Sabato 30 Agosto 2008
Maria! (nel senso dell’invocazione sacra e di quella profano-scolastica)
Il ministro Gelmini è una donna che è nata dalle parti di Brescia. Una concreta, lavoratrice. Tra tutti, è una delle poche che ha pensato di dire come stanno le cose nella scuola e prendere delle decisioni. Ecco alcune delle cose che ha proposto e perché sono d’accordo con lei.
Grembiule per gli studenti di elementari e medie.
Serve a distinguere lo spazio della scuola da quello individuale, a dare visibilità agli studenti in quanto tali nella società, e a segnare una differenza sostanziale tra quando lo si indossa o non lo si indossa. Inoltre limita, solo per alcune ore al giorno, il cretinismo dell’abbigliamento. Poi, se indossato anche alle medie superiori, è fucina di riferimenti erotici, e ricorda, anche se da lontano, una grande democrazia come quella britannica. Poi i grembiuli e le divise sono eleganti.
Esami di riparazione.
Io l’ho preso in quinta ginnasio e quell’estate ho studiato. Sono arrivato a settembre che sapevo più greco che a giugno. E soprattutto ho capito che avevo sbagliato e mi ero fregato un’estate di sereno far niente con le mie mani. Insomma la scuola e la società mi hanno detto “no”. E un “no” ogni tanto ci vuole.
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