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Venerdì 26 Gennaio 2007

New York, 01-26-2007


smoke26genLost in the Supermarket.
Allora, non è che sian sempre rose e fiori qui a New York.
Per esempio i sacchetti della spesa. Sono un incubo, casa nostra ne è piena! Gli armadietti della cucina traboccano di buste di plastica. Hai voglia a usarli per: sacchetto dell’immondizia, sacchetto della plastica, sacchetto per il pranzo, ri-sacchetto della spesa… Non c’è niente da fare, per quanto uno si sforzi di riciclare gli inquinantissimi contenitori di plastica, in ogni supermercato ti riempiranno con un numero N+1 di sacchetti, dove N è il numero di sacchetti che ti eri portato per non fartene dare altri.
Scena di ieri:
Premetto che noi abbiamo scelto quel supermercato perchè è uno dei pochi che ti rimborsa 5 cents a sacchetto che riporti; lo so che non è niente, ma significa che, se non altro, loro incentivano il riciclo dei sacchetti… Negli altri, se tiri fuori i sacchetti, ti guardano come un pazzo.

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Domenica 14 Gennaio 2007

New York, 01-12-2007


smoke12genAmerica oggi.
Nel senso di cose successe qui in questi giorni…
Allora, Capodanno è passato, ma a me non è mai piaciuto quindi lasciamolo dov’è.
Giorni da eroe a New York: due tizi nel Bronx hanno preso al volo un bambino precipitato giù da una finestra. Salvo! Che forse abbiano ragione gli americani a insistere tanto con le sbarre alle finestre (le quali comunque non si aprono più di 30 cm) per non far cadere i pupi? Mah, a me questi interventi preventivi americani lasciano sempre un po’ così…
Un altro tizio, ex-militare, ora muratore, riportando a casa le figlie da scuola, ha visto un ragazzo sentirsi male e cadere sui binari con il treno in arrivo. Il tutto alla fermata della 137th sulla linea 1, quella dove scendo io per andare al lavoro! Beh, ma io a quell’ora lavoro già… Dunque, allora questo tizio si è buttato, ha tolto il ragazzo dai binari e, proteggendolo con il suo corpo, ha atteso il passaggio del treno sopra la sua testa nello spazio delle traversine. La prima cosa che ha detto con il treno sulla testa è stata: “Ho due figlie lì fuori, dite loro che sto bene!” Io mi son chiesto: avrei fatto lo stesso al suo posto? Mah, spero di sì.
Passando a cose più frivole: la notizia, di quelle inutili che stanno sui quotidiani tra Capodanno e la Befana con la gente a sciare e il governo di solito impegnato a far passare certe porcate che ce ne si accorge verso Pasqua, è che su Amazon il regalo più gettonato per questo Natale americano è stato iRobot Roomba, il robottino aspirapolvere che è in giro da un po’ e di cui il padrone di casa parlò a suo tempo su Dispenser.

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Domenica 31 Dicembre 2006

New York, 12-25-2006


smokexmasNatale a New York (e di De Sica neanche l’ombra).
Anche Smoke festeggia il Santo Natale nella città che non dorme mai. Con considerazioni varie, in forma di elenco, of course:
- Natale negli States rappresenta per gli abeti quello che è il Giorno del Ringraziamento per i tacchini.
Una Strage.
A partire da metà dicembre, i marciapiedi si coprono di alberi, aspiranti natalizi, tagliati e accatastati in bella mostra. Si vocifera che le persone –folli- che stanno 24 ore su 24 a presidiare i resti vegetali, che presto si trasformeranno in moneta sonante, siano dei canadesi che di lavoro fanno solo quello e che con i guadagni di questo periodo si mantengano famiglie e attività. Ho i miei dubbi.

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Domenica 17 Dicembre 2006

New York, 12-15-2006


smoke17%3A12Correre a New York City.
Mettiamo subito le cose in chiaro: io non sono uno di quelli a cui piace il podismo, veramente non riesco a provare nessuna attrazione per il gesto della corsa di per sé. Lo posso capire e apprezzare in altri contesti: dietro/portando un pallone, inseguiti da Cujo, con la borsa di una vecchietta tra le mani… E, per dirla proprio tutta, anche quando gioco a calcio mi rifaccio al sommo RobbertoBaggio che diceva: “Non è importante quanto corri, ma quanto fai correre la palla”, vabbe’ più o meno. Sono anche convinto che nelle gare a staffetta abbiamo piazzato in mano agli atleti quel bastoncino proprio per convincere gente come me che non sta correndo a vuoto…
Insomma, nonostante questa premessa che farebbe passare la voglia anche a Linus e Aldo Rock, mi ritrovo con cadenza quasi settimanale a correre su e giù per il Westside.
Perché?
Credo che la risposta sia: perché sono a New York.

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Mercoledì 6 Dicembre 2006

New York, 12-04-2006


smoke18I Knicks fanno cagare.
Inutile indorare la pillola: per quanto un po’ da tutte le parti si cerchi di trovare qualche lato positivo nella stagione NBA in corso per la squadra di New York, la triste realtà è che questi qui fanno proprio schifo!
Hai voglia a dire che Stephon Marbury potrebbe essere l’uomo che trascinerà i Knicks ai playoff… A prescindere dal fatto che Marbury non sia affatto un campione (un buon giocatore sì, ma campione no…), anche ammesso che lo fosse, più che a Michael Jordan, dovrebbe assomigliare al wrestler Big Show per riuscire a trascinare zavorre come quel brocco (e non si discute) di Eddie Curry o Richardson o Francis!
E’ inutile pretendere i playoff, in questa stagione da tifoso di New York, ringrazierei che l’NBA non ha i playout…
Perché sto parlando di basket?
Perché finalmente mi sono sbattuto (bastava veramente poco) e sono andato a vedere New York Knicks-Chicago Bulls al Madison Square Garden.

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Domenica 26 Novembre 2006

New York, 11-22-2006


smoke7La fermata della 168.
Scendendo a questa fermata dal treno della linea 1 ho sempre l’impressione di trovarmi in un posto un po’ particolare. Beh, secondo me, è la “location” ideale per diversi film, o meglio: passare di lì dà l’impressione di vivere dentro un film (tanti film di generi diversi).
E’ una di quelle stazioni sotterranee costituite da un’unica grande volta in cui passano i binari e le opposte banchine sono collegate da ponti appena poco piu’ alti dei vagoni del treno. La cosa più bella è passare su questi ponti quando due treni si incrociano sotto (fossi un agente di Mission Impossible ci salterei sopra, vabbe’, con le scarpe Nike, i vestiti Armani, l’orologio Rolex, un Martini in mano, guidando una Ducati, sparando con delle Beretta. E tutt’attorno altri sponsor vari…).

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Mercoledì 15 Novembre 2006

New York, 11-13-2006


smoke6.jpgDunque, le cose sono andate così, più o meno…
Dove lavoro io, il dipartimento di Biologia del City College of New York, c’è una segreteria dove i vari corrieri espressi consegnano i pacchi destinati ai diversi gruppi che lavorano lì. Generalmente si tratta di reagenti, piccola attrezzatura da laboratorio, libri. Le segretarie dovrebbero chiamare i proprietari dei pacchi perché se li vengano a ritirare, così la stanza si libera e, soprattutto, i reagenti non vanno a ramengo… Ecco, di solito è meglio non aspettare le telefonate delle segretarie… Se capita, prendendo il caffè, è meglio buttare l’occhio ai nuovi arrivi…
Bene, arriviamo al dunque, qualche tempo fa una solerte segretaria notò un pacco indirizzato a tale Adam Smith (non sono sicuro fosse Adam, ma Smith sì. Come dire il sig. Rossi in Italia…). Va detto che in quel posto le segretarie le cambiano alla velocità della luce e che di solito non conoscono nessuno del dipartimento e, per questo, se ne fottono abbondantemente; questa invece, particolarmente solerte, non sapendo chi fosse il Dr. Smith si mise a telefonare in giro.
Niente.

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Lunedì 6 Novembre 2006

New York, 11-04-2006


smoke5.jpgUn anno e qualche cosa che vivo a New York.
Finalmente ho fatto visita a Di Palo’s, forse il più famoso negozio di prodotti alimentari provenienti dal Bel Paese di Manhattan.
Risultato?
Prosciutto crudo San Daniele 0,5 lbs
Speck 0,25 lbs
Grana Padano 1 lbs
Taleggio 0,5 lbs
Fontina 0,5 lbs
Ricotta fresca 0,5 lbs
Piave vecchio 0,5 lbs
Un salamino cacciatore
Una mozzarella di bufala
Una scamorza (affumicata non c’era…)
Marmellata di mandarini (per accompagnare il Piave vecchio)

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Sabato 28 Ottobre 2006

New York, 10-21-2006


smoke4.jpgForse non ci siamo capiti. Sicuramente io non l’ho ancora capito, completamente: New York è immensa.
Certo, basta dare un’occhiata dalla mappa satellitare di Google per capire che stiamo parlando di una delle più grandi metropoli del mondo; se poi osserviamo Manhattan con Google Earth, notiamo che è forse l’unica città al mondo che si sviluppi anche in verticale.
Ma dire questo non basta: New York è anche espressione di un’infinita (infinita!) varietà di paesaggi urbani e realtà sociali differenti che convivono addossate le une alle altre. Cosa voglio dire con questo?
Che qui, come in nessun posto mi è mai capitato, puoi attraversare la strada e ritrovarti in un posto del tutto diverso da quello che hai lasciato. Faccio un esempio: casa mia sta nel Wetside, su Broadway; è una zona universitaria (c’è il campus della Columbia vicino), ci sono locali, ristoranti, ostelli e le case sono abitate prevalentemente da studenti universitari. Bene, percorsi i 200 metri di 103esima strada che separano Broadway da Amsterdam avenue vuol dire passare dalla allegra e, tutto sommato, benestante zona universitaria a un quartiere dormitorio, abitato in maggioranza da persone di colore e latinoamericane, dove il passatempo preferito nelle domeniche estive è stare seduti fuori dal palazzo, vicino all’immondizia, ad ascoltare la musica da stereo usciti direttamente dagli anni ’80.

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Venerdì 20 Ottobre 2006

New York, 10-15-2006


smoke3.jpgVabbe’, questa settimana è facile trovare un argomento: il lanciatore degli Yankees si è schiantato col suo aeroplanino contro il Belaire, più o meno al ventesimo piano.
La conseguenza immediata dell’incidente sarà che gli Yankees verranno eliminati dai Tigers nei playoff e qualche milionario newyorchese deciderà di traslocare…
A mio parere però, le regole di volo nello spazio aereo sopra l’East River sono la cosa più sorprendente dell’intera questione. L’East River è quel braccio del fiume Hudson (o forse è già mare, mah…) che bagna l’Eastside di Manhattan, separando l’isola da Long Island, dove ci sono il Queens e Brooklyn. Insomma, su una sponda dell’East River ci sono i palazzi e i grattacieli di Manhattan, abitati da star del cinema, milionari e, non da ultime, le Nazioni Unite; sull’altra sponda, invece, c’è la marea urbana dei due Borroughs più popolati di New York.

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