lunedì 29 giugno 2009
E muto, anche! (ma non e’ questo il punto)
In un paese lontano lontano, pieno di orchidee e di tastiere senza accenti e apostrofi e virgolette raggiungibili in tempi ragionavoli (con Windows), da un computer che si sta in piedi, con trenta gradi e una umidita’ avvilente, a mezzanotte e mezza passata, volevo dire una cosa. Un’ora fa Madoff si e’ preso 150 (centocinquanta/00) anni di galera. L’uomo ha settantun’anni ed ha messo in piedi uno schema di Ponzi da $65Md, truffando migliaia di risparimatori in decenni di lavorio. Lo stato ha consigliato una condanna a cinquant’anni, che per le vittime era sufficiente; l’avvocato di Madoff ne ha chiesti una ventina, dichiarando che il suo assistito era gia’ certo di morire in carcere. Il giudice ha applicato il massimo della pena per tutti i reati ascritti, facendo totalizzare all’imputato un BAR BAR BAR giudiziario non indifferente. Domani leggerete ovunque che da noi uno a malapena prende uno scappellotto, se fa una cosa del genere. In una certa misura e’ vero, ma non al 100%. Quindi Repubblica lo dira’ a gran voce; il Giornale scrivera’ che quelli di Repubblica sono dei giustizialisti dipietreschi, e via di ping pong per una settimanella scarsa. continua a leggere »






C’è un uomo, ci dicevano, che sarà si un po’ grossolano nell’esposizione, però ha dei punti fermi. C’è un uomo, ripeteva qualcuno, che non sarà un teorico della politica, un raffinato interprete del pensiero occidentale, un potenziale condottiero sulla strada delle riforme, però è il cane da guardia di cui la nostra casta reggente ha bisogno. C’è un uomo che, ci ripetevano, per quanto si esprima per proverbi e mottetti, riesce a stare attaccato al nocciolo crudo delle cose, senza perdersi dentro ai meccanicismi ombelicali dell’emiciclo. Ci dicevano queste cose, ce le hanno dette per anni, tanti, quelli che «ah guarda io stavolta vado dritto per la mia strada, sarà anche un voto inutile, ma è un voto per i princìpi in cui credo». Questo alfiere dei pesi e contrappesi della democrazia, della fine della politica raccogliticcia e della difesa strenua dei pilastri della democrazia, a noi sembrava tutta un’altra cosa. Lasciavamo parlare.