venerdì 11 marzo 2011

La terra trema


Il mio paese in fondo alla cartina preferito è un po’ in ambasce. C’è il terremoto: morti, distruzione, immagini da piangere. Il mio amico Flavio, quello che tiene questa rubrica, è lì. Ecco cosa racconta.

All’inizio penso che la vibrazione sia una chiamata sul cellulare, ma guardandolo, non è illuminato.

Poi comincia a ondeggiare tutto, e ho capito. Mi precipito fuori mentre dietro me cadono libri, suppellettili, e io per strada scalzo, nella fretta, senza scarpe. Tutto il quartiere è per strada, il terremoto acquista potenza, io mi sento il cuore impazzire, mi manca il fiato, si sentono rumori di roba che cade, ma la cosa più terrificante è che la terra ondeggia e si muove senza controllo sotto i miei calzini. Non riesco a reggermi in piedi e non so se è per la scossa o per la paura.

Il resto su PESCeRISO, il blog di Flavio.



mercoledì 9 febbraio 2011

Tokyo, 23.2.5


Quando uno ha il sangue napoletano che scorre arint’evven e ha passato degli anni a Venezia, tende a trovarsi a suo agio nei mercati del pesce.

Se per qualche motivo riesco a svegliarmi prima delle 6 di mattina, sicuramente faccio un salto a Tsukiji, il più grande mercato ittico del mondo. Di solito ci vado in bici o in vespa, girovago per i banchi, trovo qualcosa che mi sembra a buon mercato, lo compro, invito qualcuno per pranzo o cena e facciamo una scorpacciata di pesce. continua a leggere »



domenica 17 ottobre 2010

Tokyo, 22.10.9


Caro Kemuri, è passato parecchio tempo dall’ultima tua edizione. In questo periodo sono stato un po’ in giro ma parecchio anche a Tokyo. Ci ho passato quasi tutta l’estate, in particolare tutto agosto, e agosto a Tokyo non è tanto uno scherzo. Comunque adesso l’estate è finita e io sono sempre qui, a notare le differenze tra il caldo e la pioggia.

QUELLO CHE MI PIACE DELL’ESTATE A TOKYO: continua a leggere »



lunedì 28 giugno 2010

Tokyo, 22.6.14


Ed eccoci entrati nella stagione delle piogge, che si scrive, non so perché, con i caratteri (i kanji) di pruno e pioggia. E’ abbastanza deprimente passare un mese intero con la pioggia quotidiana. Quando fai il bucato non si asciuga, anzi non si asciuga niente e c’è un’umidità ristagnante fastidiosa, il basilico sul terrazzo rischia di marcire.
Visto che forse molti pensano che io sia un nippofan sciroccato, stavolta ho deciso di elencare, nude e crude, le cose che non sopporto del Giappone, paese in cui vivo felicemente. continua a leggere »



domenica 14 marzo 2010

Tokyo, 22.3.11


Anche se fa freddino, i fiori cominciano coraggiosamente a sbocciare. Pruni, camelie, altre piante che mi sa che in Italia non ci sono ma che qui impazzano tipo il mokuren, il kinmokusei e tanti altri amici petaluti. Riflettendo sui fiori ho pensato che è impossibile tradurre alcuni nomi per il semplice fatto che le specie sono diverse, quindi anche il dizionario non serve a niente, in alcuni casi.

Procedendo con le oziosità, mi sono venute in mente una serie di espressioni in giapponese che mi hanno sempre divertito e che, caro amico e cara amica che leggi, ho deciso di condividere con te in questa nuova puntata di Kemuri. continua a leggere »



lunedì 8 febbraio 2010

Rook at me, I’m on terebi! (il nostro uomo alla NHK)



lunedì 1 febbraio 2010

Tokyo, 22-1-29


Avete mai conosciuto Kenzo Tange? Io sì, lavora in un’agenzia immobiliare, chiaro che è  un omonimo, ma il nome contiene gli stessi caratteri del famoso disegnatore di edifici. Mi ha raccontato che i suoi hanno sfruttato il cognome per dargli un nome importante.
Ho cambiato casa di nuovo, anche se con un’agenzia diversa da quella di Kenzo, a cui però ho poi indirizzato una mia amica neolaureata in cerca di una sistemazione a Tokyo. Lei ha studiato architettura e appena le ho detto del Tange ha voluto servirsi da lui, se non altro per ottenere il prezioso biglietto da visita.
Parlando di questo trasloco con i miei amici, il ritornello che ho sentito di più è stato “Ah, certo che deve essere stato un problema grosso trovare casa a Tokyo, no? Ho sentito che nessuno affitta a stranieri”. Sono caduto dalle nuvole. Ho trovato casa in due giorni, scegliendo tra decine di appartamenti in cui sono stato portato subito da tre o quattro agenzie immobiliari, le quali hanno continuato a chiamarmi insistentemente per propormi altri posti. Quando io ho scelto, abbiamo firmato subito il contratto. E pensare che io sono, in effetti, una specie di precario freelance! continua a leggere »



mercoledì 9 dicembre 2009

Tokyo, 21.12.8


DSC_3523A forza di abitare a Tokyo sono diventato di Tokyo.
Ovviamente non me ne rendo conto finché rimango in città, ma la settimana scorsa mi è capitato di dover andare a Osaka per lavoro.
Tutto si è svolto in una zona molto nascosta della città che adesso non so nemmeno bene dove si trovi, ma l’impressione che ho avuto è stata di trovarmi in un vascio di stampo napoletano. Al nostro arrivo tutti gli abitanti del quartiere sono usciti di casa, ci hanno chiesto cosa stessimo facendo e hanno trovato tutti i pretesti per attaccare discorso. Ci sono alcuni stereotipi che la gente di Tokyo appiccica agli Osakesi: non so se siano veri ma tutta la gente che ho visto li sfoggiava orgogliosamente. Capelli impermanentati in modo violento, sigarette penzolanti dalle labbra, signore con pantaloni stampati a leopardo e maglie raffiguranti leoni ruggenti, battute incentrate sui doppi sensi.
Se non avessi avuto da fare penso che sarei rimasto lì a chiacchierare un po’ con tutti, sfidando la difficoltà del dialetto locale che, devo ammettere, non capisco molto. La persona che dovevo intervistare, peraltro, non parlava il giapponese standard, non so se per orgoglio kansaiese o proprio perché non gli veniva. Forse un misto dei due. continua a leggere »



venerdì 16 ottobre 2009

Tokyo, 21.10.16


DSC_2402Nostalgia della ribolla con le castagne, ogni tanto, in autunno. In quei casi vado in piscina, a duecento metri da casa. Ultimamente ci vado quasi ogni giorno.
La mia piscina (è già diventata mia) è un prefabbricato bianco con le pareti sottili che fanno sentire quel suono di piscina anche all’esterno: il maestro che strilla ai bambini per farli nuotare con la tavoletta. La vasca ha i bordi di quella pietra che si usava nell’epoca Meiji per i palazzi governativi; nelle docce ci sono dei cartelli grandissimi che indicano in che senso girare la manopola per aprire e chiudere l’acqua; i bagnini salutano ogni nuotatore che arriva o se ne va. Ci sono corsi gratuiti personali di nuoto: li fa una signora agée che insegna lo stile farfalla (BATAFURAI). continua a leggere »



venerdì 2 ottobre 2009

Kobe, ottobre 2009


Approfitto della rubrica di Flavio per mettere qui questa foto. Nel gennaio del 1995 il terremoto di Kobe ha fatto 6500 morti, e devastato la città. A quindici anni di distanza, alcuni cittadini si sono consorziati per costruire un monumento alla ricostruzione, alla rinascita, alla forza con cui si combattono le avversità. Hanno scelto di piazzare in un parchetto una statua di Tetsujin 28-go (noto anche come Gigantor), opera di Mitsuteru Yokoyama, celeberrimo mangaro di Kobe.
 
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