mercoledì 24 ottobre 2012
Borderlands2, un gioco quasi di Quentin Tarantino
Quando sono andato alla fiera dei videogiochi che si chiama Gamescom e si fa a Colonia, presentavano Borderlands 2 come un gioco che conteneva «gazillions of weapons». Gazzilioni di armi. Mah, pensai, sarà una tamarrata spara spara. In effetti lo era, lo è, ma non nel senso che si potrebbe pensare. La ragione per cui ho una scimmia sulla spalla che mi bussa a qualunque ora per farmi accendere la PS3 come non mi succedeva da anni sta nelle armi ma anche no. Sparare è bello anche se fa male, ma il punto non è solo quello. Il punto sta nel fatto che questo è un gioco di guerriglia e non di guerra, è un gioco individualista di squadra, è un gioco affollato e desertico assieme, un po’ come i film di Tarantino, dove i personaggi sono persi nella loro solitudine, e poi quando c’è tanta gente in un posto scorre del sangue. Tanto. Tipo dei fiumi di sangue. Gazziolioni di litri di sangue. continua a leggere »

Ormai da qualche anno io sono tra quelli che passano un po’ del loro tempo con i videogiochi. Non qualche, in effetti: 30 anni. A un certo punto sono riuscito a trasformare questa passione in lavoretto, cioè parlare di videogiochi alla radio e sui giornali. E ho avuto a che fare, per anni, fino a oggi, con persone più vecchie di me, decisamente sospettose sull’argomento, che lavoravano insieme a me, convinte che la mia fosse la passione di chi, meteorologo dilettante, pensa di risolvere il problema della nebbia nella Pianura Padana tagliando la cima del passo del Turchino.
Quando ho intervistato George Romero, diversi anni fa, a un certo punto gli ho chiesto cosa seguisse un maestro come lui dell’horror contemporaneo. Romero è un vero mostro sacro del genere, sta nel campionato di Carpenter e Argento, ma rispetto a loro ha fatto molto meno cinema, mostrando meno eclettismo e discontinuità del primo, meno crollo verticale del secondo. Mi ha risposto che non seguiva gran che, che la cosa non lo riguardava più di tanto, visto che lui nel 1968 si era inventato un modo per fare dei film politici usando tema e estetica dei morti viventi, e da allora aveva continuato così. 


