sabato 28 maggio 2011
Elezioni Milano 2011 – meno uno
Dopo le esibizioni di alcuni esponenti di punta della P3 in piazza del Duomo ieri sera, preferisco dare il via alla fase di silenzio stampa. Se ne riparla lunedì pomeriggio. Grazie.
venerdì 27 maggio 2011
Elezioni Milano 2011 – meno due
Ieri Letizia Moratti è stata protagonista di una videochat su Corriere.it. Poche ore dopo, sul suo sito e sul suo twitter, è comparsa questa sua dichiarazione estrapolata dall’evento.
Milano, 26 maggio 2011 – “Continuero’ ad occuparmi della mia città, le modalità le vedrò”. Così Letizia Moratti in videochat sul Corriere risponde a un lettore alla domanda se resterà in consiglio comunale anche in caso di sconfitta elettorale.
Ora io non so come la vediate voi, ma io lo trovo un segno abbastanza buono.
La sera poi c’è stato il concerto di chiusura della campagna elettorale. Brian Ferry ha suonato. Gigi D’Alessio no. I leghisti avevano avuto da dire per via della sua natura non ariana. Ha preferito evitare. Sulla barca ultimamente sono affollate soprattutto scialuppe e passerelle.
Pisapia ha rifiutato il confronto con Letizia Moratti, perché uno c’è già stato, lì lei ha tirato colpi bassi con delle falsità, e lui non è disposto a rischiare, essendo lei quella che deve recuperare.
A Annozero Maurizio Lupi è stato dialetticamente schiaffeggiato da Adriano Celentano: un classico caso di Croce Rossa kamikaze, perché si armi da fuoco lì sono decenni che non se ne vedono. Certo è che l’uomo non deve scrivere, ma se parla (a un ferito grave che si dibatte tra la vita e la morte) sa essere efficace.
Sempre più paura. B è andato da Vespa a dire che moriremo tutti.
giovedì 26 maggio 2011
Elezioni Milano 2011 – meno tre
Su Vanity Fair è uscita un’intervista a Cinzia Sasso, la moglie di Pisapia. Corredato dalle foto del loro matrimonio con sfondo lagunare veneziano, l’articolo descrive un uomo di promettente, totale, splendida normalità italiana. L’idea che gli italiani vogliano votare uno che è intimamente diverso da loro, che con loro condivide poco se non il passaporto, è peregrina. Attenzione, questo non ha niente — NIENTE — a che fare con la cultura e le capacità specifiche, che si prevede siano superiori, adatte a un rappresentante del popolo: essere in grado di fare due chiacchiere col barista, di ascoltare la signora del quartiere, di spartire il quotidiano con le persone di cui si chiede la fiducia è un requisito fondamentale e sano. Fa parte di quegli anticorpi naturali che la democrazia ha sviluppato nei confronti dell’oligarchia. Pisapia è uno che vede i film di Natale, dice la moglie, perché gli piace svagarsi così. Dopo anni di rappresentanti di sinistra avvezzi solo a Bauman, è una cosa che rende felici. continua a leggere »
mercoledì 25 maggio 2011
Elezioni Milano 2011 – meno quattro
Fa caldo. Molto caldo. Fa un caldo tailandese. Fa un caldo da orchidee spontanee alla Rotonda della Besana, rizomi di bambù che sollevano i binari del tram, basilischi dalle zampe palmate che planano tra i rami degli ippocastani di Porta Venezia. In questo contesto sudato, siamo a mercoledì. Su Vanity Fair c’è una intervista alla moglie di Pisapia, con tanto di foto del loro matrimonio, che descrive un candidato sindaco, che prima di tutto è una persona normale: il tipo umano che la sinistra italiana spesso incarna, ma da anni non riesce a rappresentare. Nello stesso Vanity Fair, Alessandro Sallusti parla di molte cose, e riesce a dire sempre e solo banalità e sciocchezze. Ma ci sono punte di fibrillo non indifferenti, come
«Se non lo critico quasi mai non è perché penso che non abbia difetti, ma perché lo reputo un talento che alimenta la sua genialità anche con i vizi, come Maradona o Michael Jackson. Fondamentalmente sono dei pazzi».
Letizia Moratti, sempre dalla parte dei suoi cittadini, ha firmato un documento con cui si impegna, in data 24 maggio 2011, a non concedere altre licenze di taxi fino all’ottobre del 2015. Gli altri cittadini, quelli non necessariamente suoi, che magari non la votano per riconoscenza diretta, ringraziano per questa ulteriore e disperata affermazione della dottrina economica del libero mercato del culo degli altri.
Si dorme male, appiccicaticci. Ci si gira e rigira. Si spera madidi.
martedì 24 maggio 2011
Elezioni Milano 2011 – meno cinque
Pisapia e Moratti si sono stretti la mano. Il Corriere dice che è «un gesto da cui ricominciare». Secondo me è più un gesto con cui segare le gambe alla retorica dei mostri di zingaropoli, perché se le bocce stanno calme Moratti fa molto fatica a passare per brava, efficiente, comunicativa, pronta alla riscossa. Anche la questione di twitter, cioè il famoso “affaire Sucate”, finito intanto sui giornali, conferma la scarsa capacità comunicativa di sindaco e staff. Il dibattito sullo spostamento dei ministeri si fa fangoso, cioè si appresta a palesare completamente la propria natura di fuffa. Berlusconi parla di «dipartimenti» trasferiti al Nord. Bah. Intanto Bossi e Formigoni continuano a litigare. Sembra una giornata di transizione. Stiamo a vedere.
lunedì 23 maggio 2011
Elezioni Milano 2011 – meno sei
C’è maretta a Destra: Formigoni sostiene che l’elettore voglia sentirsi promettere altro, non i ministeri a Milano ma un «piano di sviluppo per le imprese». Intanto Bossi lo zittisce. Pare che sulla questione dei soldi della sanità verranno alle mani, Lega e CL. Il regolamento di conti è nell’aria da tempo. Intanto la novità morattiana è quella di twitter (#letiziamoratti), dove fioccano improvvise manifestazioni di trasporto popolare, guarda un po’. Un tweet di ieri diceva «Tante emozioni in questa bella giornata insieme a voi milanesi». Voi milanesi. Voi. Un popolo certo umile, ma insieme così dignitoso, tutto da scoprire. E poi la città fuori dai bastioni è così naïf! Deliziosa. Pisapia continua a dire di porgere l’altra guancia, stare tranquilli. Intanto gira per i quartieri col taccuino, e si segna tutto. Incontra personalità al Franco Parenti, tipo Fassino ieri. Il Franco Parenti è un teatro a cinque minuti da casa mia, ma io non ci vado perché ho paiuia che poi partecipo e perdo e piango forte.
Aggiornamento
Un sagace utente di twitter, tale #orghl, ha chiesto al sindaco, preso in questo nuovo ruolo parlante, di esprimersi su un problema puntuale.
@letiziamoratti il quartiere Sucate dice no alla moschea abusiva in via Giandomenico Puppa!! Sindaco rispondi! #mirispondi #sucate
E prontamente il sindaco, sensibile ai problemi reali della gente, ha mostrato la risolutezza che gli elettori da lei si aspettano:
@orghl nessuna tolleranza per le moschee abusive. I luoghi di culto si potranno realizzare secondo le regole previste dal nuovo Pgt.
È seguita una valanga di discussioni su Sucate e via Puppa, in tutti i socialini del regno.
domenica 22 maggio 2011
Elezioni Milano 2011 – meno sette
La situazione comincia a farsi tesa. Si parla di zingari, negri, zecche: mancano solo gli ebrei. Vinicio Capossela, in concerto sabato sera al teatro degli Arcimboldi, ha suonato un suo vecchio pezzo, Solo mia, e a metà del pezzo ha detto «C’è una ragione per cui stiamo suonando questa canzone che, è evidente, non abbiamo provato. La ragione è che questa è una canzone zingara»; tutto il resto del brano, cantato in lingua rom, è stato coperto dagli applausi del pubblico. Il resto della città, che secondo la Destra pare essere sul punto di una conquista da parte dei vandali, ma nel senso puro, quello degli stranieri che bevono il sangue dei nemici nei loro crani usati a mo’ di coppa, non si sa se e quanto risponda con una dose istantanea di paura. Mentre Moratti promette ministeri che i ministeriali non hanno nessuna intenzione di mollare, mentre le multe diventano una vessazione laccia e lacciuola di cui fare a meno, mentre l’unica cosa buona del sindaco in carica, l’Ecopass, si trasforma essa stessa in una tassa per stranieri, Pisapia sventa una rapina, gira in bici nei quartieri, parla con la gente. Nella notte di sabato in piazza Fontana è saltata in aria la Banca Nazionale dell’Agricoltura, risuscitata per il nuovo film di Marco Tullio Giordana. Si spera che, dopo questo jackpot ideale della strategia della tensione, la Destra, trovandosi nella condizione di doversi necessariamente dedicare agli ordigni nucleari per non fare la figura dei michetta, eviti di svantolare ulteriori fantasmi presi dagli anni Settanta e ripassati in salsa Disney. La fibrillazione sale.