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	<title>Freddy Nietzsche &#187; Galaga</title>
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	<description>Il blog che abbraccia i cavalli</description>
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		<title>No, niente, cazzatelle per bimbi e sfigati</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 15:21:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/><p><iframe width="500" height="405" src="http://www.youtube.com/embed/bINUfbLV_0M" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Oops, they did it again!</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 11:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Galaga]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/><p><img class="alignleft size-large wp-image-10070" title="WiiU" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2011/06/WiiU-500x353.jpg" alt="" width="500" height="353" /></p>
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		<title>Se vi sembra che stiano giocando</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 09:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Galaga]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/>Ormai da qualche anno io sono tra quelli che passano un po’ del loro tempo con i videogiochi. Non qualche, in effetti: 30 anni. A un certo punto sono riuscito a trasformare questa passione in lavoretto, cioè parlare di videogiochi alla radio e sui giornali. E ho avuto a che fare, per anni, fino a oggi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/><p><img class="alignleft size-large wp-image-9098" title="Mideast Egypt Protest" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2011/02/Mideast_Egypt-Protest_6-500x308.jpg" alt="" width="500" height="308" />Ormai da qualche anno io sono tra quelli che passano un po’ del loro tempo con i videogiochi. Non qualche, in effetti: 30 anni. A un certo punto sono riuscito a trasformare questa passione in lavoretto, cioè parlare di videogiochi alla radio e sui giornali. E ho avuto a che fare, per anni, fino a oggi, con persone più vecchie di me, decisamente sospettose sull’argomento, che lavoravano insieme a me, convinte che la mia fosse la passione di chi, meteorologo dilettante, pensa di risolvere il problema della nebbia nella Pianura Padana tagliando la cima del passo del Turchino.</p>
<p><span id="more-9097"></span></p>
<p>«Sì,» mi dicevano, «ma i videogiochi non sono capaci di commuovere, di emozionare nel profondo, di lasciare un segno nella vita delle persone». E la cosa ancora oggi continua, con una società che spende per i videogiochi più di quanto non spenda per il cinema, intere generazioni che quotidianamente fanno riferimento a quel mondo come parte della loro cultura, e una genia di intellettuali che non li frequenta, li guarda come una sciocchezza salvo eccezioni, come facevano nei primi anni del secolo altri prima di loro nei confronti del cinema. Come facevano i loro nonni, quando i loro genitori cercavano di cambiare la società urlando i ritornelli delle canzoni.</p>
<p>Per fortuna, sono comunque anni che la copertura dei videogiochi nei media italiani cresce, per quanto lentamente, in qualità e quantità. Un po’ per via di quella cosa di Lucio Battisti, lo scoglio e il mare.</p>
<p>Ma vorrei che tutti gli scettici trascinassero questa foto da questa pagina sulla scrivania del loro computer. Dai, per piacere, su. La tenete lì, la rinominate “videogiochi”. Quando pensate che forse non ne valga la pena, che siano solo sciocchezze, cliccate sulla foto, la aprite, e guardate questi uomini (perché sono uomini, e non ragazzini) che stanno rischiando la vita in nome della libertà.</p>
<p>Guardate cosa c’è scritto sul cartello.</p>
<p>Forse vi eravate sbagliati. Succede.</p>
<p><a href="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2011/02/Mideast_Egypt-Protest_6.jpg"></a></p>
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		<title>Si salvarono solo i piccoli, sepolti nelle pallette colorate</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2010/09/24/si-salvarono-solo-i-piccoli-sepolti-nelle-pallette-colorate/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 12:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Galaga]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/>Quando ho intervistato George Romero, diversi anni fa, a un certo punto gli ho chiesto cosa seguisse un maestro come lui dell’horror contemporaneo. Romero è un vero mostro sacro del genere, sta nel campionato di Carpenter e Argento, ma rispetto a loro ha fatto molto meno cinema, mostrando meno eclettismo e discontinuità del primo, meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/><p><img class="alignleft size-medium wp-image-8062" title="zombie_romero_web-400x300" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2010/09/zombie_romero_web-400x300-240x180.jpg" alt="" width="240" height="180" />Quando ho intervistato George Romero, diversi anni fa, a un certo punto gli ho chiesto cosa seguisse un maestro come lui dell’horror contemporaneo. Romero è un vero mostro sacro del genere, sta nel campionato di Carpenter e Argento, ma rispetto a loro ha fatto molto meno cinema, mostrando meno eclettismo e discontinuità del primo, meno crollo verticale del secondo. Mi ha risposto che non seguiva gran che, che la cosa non lo riguardava più di tanto, visto che lui nel 1968 si era inventato un modo per fare dei film politici usando tema e estetica dei morti viventi, e da allora aveva continuato così.<span id="more-8061"></span></p>
<p>Quando, negli anni Settanta, Romero ha pensato di mettere gli zombi dentro a un centro commerciale (<em>Dawn Of The Dead &#8211; Zombi</em>, 1978), ha messo il dito dentro a una piaga. Secondo lui la piaga era quella del consumismo di massa, della sostituzione della felicità con l’acquisto, con un luogo deputato, un comportamento da morti viventi, eccetera egrillera. Il film ebbe un buon successo di pubblico e un’enorme influenza iconografica. Ma ho il sospetto non che abbia perso, non che a vincere siano stati il centro commerciale e il consumismo. Ho il sospetto che la forza stia nella distruzione del centro commerciale, che è un set cinematografico di calma e standard estetici noti in mezzo mondo. Oggi quella cosa lì, la distruzione del centro commerciale, lo sfascio della scenografia di cui è fatto da parte di gente marcia, è punk. E che gli zombi siano punk, quindi rivoluzionari puzzolenti e iconoclasti, è diverso da quello che intendeva Romero, quando pensava a consumatori privati della volontà, assetati di libero sangue in libero mercato.</p>
<p><a href="http://deadrising-2.com/agecheck?r=">Dead Rising 2</a> è il secondo capitolo di una serie di videogiochi zombeschi, dove si va in giro e si fanno a pezzi i morti viventi. Loro sono tanti e lenti, zombi vecchio stile. I sani sono pochi, ma menano tanto, sparano, tirano in testa la roba, costruiscono armi composite e divertenti. Le creature fanno pena per poco. Poi ti fai prendere, mors tua vita mea, e giù di sega elettrica. C’è una storia, c’è il virus da combattere, tre giorni prima dell’arrivo dell’esercito. Dopo un po’ che si fanno missioni, gli zombi sono solo roba petulante, non troppo diversa dagli adolescenti brufolosi o dalle vecchine coi capelli viola. Allora sì, capisci cosa intendeva Romero. Ma ci sarebbe voluto un film di venti ore. Ma in un’ora e mezza gli zombi sono i Ramones.</p>
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		<title>L&#8217;orrore! [GAMESCOM 2010]</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 21:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/>Mein dear Lufthansa, Ich bin ein giornalista de Italia. Ich speak no Deutsch. Ma have been in Deutschland for the passé quattro dias. Cologne Messe, GamesCom, expo videogiochi very bon. E ci sono gegone mit Lufthansa. Flug fino a Frankfurt; then train jusqu’a Köln, toujours avec ticket von Lufthansa. Ritorno pareil, ma reverse. Adesso, if [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/><p><a href="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2010/08/apocalypse-brando2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7590" title="apocalypse-brando2" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2010/08/apocalypse-brando2-240x180.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a></p>
<p><em>Mein dear Lufthansa, Ich bin ein giornalista de Italia. Ich speak no Deutsch. Ma have been in Deutschland for the passé quattro dias. Cologne Messe, GamesCom, expo videogiochi very bon. E ci sono gegone mit Lufthansa. Flug fino a Frankfurt; then train jusqu’a Köln, toujours avec ticket von Lufthansa. Ritorno pareil, ma reverse. Adesso, if Ich getroviert anche just one seule problem dans toda questa permanencia, je ne avrei scritto nada de rien. Mais par ce que tutto ist gegone benissimo, with hostess and steward überkind, timeschedule siempre gerispettiert, tutto clean und tidy, check-in online sin problema, airport ohne coda mai, I decided d’écrire.</em><span id="more-7589"></span></p>
<p><em>Bitte, Anschluss von Alitalia snell you must achieve. Con Geld ou sans. Et Trenitalia auch. Bitte. Anzi, alle esperiencia von GamesCom, Messe mit freaks teenage no baiser jamais und strillano delirium, si vous want to decirlo à Angela too, pour conquistar todo my Land, ich would appreciate esto seher mucho. Please, utilizer little violencia. Solo the necesaria minimum.</em></p>
<p><em>Mit hope.</em></p>
<p><em>Obrigado.</em></p>
<p><em>MB</em></p>
<p><em>ps &#8211; danke pra la musique anyway</em></p>
<p><a href="Mein dear Lufthansa, Ich bin ein giornalista von videogame de Italia. Ich speak no Deutsch. Ma have been in Deutschland for the passé quattro dias. Cologne Messe, GamesCom, expo videogiochi very bon. E ci sono gegone mit Lufthansa. Flug fino a Frankfurt; then train jusqu’a Köln, toujours avec ticket ouf Lufthansa. Ritorno pareil, ma reverse. Adesso, if Ich getroviert anche giusto one seule problem, je ne avrei scritto nada de rien. Mais par ce que tutto ist gegone benissimo, with hostess and steward überkind, timeschedule siempre gerispettiert, tutto clean und tidy, usque ad steward asking me del gruppo von meine tshirt, check-in online sin problema, I decided d’écrire. Bitte, Anschluss von Alitalia snell you must acheive. Con Geld ou sans. Et Trenitalia Auch. Bitte. Anzi, si vous want to decirlo à Angela too, pour conquistar todo my Land, I would appreciate esto very seher mucho. Please, utilizer little violencia. Solo the necesaria minima.  ">Homefront</a> è un gioco di guerra scritto da John Milius, lo sceneggiatore e regista folle e bellicoso (Apocalypse Now e tante altre cose notevoli). Milius aveva già scritto un gioco di guerra, ma non gli era venuto gran che bene; non si sa nemmeno quanto ci avesse veramente lavorato lui. Qui invece sembra che ci abbia messo del suo fin dall’inizio.</p>
<p>La storia si svolge negli Stati Uniti. C&#8217;è un problema: la Corea del Nord ha vinto. Ha attaccato la Corea del Sud, l’ha sconfitta, poi per prima cosa si è sucata il Giappone, poi quasi tutta l’Asia. Raggiunta la condizione di superpotenza, ha conquistato anche gli Stati Uniti. In questo contesto, volete che non ci sia uno straccio di resistenza? Eccerto che c’è! E infatti in Homefront si interpreta il ruolo di un militante della resistenza americana che cerca di metterci del suo per ribaltare la situazione e riprendersi il paese tutto. Non ne ho visto molto, ma quello che ho visto mi sembrava davvero notevole. Per esempio c’è una scena dove arriva una bomba a grappolo su dei soldati, e tu, con un fucile di precisione, li ammazzi per non farli soffrire, da lontano, uno a uno, tutti incendiati che corrono in giro urlando: una roba che per riprenderti devi stendere un bovino vivo a colpi di machete, come minimo.</p>
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		<title>Elegante, raffinato, naturale [GAMESCOM 2010]</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 08:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/>Nell’ultima settimana mi sono procurato un po’ di melodrammi di Douglas Sirk. Ne ho scritto anche qui sul blog, visto che man mano che li vedo li recensisco. Ne avevo visti due o tre anni fa, ma ho deciso di mettere fieno in cascina, farmi un po’ di basi di cinema classico, che servono sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/><p><a href="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2010/08/rockhudson.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7580" title="rockhudson" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2010/08/rockhudson-240x305.jpg" alt="" width="240" height="305" /></a>Nell’ultima settimana mi sono procurato un po’ di melodrammi di Douglas Sirk. Ne ho scritto anche qui sul blog, visto che man mano che li vedo li recensisco. Ne avevo visti due o tre anni fa, ma ho deciso di mettere fieno in cascina, farmi un po’ di basi di cinema classico, che servono sempre e danno tanta soddisfazione. E infatti, partendo per Colonia, un po’ mi spiaceva di non poterne vedere un altro paio così, in batteria, che uno capisce tutto e fa i collegamenti fra prima e dopo. È quella sensazione che avevo all’università, quando andavo a studiare qualcosa in biblioteca di Cinema, e c’erano montagne di videocassette di qualsiasi regista. E veniva voglia di tuffarcisi dentro, non mangiare più, non bere, morire lì con le cuffie davanti al televisorino, di bianco e nero.<span id="more-7579"></span></p>
<p>Da ottobre la PS3 conterrà un servizio figo fino alle lacrime: <a href="http://mubi.com/">Mubi</a>. Mubi è una delle forme più evolute di distribuzione cinematografica digitale. Oggi ho parlato con Efe Cakarel, il giovane fondatore turco della società, che ha sede in California (e secondo me ce la fa). L’idea è quella di stare dietro a quelli che seguono con passione la nicchia del cinema di qualità. Per fare gli gnè gnè? No, per passione e per convenienza. American Pie 7 si trova ovunque. Come le foglie al vento è un po’ più difficile, e se sei online gli impallinati che lo cercano diventano tanti.</p>
<p>Mubi ha i film dei festival che nelle sale non ci vanno, i film per regista, i film condivisi tra amici con rimbalzo su facebook. E Mubi per PS3 funziona come se uno avesse il film su dvd. Schiacci play e va. L&#8217;immagine è bella, l&#8217;avanti-indietro è veloce, l’interfaccia è semplicissima e funzionale. Efe è un visionario entusiasta. Ha tirato dentro anche Scorsese, oltre alla Criterion, e sta chiudendo accordi con i distributori e i cataloghi di mezzo mondo. Al lancio di ottobre, l’abbonamento a Mubi costerà €12,99 al mese per il forfait, oppure €3,99 a film. E uno potrà vedere i film sul televisore via PS3 oppure sul computer, con lo stesso account.</p>
<p>Nel catalogo di Mubi ci sono sedici film diretti da Douglas Sirk. Il profilo del regista Douglas Sirk ha 376 fan, uno dei quali sono io. Tarantino ne ha 4250. Roland Emmerich ne ha 10.</p>
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		<title>Sempre e comunque pupazzetti [GAMESCOM 2010]</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2010/08/19/pupazzetti-gamescon-2010/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 14:42:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/>In questi giorni alla fiera dei videogiochi di Colonia ho visto veramente una barcata di titoli. La gran parte dei giochi che vengono presentati riguarda l’eccitante trovata di spararasi in faccia con dei mitra. Che fino a un po’ di anni fa era una cosa molto divertente da fare, ma adesso è diventata una routine. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/><p><a href="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2010/08/linusclay.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7563" title="linusclay" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2010/08/linusclay-240x360.jpg" alt="" width="240" height="360" /></a>In questi giorni alla fiera dei videogiochi di Colonia ho visto veramente una barcata di titoli.<br />
La gran parte dei giochi che vengono presentati riguarda l’eccitante trovata di spararasi in faccia con dei mitra. Che fino a un po’ di anni fa era una cosa molto divertente da fare, ma adesso è diventata una routine. O ci metti dell’altro, e giocare alla guerra ha qualcosa di artistico, oppure non si va da nessuna parte. Tutti, nel mostrare la mercanzia alla stampa, rompono i coglioni con le meravigliose novitá esaltanti presenti nel loro gioco, ma poi alla fine è gente che si spara in faccia. Poi ci sono anche altri giochi, ma ne parlerò in questi giorni. Tanto se uno vuole gli aggiornamenti puntuali non viene certo a cercarli su Freddy Nietzsche.<br />
La cosa che mi sconvolge sempre è la capacità degli uomini di aggrapparsi a qualsiasi cliché, allo scopo di sfangarla, comunicare apparentemente rilassati con gente che parla un’altra lingua, vive di altre cose, non conosce Totò, non ha mai visto Little Britain, insomma, di che cazzo volete ridere, tu e l’aboriggeno?<span id="more-7562"></span></p>
<p>Le battutine sui vari paesi, le cortesie goffe, tutte le modalità di comunicazione più imbarazzanti vengono sfoderate col sorriso di chi gioca il jolly. Ma il jolly è sempre lo stesso, sempre quello, lo si conosce a memoria. Grandi sorrisi, come è andato il viaggio, come va, eh sì è un bel viaggio, ah sei scandinavo, ah chissà che freddo, e la Spagna mamma mia non si respira proprio, il primo pomeriggio meglio dormirsela tutta per bene, tanto si mangia alle dieci, ah voi inglesi che litigate coi francesi, e Berlusconi?</p>
<p>Da una parte si tratta di un modo naturale per non stare molto zitti in ambienti in cui è previsto che si parli, insomma un modo per essere gentili, sentirsi a proprio agio — parla quello che attacca bottone anche con i platani — ma d’altra parte uno vorrebbe sorridere, guardare in faccia l’interlocutore e dire «Ciccio, va bene così: non abbiamo un cazzo da dirci e non siamo nemici. Io capisco i meccanismi inconsci, ma se fai altre due faccette, se fai un’altra volta delle virgolette in aria, insomma se vai avanti con questo teatrino di pupi siciliani dell’Europa unita io ti do una testata». Forse se ognuno facesse come gli viene sarebbe peggio, non so. Ci si guarderebbe in cagnesco. Invece così sei su un galeone Playmobil, e vivi in ogni fibra del tuo essere l’elasticità articolare dell’equipaggio. È una condizione di snervante incomunicabilità bendisposta: quella di tanti giornalisti che confluiscono in un posto solo.</p>
<p>Intanto oggi mi sono fissato su piccolo gioco di pupazzetti con un’estetica splendida. È di  una piccola azienda svedese, e si chiama ilomilo. È un puzzle a piattaforme tutto carino. Carini i pupazzetti protagonisti, carina l’ambientazione, carini i cubi che sono un po’ tutti di stoffa, carino il meccanismo di gioco. È passato abbastanza inosservato, ma secondo me vi piace. Ilo e milo non fanno virgolette con le mani, non sorridono troppo, non comunicano ansia in nessun modo. E sono fatti <a href="http://www.youtube.com/watch?v=oKL6-0Jg3MI&amp;feature=player_embedded">così</a>.</p>
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		<title>Che benni i bighioggioghi! [GAMESCOM 2010]</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 16:57:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/>Saluti dal GamesCom di Colonia: la seconda esposizione videoludica più importante al mondo. Saluti da me e dai partecipanti tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/><p><a href="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2010/08/Freaks-Barnum-2.gif"><img class="alignleft size-large wp-image-7559" title="Freaks-Barnum-2" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2010/08/Freaks-Barnum-2-500x417.gif" alt="" width="500" height="417" /></a>Saluti dal GamesCom di Colonia: la seconda esposizione videoludica più importante al mondo. Saluti da me e dai partecipanti tutti.</p>
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		<title> Sì ma veramente era un regalo per me! Uffi.</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 18:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/>Se fossi Nintendo, io comprerei questa immagine e ci farei qualcosa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/><p><a href="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2010/08/gorillads.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-7517" title="gorillads" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2010/08/gorillads-500x334.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a><br />
Se fossi Nintendo, io comprerei questa immagine e ci farei qualcosa.<em> </p>
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		<title>E la porta sarà larga quindici metri!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 09:11:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/>Tra pochi giorni uscirà Starcraft 2. È un titolo importante. Di quelli che non finiscono sui quotidiani, ma vendono tanto e durano tanto. 27 luglio, segnatevelo. Sui giornali, ripeto, se ne parlerà un po’ ma non tantissimo, perché non è facile da spiegare. Ci sono mostrini di varie fazioni che si scannano e si fanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/galaga_icon.png" width="88" height="88" alt="" title="Galaga" /><br/><p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="504" height="306" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GDQE6AZ5OoA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="504" height="306" src="http://www.youtube.com/v/GDQE6AZ5OoA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br /><br/><br />
Tra pochi giorni uscirà Starcraft 2. È un titolo importante. Di quelli che non finiscono sui quotidiani, ma vendono tanto e durano tanto. 27 luglio, segnatevelo. Sui giornali, ripeto, se ne parlerà un po’ ma non tantissimo, perché non è facile da spiegare. Ci sono mostrini di varie fazioni che si scannano e si fanno la guerra, ma piccoli, tutto strategia, tutto logiche interne che se non ci hai mai giocato non capisci, mentre i campioni vedono la matrice matematica che ci sta dietro, solo quella, tipo Neo, e capiscono tutto, come fosse scacchi. Resta il fatto che  è uno di quei titoli che hanno reso la Blizzard una macchina da soldi, e Activision un colosso come nessun altro. Quello di Starcraft 2 è uno di quei lanci che fanno salire le azioni.<span id="more-7351"></span><br />
Poi c&#8217;è la Corea, dove sono semplicemente pazzi duri. Il gioco è diventato uno sport nazionale, con canale televisivo dedicato e volume di soldi orbitanti incredibile. In Corea questa settimana sbavano per strada, sono ammattiti, non parlano d’altro. Immaginate che stia per uscire il Calcio©2, con regole nuove e aspetto ancora imprevedibile.<br />
Immaginate che le previsioni di Philip Dick sulle società private che diventano così importanti da costituire fenomeni sociali di portata nazionale, governativa, capaci di orientare l”opinione pubblica, generare uno star system specifico, decidere delle elezioni, spostare manovre economiche in denaro, ecco, immaginate che quelle previsioni si stiano avverando ora, che succeda adesso, e che sia il fenomeno Starcraft in Corea. No, non immaginatelo: praticamente è così. Questa l’ho scritta male.</p>
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