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Sabato 30 Agosto 2008

Maria! (nel senso dell’invocazione sacra e di quella profano-scolastica)


Il ministro Gelmini è una donna che è nata dalle parti di Brescia. Una concreta, lavoratrice. Tra tutti, è una delle poche che ha pensato di dire come stanno le cose nella scuola e prendere delle decisioni. Ecco alcune delle cose che ha proposto e perché sono d’accordo con lei.

Grembiule per gli studenti di elementari e medie.
Serve a distinguere lo spazio della scuola da quello individuale, a dare visibilità agli studenti in quanto tali nella società, e a segnare una differenza sostanziale tra quando lo si indossa o non lo si indossa. Inoltre limita, solo per alcune ore al giorno, il cretinismo dell’abbigliamento. Poi, se indossato anche alle medie superiori, è fucina di riferimenti erotici, e ricorda, anche se da lontano, una grande democrazia come quella britannica. Poi i grembiuli e le divise sono eleganti.

Esami di riparazione.
Io l’ho preso in quinta ginnasio e quell’estate ho studiato. Sono arrivato a settembre che sapevo più greco che a giugno. E soprattutto ho capito che avevo sbagliato e mi ero fregato un’estate di sereno far niente con le mie mani. Insomma la scuola e la società mi hanno detto “no”. E un “no” ogni tanto ci vuole.
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Giovedì 31 Luglio 2008

Esserci o non esserci


Su un palco c’è un uomo romano con gli occhiali e il fisico a pera. Gli piace molto la famiglia Kennedy; gli piace molto il cinematografo americano; gli piacciono molto le rockstar combattive come Lou Reed. L’uomo ha in mano un teschio e indossa una calzamaglia. È parecchio ridicolo, sinceramente, Walter Veltroni, vestito così con la calzamaglia e il teschio in mano, mentre passeggia sul palco spoglio di un teatro d’avanguardia. Cammina lentamente avanti e indietro, dimostra un certo mestiere, si ferma e guarda il teschio. È il teschio di Robert Kennedy quello che ha in mano Walter, in questa nuova e sperimentale versione di Amleto.
Il pubblico tace, in attesa del monologo. Finché lui non si ferma, ritto e piriforme in proscenio, e comincia a recitare con voce sicura: continua a leggere »


Domenica 29 Giugno 2008

Parola turna indré


Si tratta di un oggetto ricurvo, in maniera varia a seconda dei modelli, che in genere si porta a casa dalla vacanza in Australia, insieme a un altro coso lungo e cavo che fa un suono molesto (tipo bonghi ma di meno: la faciloneria antropologica australiana è molto meglio di quella africana in termini di danno ambientale). Questo oggetto ricurvo è antico di diecine di migliaia di anni e serve per prendere gli animali che scappano veloci. Se manchi il bersaglio, lui torna indietro. Ma la sua capacità di prendere i bersagli è ormai finita ufficialmente in secondo piano; adesso se ne parla sempre per questo fatto che torna indietro. Si usa la figura retorica della metafora, in genere, perché la similitudine è ormai superflua. E tutte le volte che uno fa qualcosa e gli torna indietro, gli torna in faccia, produce il risultato opposto rispetto a quello che il lanciatore si era preposto, si dice comunemente che si è trattato senza alcun dubbio di un antoniodipietro.


Giovedì 26 Giugno 2008

Silvio bumaye!


Non so se vi siete accorti, ma è finita la festa. O meglio è finita la noia. Perché tanto è inutile che stiamo qui a ipotizzare anche con tutta la buona volontà che ci sia la possibilità che questi discutano. Questi non discutono. È sempre la solita menata. E allora, se lo sai, mettiti i guantoni da subito. Non facciamo il ballo in maschera tutti vestiti eleganti, che poi a metà la gente si rovescia il punch sugli smoking! Facciamo installare da subito un ring e mettiamo Pannella a fare il secondo.
      In queste ore Berlusconi si sta incazzando molto. Con la giustizia è ripartito il waltzer delle manette e delle toghe. Arrivano altre intercettazioni sui giornali. Raccontano cose. Tipo lui che organizza dei viaggi Milano-Roma con uno degli Oliver Onions, per dire. Cose che per il resto c’è Mastercard, ma per questo c’è la REPVBBLICA ITALIANA. Insomma, ci siamo. Tra parentesi, di tutto il giro mi pare che l’unico che abbia fatto qualcosa sia il piccoletto brutto e cattivo: Brunetta.
      Alé: mazzate, urla, strepiti e schiamazzi.


Sabato 7 Giugno 2008

Il dialogo di questa fava


Uno dice dai, cerchiamo di fare qualcosa di costruttivo. Poi salta fuori che Berlusconi stesso non deve più fare innamorare nessuno di sé, è tutto serioso e lacrimesanguinoso, tutto che ci sono le emergenze e ci vuole la collaborazione e adesso si governa davvero e non con le promesse perché la trippa per gatti è finita.
      Allora uno dice va bene, pur non condividendo. Pensa figuriamoci, pur non avendo un punto in comune. Argomenta proviamo, anche se sa che non si cava un ragno dal buco. Poi a 8 e mezzo si parla di Gay Pride e se ne parla con Imma Battaglia e Carlo Giovanardi. Carlo Giovanardi è Sottosegretario alla Famiglia. E dimostra per tutta la puntata la totale e assoluta ignoranza dei problemi di cui si parla. continua a leggere »


Venerdì 30 Maggio 2008

Spezzeremo le reni a Guevara


benicio.JPGÈ buffo come nel nostro paese ogni tanto la gente cominci a bere parecchio e non lo dia a vedere. Anzi, ubriachi, i giornalisti si mettono a diffondere idee strampalate, che incredibilmente attecchiscono. Certo, anche la politica ci mette del suo, ma sono loro a battere un chiodo storto in partenza e ripetersi orgogliosi quanto stia entrando bene nel legno di noce nazionale.
Dopo un raid punitivo anti-immigrati al Pigneto, una spedizione classica (in stile britannico anni Settanta), comincia a diffondersi l’idea per cui siano stati dei giovani xenofobi fascisti. Per xenofobi fascisti, come è ovvio ai sobri, non si intendono persone che sventolano croci uncinate e portano sotto braccio un busto del duce in marmo. In genere i comportamenti di un gruppo che attacca degli immigrati in un quartiere popolare con bastoni e sberle sono quanto basta per definire gesto e artefici.

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Sabato 19 Aprile 2008

Combinato niente, tornarono in Insubria


dead.JPGÈ bello tornare a casa: arriva la primavera ed è un nuovo inizio. Ma non un inizio ciclico, non una spirale; più un cerchio rotante, una ripetizione sempre identica di quello a cui ormai ci eravamo abituati. Voltare pagina, pensare di lasciarsi le cose alle spalle e poi tornare indietro a rileggere quella pagina lì, di cui in fondo ci spiaceva di esserci scordati.
E allora mi è tornato in mente Speroni. Nel 1994, quando Berlusconi vinse le prima elezioni con la Lega (la quale avrebbe ribaltonato il governo di lì a poco), c’era in giro Francesco Speroni. Speroni (oggi parlamentare europeo) era quello che non metteva la cravatta perché lui era un rivoluzionario, e allora preferiva quella specie di strangolino texano: un laccetto di pelle chiuso in mezzo al collo della camicia da una fibbia triangolare argentata. Si trattava di uno strano caso di look allitterato, per cui un dettaglio alla John Wayne sembrava perfetto per uno con quel cognome. Fu necessaria una deroga al regolamento del senato per Speroni Francesco from Busto Arsizio. Insomma, subito dopo quelle elezioni, più o meno nella fase in cui siamo ora, Speroni scese a Roma per una prima riunione di governo, ma per qualche motivo la riunione fu rimandata. Lo intervistarono per strada e lui disse qualcosa tipo “Cominciamo male. Ecco l’affidabilità della politica romana. Sono venuto qui apposta e non si è combinato niente. Torno a Busto Arsizio”.
Quando Bossi ha detto la stessa cosa l’altro giorno, quando Silvio ha cominciato con la sua sequela di “ci penso io” e poi ha smitragliato la giornalista, quando Di Pietro ha deciso per un gruppo parlamentare a parte, quando Diliberto ha detto che il problema erano falce e martello nel simbolo, insomma in questi pochi giorni ho capito una cosa.
Sono loro e sono tornati. Niente di più e niente di meno.


Martedì 15 Aprile 2008

Have a cigar


learyharvard.JPGInizia oggi una nuova fase per chi ha preso la legnata alle urne. Non è la prima volta. Ne abbiamo prese altre e siamo sopravvissuti. Sopravviveremo anche questa volta. O forse no, ma nessuno ascolterà i nostri lamenti e bisognerà farsene una ragione.
Quindi? Quindi parte una nuova fase, una fase di riscoperta del disimpegno, di rinuncia all’acredine continua, di basta col rompere le palle al parlamento. Perché il parlamento è stato democraticamente eletto e adesso governerà. Certo, c’è tutta la fregola dei consigli comunali, c’è la voglia di vincere tutte le altre elezioni (buonanotte), c’è tutto un incaponirsi astioso sulla società civile. E un po’ lo faremo, figuriamoci. Ma a parte la determinazione ad andare a vivere all’estero, io dico riscopriamo l’ozio. Riprendiamoci quello sflanellare felici e fascinosi degli anni dell’opposizione. Andiamo ai festival estivi, fidanziamoci, troviamo nuovi passatempi, sfidanziamoci, scriviamo un libro, facciamo delle cose creative, sdraiamoci su un’amaca, insomma facciamo tutto. Anche niente.

PS - Pare che Massimo abbia commentato così: “Yes, weekend!” (E poi c’è chi trova strano che io lo consideri da sempre un semidio.)


Domenica 24 Febbraio 2008

Vogliamo il terribile moscovita


scalfarotto.JPGTenete presente che io ci smeno. Nel senso che io avevo previsto di andare a Mosca prossimamente, non essendoci mai stato, e avevo già chiesto asilo (politico e non) a Ivan Scalfarotto. Ivan mi aveva concesso il visto per pernottare gratuitamente nella città degli zar e avere anche un sightseeing personalizzato con tanto di cicerone candidato premier (scusate se è poco). Quindi, per tacitare le critiche eventuali di Beppe, io remo contro la marea dell’antipolitica e sono disposto a fare a meno di un vantaggio tangibile personale. Però siccome lui è bravo e capace e intelligente e laico e ricchione io penso che averlo candidato da qualche parte per il Partito Democratico sia una bella cosa. Quindi Freddy Nietzsche sposa la causa “Scalfarotto candidato”:http://www.imille.org/2008/02/appello.html. Anche a costo di rinunciare al piedaterre moscovita. (Tanto per darvi la misura dell’inossidabile etica politica del sottoscritto. Mica casta.)


Mercoledì 13 Febbraio 2008

La granitica esperienza dei gufi di mare


gregory peck as captain ahab moby dick.JPGCome cantava Lucio Battisti, troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante. E allora magari poi c’è il colpo di coda in Texas e cambia tutto, magari succede che la nuova responsabile della campagna elettorale di Hillary assunta in corsa si rivela un drago e ribalta tutta la situazione. Fatto sta che Obama è in vantaggio e voi ci prendevate per il culo. Io non lo dico adesso per dire tiè tiè telavevodettoio tirulero tirulero. Lo dico perché quest’idea secondo cui le cose andranno come è naturale che vadano, come sono andate l’ultima volta, figurati cosa stai dicendo ma tu davvero vuoi pensare che realisticamente, insomma tutta ’sta roba non ha molto a che vedere con la lungimiranza o con il realismo, ma piuttosto con quella buffa aderenza alla risatina rassegnata che trasforma tutti in senatori settantenni della Repubblica Italiana impermeabili allo stupore. Saranno gli anni a seguire le mosse del Pds, saranno le batoste elettorali, sarà la mortadella in bocca, sarà la lodevole disciplina incarnata da Piero Fassino, fatto sta che ci siamo abituati a pensare che non possa succedere anche dell’altra roba.
Ripeto. Poi vince Hillary di sicuro. Figurarsi. Ma non è automatico. Non c’è la cospirazione del passato, almeno non più di quanto ce ne sia una del futuro altrettanto scalpitante.