martedì 23 marzo 2010
Schhhh!
Oggi su Repubblica c’è un articolo che sembra di essere in un paese normale. Anzi, normale ma con postilla. È a pagina 3 e l’ha scritto Giovanna Vitale, che non so chi sia.
L’articolo racconta di come, dopo le dichiarazioni del capo dei vescovi italiani, Mr. Burns Bagnasco, Emma e il suo staff abbiano deciso di — pazzesco, incredibile, da andare a ubriacarsi — non dire niente di niente. Nada, niet, nixon, nisba, mancopoocazz’. Bagnasco fa dichiarazioni trasversali, che possono riferirsi a Bonino come formalmente anche no; Bonino decide che va bene così, non si risponde, per non finire in una polemica stupida e dannosa ai fini elettorali. continua a leggere »







È successo da un paio di giorni, e nessuno ha smentito. A quanto pare è vero, quindi: Paola Binetti se ne è andata dal PD. Quella che si diceva stupita non che mancassero alcuni temi, non che certe posizioni non avessero spazio nel partito, no no, lei si diceva esterrefatta, ribadiva il proprio disagio, si grattava con fastidio le crosticine sulla coscia perché di tutte le roccaforti dell’ideologia cattolica massimalista contemporanea non si riuscivano a costruire altrettante dépendance dentro al Partito Democratico. Che come partito sarà anche un po’ una merda, Binetti Paola, ma è sempre l’ultima idea plausibile di forza politica di sinistra del paese.
Non che abbia delle cose pazzesche da dire, eh. È solo che questa maggioranza chiude tutti i più blandi spiragli di buona fede possibili. È un peccato, perché dare retta alle cassandre del luogo comune è sempre una resa rispetto al ragionamento. Però va così, e va così in maniera talmente sistematica da far perdere senso a qualunque ragionamento ulteriore.