dire che forse arriverò laggiù per la pensione (pardon, sono libero professionista, la pensione non me la darà nessuno&#8230;), cosa che a questo punto potrebbe essere un pochetto più ostica, e comporterebbe una radicale revisione di alcuni miei piani di vita.</strong></div>
<div id="_mcePaste"><strong>Dritte, consigli od opinioni?</strong></div>
<div id="_mcePaste"><strong>Ciao e grazie.</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div id="_mcePaste">Caro anonimo,</div>
<div id="_mcePaste">Per quanto riguarda l&#8217;immigrazione non ho molti dettagli. La cosa migliore da fare è informarsi direttamente all&#8217;ambasciata. È sicuramente possibile per un non ebreo trasferirsi in Israele, ma sui modi e sui tempi non so risponderti, sono cose che dipendono dalle leggi e dai trattati internazionali sui quali non ho grande competenza.</div>
<div>Per quanto riguarda l&#8217;idea di beccare una conversione via internet in tre mesi e poi prendere la cittadinanza grazie alla legge del ritorno, lascia perdere. Mi pare una mezza truffa e non credo proprio che gli addetti all&#8217;immigrazione si facciano fregare così facilmente. Oddio, i russi ci sono riusciti, ma erano altri tempi e altre modalità. Se proprio vuoi &#8211; seriamente &#8211; convertirti all&#8217;ebraismo, anni e anni di studio. Sono proprio quelli che fanno capire ai rabbini in fretta chi lo fa per ispirazione e chi magari ha altri fini.</div>
<div>Consiglio quindi la via laica all&#8217;immigrazione, del quale sono un acceso fan. E da cristiano stai sicuro che non ti sentirai una mosca bianca in Israele, lì ce ne sono per tutti i gusti, dai copto-ortodossi ai cattolici. Se no trasferisciti normalmente e magari, se sei convinto, comincia il processo di conversione direttamente là.</div>
<div id="_mcePaste">Yankele</div>
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		<title>A bbase de carciofo</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yankele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebrei for dummies]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/>Mi sono appassionato dei romanzi di Chaim Potok: trovi che descriva bene l&#8217;ebraismo? Mia moglie sta leggendo la sua “storia degli ebrei” e la trova utile. L&#8217;altro ebreo che ho letto è il simpatico Eran Katz. Grazie a  lui ho approfondito il motivo per cui gli ebrei sono spesso un passo avanti al resto del mondo (certo che essere scelti da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/><p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5932" title="foer" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2010/02/foer.jpg" alt="" width="208" height="279" />Mi sono appassionato dei romanzi di Chaim Potok: trovi che descriva bene l&#8217;ebraismo? Mia moglie sta leggendo la sua “storia degli ebrei” e la trova utile.<br />
L&#8217;altro ebreo che ho letto è il simpatico Eran Katz. Grazie a  lui ho approfondito il motivo per cui gli ebrei sono spesso un passo avanti al resto del mondo (certo che essere scelti da D-o ha i suoi vantaggi, vero?) ma mi viene un dubbio: nelle yeshiva si studia davvero così tanto? E i rabbini sanno davvero a memoria così tante cose scritte dai rabbini di tanti anni fa?</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Grazie e alla prossima<br />
Paolo</strong></p>
<p><strong><span id="more-5928"></span></strong></p>
<p><em>Caro Paolo,</em></p>
<p><em>Chaim Potok piace molto anche a me, descrive molto bene un tipo di ebraismo: quello degli ebrei americani emigrati dall&#8217;Europa dell&#8217;est. Storie di gefilte fish, yiddish, parenti rabbini, periferie per immigrati della costa est, eccetera. È l&#8217;ebraismo di Eli e Avi, quelli della domanda sopra, per intenderci. Non è però l&#8217;ebraismo di tutti: se parli con un ebreo romano scoprirai che il quartiere in cui vive era una periferia per immigrati 2000 anni fa, che di yiddish non sa una parola, ma che parla correntemente il giudaico romanesco e che al gefilte fish preferisce di gran lunga i carciofi alla giudia.</em></p>
<p><em>Eran Katz, sarò sincero, non l&#8217;ho mai letto. Non saprei se gli ebrei siano poi così tanto avanti rispetto al resto del mondo, ma so per certo che nelle yeshivot si studia veramente un fracco. E quasi tutto a memoria. Del resto, l&#8217;ebraismo ha ancora una tradizione orale. Le cose scritte dai rabbini di tanti anni fa, ossia il Talmud e la Mishnà, sono la base dell&#8217;insegnamento nelle Yeshivot, e parliamo di sei volumi pesi di ebrei che litigano sui precetti religiosi. I rabbini li devono saper citare a menadito. Credo sia per questo che nelle yeshivot si studi un fracco, in effetti.</em></p>
<p><em> Yankele</em></p>
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		<title>To Beth or not to Beth</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 08:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yankele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebrei for dummies]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/>Ciao, mi sono imbattuto nella vostra rubrica “Ebrei for dummies” e, da come trattate l&#8217;argomento, mi sono deciso a chiedervi un parere su una questione che non so mai come affrontare. Cosa fa di un ebreo un ebreo? Essere ebrei è una questione di religione, di nazionalità, di leggi antiche, di tradizioni o tutto quanto? Perchè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/><p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-5924" title="jonstewart" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2010/02/jonstewart-240x341.jpg" alt="" width="240" height="341" />Ciao, mi sono imbattuto nella vostra rubrica “Ebrei for dummies” e, da come trattate l&#8217;argomento, mi sono deciso a chiedervi un parere su una questione che non so mai come affrontare.<br />
Cosa fa di un ebreo un ebreo? Essere ebrei è una questione di religione, di nazionalità, di leggi antiche, di tradizioni o tutto quanto? Perchè una persona che da generazioni vive, ad esempio, in America, la cui famiglia è emigrata dall&#8217;Europa, dovrebbe sentirsi ebrea? E&#8217; una questione di cognomi e di alberi genealogici?</strong></p>
<p><strong>Io sono italiano ma non so da dove vengano i miei antenati più remoti e se scoprissi di avere sangue ebraico nelle vene non mi sognerei mai di andare in giro a dirmi ebreo, così come non mi direi cinese se scoprissi di avere una trisavola cinese. Tantomeno mi dico cattolico visto che sono nato in uno stato a maggioranza cattolica, visto che sono ateo.</strong></p>
<p><strong>Ogni volta che pongo questi miei dubbi a qualcuno vengo preso per un antisemita, invece vorrei solo chiarezza su questo punto, ossia su quale sia la concezione che hanno di loro stessi gli ebrei.<br />
</strong></p>
<p><strong>Grazie mille in anticipo,<br />
Dario</strong><br />
<span id="more-5923"></span><br />
<em>Caro Dario,<br />
ogni ebreo ha una concezione diversa del sé e dei motivi per cui è ebreo. Un po&#8217; come succede in tutte le religioni del mondo.</em></p>
<p><em>C&#8217;è chi si dice cristiano perché è nato da una famiglia cristiana, anche se non pratica; e chi segue tutti i precetti, i riti, eccetera. C&#8217;è chi lega la religione alla nazionalità (più comuni in Israele o in Arabia Saudita, un po&#8217; meno in Francia, per capirci) e chi ne fa una questione di tradizioni.</em></p>
<p><em>Non esiste una concezione dell&#8217;ebraismo comune a tutti gli ebrei. Se esistesse, litigheremmo di meno. Il &#8220;sentirsi&#8221; ebrei è una questione di &#8211; appunto &#8211; sensibilità personale e autopercezione, cose su cui gli antropologi culturali si ammazzano da quarant&#8217;anni. L&#8217;americano del tuo esempio (chiamiamolo Eli) potrebbe sentirsi orgogliosamente ebreo americano di discendenza europea, proprio perché conosce la storia della sua famiglia, l&#8217;albero genealogico, le storie sul bisnonno che si è imbarcato sulla nave di nascosto, il cugino del nonno che rimase in Polonia e finì nei campi, eccetera. Poi magari Eli non segue neanche uno dei precetti religiosi. Ma si sente ebreo lo stesso. Il suo amico Avi invece viene da una famiglia con una storia praticamente uguale, ma non gliene frega niente dell&#8217;essere ebreo. Magari rispetta i precetti quando è in famiglia, ma non ne capisce il senso o la filosofia.</em></p>
<p><em>Di gente che scopre di avere trisavoli ebrei ce n&#8217;è a bizzeffe, anche qui da noi. Poi magari se ne fregano, oppure gli scatta il &#8220;voglio saperne di più&#8221;, oppure si convertono, oppure lo tengono nascostissimo come una macchia indelebile.</em></p>
<p><em>Morale della favola, se metti in una stanza un cristiano filippino, uno austriaco e uno canadese e gli chiedi che concezione hanno di loro stessi in quanto cristiani, probabilmente ti daranno tre risposte differenti. Per gli ebrei vale lo stesso principio.<br />
</em></p>
<p><em>Yankele</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>E Yankele? E il crocifisso?</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 06:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yankele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebrei for dummies]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/>Caro Yankele, scusa un attimo, ma vorrei il tuo parere sulla questione non tanto del crocefisso, ma dei simboli religiosi in genere. Come funziona per gli ebrei? Come funziona per te? Andiamo per gradi. Tu hai studiato in Italia? C&#8217;era il crocefisso in classe? Se sì, che effetto ti faceva? Matteo Caro Matteo, come funziona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/><p><a href="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2009/11/363px-WillemDafoe09TIFF.jpg"><img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2009/11/363px-WillemDafoe09TIFF-240x396.jpg" alt="363px-WillemDafoe09TIFF" title="363px-WillemDafoe09TIFF" width="240" height="396" class="alignleft size-medium wp-image-4868" /></a><strong>Caro Yankele, scusa un attimo, ma vorrei il tuo parere sulla questione non tanto del crocefisso, ma dei simboli religiosi in genere. Come funziona per gli ebrei? Come funziona per te? Andiamo per gradi. Tu hai studiato in Italia? C&#8217;era il crocefisso in classe? Se sì, che effetto ti faceva?<br />
Matteo</strong></p>
<p><em>Caro Matteo, come funziona per gli ebrei? Il rispetto delle leggi dello stato in cui si vive è superiore all&#8217;osservanza di molte delle leggi religiose. Questo è un punto focale dell&#8217;ebraismo, grazie al quale siamo riusciti facilmente ad adattarci ai vari paesi in cui siamo finiti nel corso della storia. Quindi per legge deve starci un crocefisso? Ti deve stare bene. Magari porti avanti un istanza di laicità e uguaglianza nella considerazione data ai diversi credi, ma non è che entri a scuola, ti incazzi e scagli il Nazareno dalla finestra. Così ti abbassi al livello della Santanchè.<br />
<span id="more-4867"></span><br />
Io, personalmente, Yankele T. che parla a nome di sé stesso, il crocefisso nelle scuole pubbliche non ce lo voglio. E neanche la mezuzà, le sure, Amida Buddha, Shiva, Brahma o Vishnu. Non ha senso. A che serve? Che messaggio veicola ai bambini? &#8220;Oh ciccio, guarda che qui siamo tutti cristiani&#8221;? Lo sapevo, grazie. Forse occorre pregare il crocefisso in una scuola pubblica? Uno direbbe &#8220;No, certo che no, è solo il simbolo di una radice eccetera eccetera&#8221;.</p>
<p>Tuttavia alla tenera età di tre anni mi mandarono all&#8217;asilo pubblico. La mamma mi raccomandò tantissimo di non pregare mai Gesù perché ero ebreo. Me lo ripeteva ogni giorno prima che entrassi all&#8217;asilo. La maestra era, a quanto pare, molto brava. A Natale fece il presepe, il presepe senza bambinello per i Testimoni, e un portacandele di Hanukkah per me. Quelle cose laiche e rispettose di tutti i credi, insomma. Poi si prese l&#8217;influenza, e arrivò una supplente. Prima cosa che dice quando entra in classe &#8220;Sù bambini, recitiamo tutti insieme la preghierina&#8221;. Alé. Io la preghierina non la so e non la dico. La maestra ci prova, te la insegno. Eh no, mi dicono la stessa cosa ogni mattina, vuol dire che è importante. Io Gesù non lo prego, sono ebreo. La scampai, dopodiché finii a scuola ebraica fino alla terza media.</p>
<p>Al liceo ritrovai il crocefisso. Sparirono tutti in quinta ginnasio, si dice fossero stati venduti agli zingari durante l&#8217;occupazione. La mia professoressa di filosofia, ex suora, era famosa per le sue lunghe tirate contro l&#8217;aborto, il divorzio ed il preservativo. Persino il tipo di religione era più moderato. Mi sono chiesto, e se io una del genere ce l&#8217;avessi avuta per tutte le elementari? E le medie?</p>
<p>Ecco, io ritengo che il problema non sia il crocefisso in quanto tale, ma la tacita giustificazione morale che dà a quelli che, ogni giorno, predicano la linea vaticana interlacciandola con l&#8217;insegnamento pubblico. Che a me di stare in un posto dove c&#8217;è un crocefisso non dà alcun fastidio, è la presenza nell&#8217;insegnamento pubblico italiano di un numero di preti e derivati impressionante ed impensabile nelle altre repubbliche laiche europee che mi irrita.</p>
<p>Ecco, dal punto di vista di uno stato laico, non ci dovrebbero essere simboli religiosi in un ufficio pubblico. Il fatto che ce ne sia soltanto uno forse è pure peggio del metterceli tutti. Vuoi il crocifisso? Vai a studiare dai preti. I collegi rabbinici sono pieni di mezuzòt e in una madrassa ci sono le sure su quasi tutti i muri. Come è giusto che sia. Ma è anche giusto che il liceo ginnasio statale eccetera eccetera non sia nessuna di queste tre cose.</p>
<p>Yankele</em></p>
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		<title>Zinne kosher e altro</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 00:19:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yankele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebrei for dummies]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/>Caro Yankele, la mia curiosità riguarda la pratica dell&#8217;allattamento al seno (me ne occupo come mamma volontaria e ho un interesse anche culturale, oltre che &#8220;tecnico-pratico&#8221;, per l&#8217;oggetto). Nella cultura ebraica è, in qualche modo, disciplinato &#8211; e come? Oppure è una di quelle cose di cui la religione non si occupa, lasciando alla discrezionalità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/><p><img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2009/02/dayan1.jpg" alt="dayan1" title="dayan1" width="213" height="300" class="alignleft size-full wp-image-2254" /><strong>Caro Yankele, la mia curiosità riguarda la pratica dell&#8217;allattamento al seno (me ne occupo come mamma volontaria e ho un interesse anche culturale, oltre che &#8220;tecnico-pratico&#8221;, per l&#8217;oggetto). Nella cultura ebraica è, in qualche modo, disciplinato &#8211; e come? Oppure è una di quelle cose di cui la religione non si occupa, lasciando alla discrezionalità della donna la scelta di allattare o meno al seno il proprio bambino?<br />
Grazie mille, la tua rubrica è molto interessante.<br />
Annalisa</strong></p>
<p><em>Cara Annalisa, nell&#8217;ebraismo l&#8217;allattamento al seno è vivamente consigliato, per questioni di vicinanza fra madre e bambino. Ovviamente la decisione finale spetta alla madre, essendo questione di competenza chiaramente femminile, ma comunque la regola principale da seguire è quella della tutela della vita. Se per qualsiasi motivo allattare il bambino in una certa maniera (sia al seno o artificialmente) può nuocere alla salute del bambino o della madre, allora è obbligatorio usare il metodo di allattamento più sicuro. E credo che difficilmente una madre (ebrea o meno) obietterebbe su questo punto.<br />
Yankele</em><br />
 <span id="more-2253"></span><br />
<strong>Caro Yankele, mi sono fatto l&#8217;idea che gli ebrei abbiano sempre saputo leggere e scrivere, dato che la loro religione è basata sul Libro.<br />
Ma è davvero così oppure da qualche parte sono anche esistiti ebrei analfabeti?<br />
Adriano</strong></p>
<p><em>Adriano, l&#8217;analfabetismo è purtroppo una piaga sociale che colpisce uomini e donne di tutte le fedi. Sebbene l&#8217;ebraismo, in percentuale, ne sia molto meno colpito di altre confessioni religiose, proprio per i motivi che hai giustamente dedotto, non ne è tuttavia immune.Una figura storicamente accurata è rappresentata dal censimento del 1861 : Sembra che nell&#8217;Italia risorgimentale si avesse un 64,5 % di analfabeti. Fra gli ebrei italiani, gli analfabeti erano il 5,8 %.<br />
Yankele</em></p>
<p><strong>Caro Yankele, mia madre, naturalizzata italiana, è nata dal matrimonio, civile ovviamente, tra un italiano nato in Tunisia ed una tunisina ebrea. Mia nonna è rimasta ebrea per tutta la vita, tant&#8217;è che è sepolta in un cimitero ebraico; mia madre, sposata civilmente con mio padre cattolico, è stata battezzata una decina d&#8217;anni dopo il matrimonio senza peraltro avere mai più praticato la &#8220;nuova&#8221; religione. Noi figli abbiamo seguito tutte le trafile della religione cattolica senza essere andati oltre l&#8217;atto finale della comunione. Mi chiedo: rimarrebbe comunque valido per me il presupposto che l&#8217;appartenenza alla religione ebraica si trasmette per via femminile? Volendo avvicinarsi ad un percorso di conoscenza, come iniziare?<br />
Saluti<br />
Francesca (Roma)<br />
</strong><br />
<em>Cara Francesca, la matrilinearità nell&#8217;ebraismo non si spezza così facilmente, e due generazioni per noialtri valgono più o meno quanto un quarto d&#8217;ora. L&#8217;unico problema potrebbe essere il battesimo preso da tua madre in età adulta, quindi consapevolmente. Ma siccome è proprio su queste questioni che ai rabbini piace discutere, e visto che sei di Roma, ti consiglio di fare un salto in comunità, a Lungotevere Cenci. Qualsiasi rabbino sarà in grado di consigliarti qualche buona lettura per iniziare ad informarti, o ad avvicinarti, volendo. E di farti un ricco terzo grado fra le righe. Ma non preoccuparti, lo fanno con tutti, anche con me. In genere vogliono sapere se ho finalmente deciso di sposarmi una brava ragazza.<br />
Yankele</em></p>
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		<title>Zàcchete</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 23:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yankele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebrei for dummies]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/>Caro Yankele, correggimi se sbaglio: si dice che per convertirsi all&#8217;Ebraismo sia necessaria la circoncisione. Se una persona dovesse aver già subito una circoncisione di carattere medico (ad esempio da bambino) e successivamente decidesse di convertirsi, cosa accadrebbe? Gli verrebbe tagliato un ulteriore eventuale pezzetto? O si accetterebbe la circoncisione medica di tanti anni addietro? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/><p><img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2009/01/sydney_pollack1.jpg" alt="sydney_pollack1" title="sydney_pollack1" width="220" height="283" class="alignleft size-full wp-image-1970" /><strong>Caro Yankele, correggimi se sbaglio: si dice che per convertirsi all&#8217;Ebraismo sia necessaria la circoncisione.<br />
Se una persona dovesse aver già subito una circoncisione di carattere medico (ad esempio da bambino) e successivamente decidesse di convertirsi, cosa accadrebbe? Gli verrebbe tagliato un ulteriore eventuale pezzetto? O si accetterebbe la circoncisione medica di tanti anni addietro?<br />
Grazie, un saluto.<br />
Nicola</strong></p>
<p><em>Ciao Nicola. Sì. Per convertirsi all&#8217;ebraismo è necessaria la circoncisione, che è il coronamento di tutto il lungo processo (si parla di anni) di studio, apprendimento dei precetti e delle preghiere, eccetera. Se qualcuno ha già subito una circoncisione medica, questa viene comunque controllata dal moel, il medico osservante che si occupa delle circoncisioni. Se la circoncisione è stata eseguita — mi si perdoni il calembour — a cazzo, lasciando parte della pelle del prepuzio ancora attaccata e mobile, allora il moel procede alla rimozione di qualsiasi lembo di pelle possa, parzialmente o totalmente, coprire il glande. Se la circoncisione subita in precedenza viene invece ritenuta kosher, allora si riceve solo una vestigiale puntura di spillo sull&#8217;uccello e si procede ai festeggiamenti. Della mia circoncisione non ricordo parecchio, visto che avevo due mesi ed ero ubriaco (mi rovesciai in faccia il calice del vino che si appoggia alle labbra del bambino), ma un mio amico si convertì a 35 anni ed era veramente ubriaco, al punto di rifiutare l&#8217;anestesia. &#8220;Ai tempi di nostro padre Abramo&#8221;, proclamava, &#8220;mica c&#8217;era l&#8217;anestesia!&#8221; Dice che se potesse tornare indietro avrebbe bevuto di meno.<br />
Yankele</em> </p>
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		<title>Save as&#8230;“jew”</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 03:26:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yankele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebrei for dummies]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/>Ciao, volevo sapere: esiste il concetto di &#8220;salvezza&#8221; nell&#8217;ebraismo, e se sì, in che senso viene intesa, per ebrei e non? Grazie Cecilia Ciao Cecilia. Il concetto di salvezza esiste nell&#8217;ebraismo come concetto di &#8220;Mondo Futuro&#8221;, o era messianica. Una sorta di salvezza universale, che verrà portata dalla venuta del Messia su questo mondo. Sebbene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/><p><img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2008/12/jon_stewart_leaning_on_desk-1.jpg" alt="jon_stewart_leaning_on_desk-1" title="jon_stewart_leaning_on_desk-1" width="260" height="331" class="alignleft size-full wp-image-1742" />Ciao, volevo sapere: esiste il concetto di &#8220;salvezza&#8221; nell&#8217;ebraismo, e se sì, in che senso viene intesa, per ebrei e non?<br />
Grazie<br />
Cecilia</p>
<p><em>Ciao Cecilia.<br />
Il concetto di salvezza esiste nell&#8217;ebraismo come concetto di &#8220;Mondo Futuro&#8221;, o era messianica. Una sorta di salvezza universale, che verrà portata dalla venuta del Messia su questo mondo. Sebbene le interpretazioni messianiche dell&#8217;ebraismo siano molte, e il dibattito fra le diverse scuole ancora aperto, tutti convengono su alcune caratteristiche che l&#8217;era messianica porterà: giudizio universale, resurrezione dei morti, pace fra tutti i popoli del mondo. Salvezza, insomma.<br />
L&#8217;ebreo osserva i precetti proprio per questo: il rispetto della legge divina accelera la venuta dell&#8217;epoca messianica, secondo vari Maestri.<br />
E per gli altri popoli? Chi rispetta diverse leggi, che includano il mangiare prosciutto o l&#8217;andare in discoteca il venerdì sera, saranno anche loro salvi?<br />
Sì, a quanto pare. Quando finì il diluvio, il Signore pensò bene di dare a Noè 7 precetti da rispettare affinché la razza umana non si riducesse in quello stato pietoso che lo aveva spinto a dire &#8220;Vabbè, dai, ricominciamo tutto da capo. Anzi, salviamo gli animali, che almeno mi erano riusciti un po&#8217; meglio&#8221;. Siccome ai tempi di Noè un ebreo non si era ancora visto, i Maestri desumono che questi precetti siano stati dati a tutti i popoli, e siano quelle che, se rispettate, portino la salvezza.<br />
Le cosiddette sette leggi noachidi, che in parole povere prescrivono l&#8217;istituzione di tribunali, il divieto di furto e di omicidio, di blasfemia e di incesto, oltre a vietare gli uomini di sbranare animali ancora vivi, e sono i canoni per cui l&#8217;uomo &#8211; in quanto uomo, qualsiasi legge segua &#8211; possa meritare la vita nell&#8217;epoca messianica.<br />
Qualche mese addietro, un lettore si domandava se il principale si sarebbe arrabbiato per tutti i sabati in cui ha trasportato oggetti. Sicuramente no, dato che quella regola vale solo per gli ebrei. Ma occhio a non sbranare furetti, ammazzare gente, o farsela con la propria sorella. Pare che per queste cose un po&#8217; se la prenda.</p>
<p>Yankele</em></p>
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		<title>Oscillate wildly</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 20:11:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yankele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebrei for dummies]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/>Ho visto talvolta ebrei ortodossi pregare oscillando avanti e indietro. Perché? La stessa pratica mi pare vi sia nelle madrasse: il movimento oscillatorio induce una specie di trance o vi è un aspetto rituale. Grazie Andrea Pardini Caro Andrea, Molti ebrei, ortodossi e non, pregano oscillando il corpo avati ed indietro. Questo movimento facilita la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/><p><a href="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2008/09/copland.jpg"><img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2008/09/copland.jpg" alt="" title="copland" width="240" height="332" align="left" class="alignnone size-full wp-image-1001" /></a>Ho visto talvolta ebrei ortodossi pregare oscillando avanti e indietro. Perché? La stessa pratica mi pare vi sia nelle madrasse: il movimento oscillatorio induce una specie di trance o vi è un aspetto rituale.<br />
Grazie<br />
Andrea Pardini</p>
<p><em>Caro Andrea,<br />
Molti ebrei, ortodossi e non, pregano oscillando il corpo avati ed indietro. Questo movimento facilita la recitazione metrica della preghiera, ed è parte di quello che nell&#8217;ebraismo è definito &#8220;Kavvanàh&#8221; ossia &#8220;intento&#8221;.<br />
La Kavvanàh è in parole povere, l&#8217;autocoscienza del momento sacro, del fatto che le parole che si stanno pronunciando hanno un significato, e non sono semplicemente qualcosa che si manda a memoria e si recita giornalmente &#8220;perché si deve&#8221;.<br />
Gli ortodossi sono soliti legare il movimento nella preghiera al Salmo 35 (Ed ogni arto del mio corpo dichiarerà: chi è pari a Te, o Signore?). Dunque si potrebbe dire che La Kavvanàh  è l&#8217;esatto contrario della trance, che è l&#8217;estraniazione della volontà dal corpo, mentre nella preghiera ebraica mente e corpo devono essere insieme presenti e coscienti dell&#8217;atto che stanno compiendo.<br />
Non è comunque dogma, ci sono ebrei che oscillano e altri che non oscillano affatto, ed il movimento è solo parte dell&#8217;intento. Oltre ad essere un ottimo richiamo all&#8217;ordine per il corpo, specialmente quando ci si accorge che invece di pregare si sta lumando il matroneo.<br />
Yankele</em></p>
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		<title>Don&#8217;t mess with the shabbat</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 08:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yankele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebrei for dummies]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/>Caro Yankele, caro Matteo, ho conosciuto un ragazzo ebreo in università e – spinto dalla curiosità – ho iniziato a fargli domande sulla sua religione, gli usi e i costumi. Mi sono reso conto di quanto poco si sappia sugli ebrei che, anche se presenti, sono molto discreti, riservati, timidi o forse timorosi&#8230; Sarebbe bello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/efd_logo.jpg" width="88" height="88" alt="" title="Ebrei for dummies" /><br/><p><a href="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2008/09/adam_sandler-zohan.jpg"><img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2008/09/adam_sandler-zohan.jpg" alt="" title="adam_sandler-zohan" width="280" height="242" align="left" class="alignnone size-full wp-image-928" /></a>Caro Yankele, caro Matteo, ho conosciuto un ragazzo ebreo in università e – spinto dalla<br />
curiosità – ho iniziato a fargli domande sulla sua religione, gli usi e i costumi.<br />
Mi sono reso conto di quanto poco si sappia sugli ebrei che, anche se presenti, sono molto discreti, riservati, timidi o forse timorosi&#8230;<br />
Sarebbe bello conoscere qualcosa di più: perché non pensate seriamente a un libro da pubblicare?<br />
Ho una domanda: girando nel ghetto ebraico di Venezia sabato mattina ho visto degli ortodossi passeggiare e sono rimasto scioccato. Se mi ricordo bene, il mio amico mi aveva detto che il sabato fino al tramonto non esce di casa (eppure non ha cappello nero, riccioli e barba!). Non ci capisco più niente: gli ebrei praticanti e gli ortodossi che fanno al sabato?<br />
Grazie, e complimenti per l&#8217;idea!<br />
Andrea<br />
<span id="more-927"></span><br />
<em>Caro Andrea, i precetti relativi al sabato sono tantissimi, ma tutti si basano sull fatto che il settimo giorno il Signore non ha creato niente, si è riposato, ed ha contemplato la sua creazione. Pertanto anche l&#8217;uomo dovrebbe prendersi un giorno a settimana per fare altrettanto. Uscire di casa e passeggiare è permesso di sabato, purché non si usino mezzi di locomozione e non si trasportino oggetti.<br />
Ora, un elenco di quello che è permesso e quello che è vietato di Sabato sarebbe lungo e palloso, ma un sabato &#8220;tipo&#8221; dell&#8217;ortodosso italiano, può facilmente essere riassunto:<br />
Il mio caro amico Settimio, per esempio, il sabato mattina va in sinagoga ad ascoltare la lettura della Torà (a piedi, come sopra), e poi se ne va a casa di un amico che vive lì vicino, a studiare, chiacchierare e mangiare (di sabato è precetto fare un pasto in più del normale) con i suoi colleghi del collegio rabbinico. A volte lo stesso rabbino va con loro, per tenere una piccola lezione sul capitolo settimanale. Se Settimio fosse sposato -ci sta ancora lavorando su- il pomeriggio lo passerebbe assieme alla sua famiglia, come da precetto. La sera celebra la separazione del giorno sacro dal giorno feriale, che sancisce la fine del sabato, dopodiché si fuma la prima sigaretta della nuova settimana (non si accendono fuochi di sabato), prende la macchina e va a ballare. Fe-ver night!<br />
Yankele</em></p>
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