Prima no. Prima senti quello che sta succedendo, lo senti da lontano, e ti viene da dire state sbagliando, così fate il contrario di quello che volete fare, cioè tenere distinti la religione e la scienza. Poi c’è il telegiornale. E al telegiornale chiedono un parere a Paolo Mieli. Paolo Mieli è uno degli uomini di punta dell’informazione italiana, e non è cattolico. Eppure è amareggiato e scandalizzato, tanto: dice che è un giorno che finirà nei libri di storia, dice che è un giorno in cui e di cui gli italiani si vergognano davanti al mondo, dice che gli studenti si preparavano ad accogliere il papa con “lazzi e sberleffi, e questo è intollerabile”.
Non solo per la gravità del tono, ma anche per l’uso di una terminologia che ha a che fare con l’ermellino, la stola, le tele di Massimo D’Azeglio, le miniature, i dagherrotipi e tutto un mondo ormai sfumato nel ricordo dell’Italia savoiarda e al massimo del buon Guido, insomma per tutti questi motivi ti fermi a pensare e ti accorgi che è successo qualcosa. Perché così rattristato e scosso Mieli non lo vedevi da tempo.
Poi su Repubblica ci sono pagine e pagine su questa questione, sempre troppe e troppo scandalizzate. Poi a Porta a Porta (lo so che non devo, ma poi in questi casi ci finisco sempre dentro) uno vede un conduttore che per tutta la sera ripete a chi sostiene la legittimità di quello che è accaduto, “andiamo, su, è inammissibile”, e fa tutto un movimento di spalle. E lì accanto c’è anche Rocco Buttiglione, professore di non si sa cosa in un’università non si sa quale (e soprattutto quando li tiene i corsi, che è sempre a fare politica e televisione?), che ricorda a Vespa del 77 e di Luciano Lama e delle Brigate Rosse, e fa dei parallelismi. In collegamento c’è Giuliano Ferrara, che sostiene l’argomento inesistente della “libertà di parola”. Quello per cui il papa non c’entra. Tutti devono parlare e la questione è quella, si tratta di LIBERTÀ. Certo. Quindi l’anno prossimo, preparatevi, voglio parlare all’inaugurazione dell’anno accademico all’Università di Houston, lo voglio fermamente, voglio parlare dell’embrione, è un mio diritto, so I’m telling you right now, months in advance, you texans, start working on the flight, the hotel, the ermellination and all I’ll need for my right to be fully respected.
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