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martedì 16 marzo 2010

Bubble bobble


Da qualche settimana nel regno Unito va in onda un nuovo programma televisivo che unisce le notizie e un taglio leggero (non propriamente giornalistico) delle stesse. BBC Two presenta The Bubble, un ibrido tra panel, notizie e comicità, condotto da David Mitchell, tutti i venerdì sera per mezz’ora. Funziona così: tre VIP vengono portati in una casona in campagna il lunedì, dove sono privi di qualsiasi fonte di informazioni, cioè niente cellulare, quotidiani, TV, internet, niente di niente; il venerdì arrivano in studio, e non sanno niente di quello che è successo; rispondono a domande relative alle notizie che vengono loro proposte, di cui alcune sono vere e altre sono del tutto inventate.
La cosa buffa è che la BBC stessa ha vietato che i propri giornalisti si prestassero a realizzare servizi falsi, da mostrare agli ospiti della settimana perché fossero giudicati. Helen Boaden, la capa delle notizie BBC, ha concesso solo l’utilizzo di materiale di repertorio, sostenendo che non fosse serio mischiare l’autorevolezza dei giornalisti con le finalità di un programma comico. In passato i giornalisti della BBC avevano partecipato ad altri programmi del gruppo, anche comici; in questo periodo pare che non sia il caso di fare troppo gli sbarazzini. The Bubble si è dovuto arrangiare con filmati proveniente da ITV e Channel 4 (concorrenza diretta e privata). Della questione hanno parlato durante la prima puntata del programma, mostrando un articolo che ne parlava ai primi tre ospiti. Nessuno ha ipotizzato che la notizia potesse essere vera. continua a leggere »



mercoledì 24 febbraio 2010

Simooooonaaaaaaaaa! (maddalena isolana)


L’ultima edizione dell’Isola dei Famosi sembra risalire a un millennio fa. Nel frattempo ci sono stati ben due X-Factor. Allora, quando i cocchi erano argomento di conversazione comune per milioni di italiani, Belen Rodriguez non era ancora quello che è. Per dire.

Io facevo da qualche tempo un programma nuovo alla radio, e registravo pezzi del programma per fare delle pirlate in onda. Li ho ritrovati sul computer l’altro giorno. Ho messo assieme un cocktail preserale, da sorseggiare comodamente in riva al mare, con tanto di ombrellini di carta nel bicchiere. Così, per ricordare i tempi andati, in previsione delle sabbie nelle mutande a venire.

Questa sera toccherà alla capostipite della genia delle veline, al più lucido divulgatore di narrativa della nostra tv, alla donna dalle labbra di perla, e a molti altri. Allora, i protagonisti erano questi.
Buona isola, buon elicottero, buoni famosi a tutti.



lunedì 22 febbraio 2010

Che tutto sia più o meno facile, quando è impossibile


Ieri pomeriggio ho visto un pezzettino della puntata classica di Dominica In che va in onda dall’Ariston, quella post Sanremo. C’era, come sempre, tutto quello che c’è in quella puntata. Giornalisti che si occupano ancora di Nada e Minghi, che diventavano per poche ore rilevanti e autorevoli; quotidiani e testate troppo sputtanate anche per un’intervista a Gegia, che intervengono col piglio di chi ha voce in capitolo perché l’ha detto l’Ordine; polemiche inesistenti e buuuu incomprensibili al primo accenno di domanda munita di senso; De Luca del Messaggero, che parla.

La cosa che mi ha fatto effetto è che Pippo Baudo mi è sembrato, per la prima volta, andato. Non nel senso di Donna Rosa, del passatismo, di Pippo Caruso, non nel senso della capacità di interpretare un mondo, cosa che ormai in veste sanremese aveva smesso di riuscire a fare da tempo. È proprio che non cavalcava e non gestiva più, con il solito mestiere da ossessivo, quella bolla che lui negli anni ha banalmente costruito e canonizzato, per poi gestirla. Insomma, era preda delle cose, diceva banalità che suonavano come tali, gli aneddoti non facevano più Studio Uno, ma pranzo della domenica col nonno noioso. E va be’: era chiaro che il baudismo avrebbe superato Baudo prima o poi, ché uno dei due è soggetto alle leggi della biologia e l’altro no. continua a leggere »



mercoledì 10 febbraio 2010

“D’ADDARIO A LARIO E RITORNO”, per dire


Il giorno che un approfondimento politico italiano avrà un titolo concepito così; il giorno che un approfondimento politico della tv italiana sarà condotto da una donna, e questa non sembrerà una valletta o un ufficiale prussiano della Wehrmacht; il giorno che una giornalista italiana, conducendo un approfondimento politico in tv, farà un titolo di questo tipo su un tema serio, che ha a che fare con la vita delle persone, e presenta contenuti politici importanti; il giorno che una lesbica italiana, conduttrice di un programma di successo di approfondimento politico, commenterà una notizia sull’omicidio di omosessuali in Uganda con un titolo che fa ridere.

Ecco, non ho dubbi che quel giorno arriverà. Ma a quel punto il lago dove avranno sparso le mie ceneri sarà già secco da anni.



lunedì 8 febbraio 2010

The M factor (AGGIORNAMENTO – È UNA PALLA, UN GIUOCO, UN ISCHERZO RIUSCITO BENISSIMO!!! BRAVO MASSI, MA MI DEVI DA BERE IN ETERNO. GIURO.)





Tra poche ore al Grande Fratello 10 entrerà un nuovo concorrente. È un mio amico, ha lavorato e lavora per tutti i giornali dove scrivo, è di Ancona e vive a Milano. Se vince, mi faccio offrire da bere per sempre. Vai, Massi.
Vai. E spaccaje la bocca a tutti.



domenica 7 febbraio 2010

Questo sentimento popolare nasce da meccaniche diverse [Superbowl XLIV]


Questa notte si giocherà il Superbowl, l’evento televisivo più seguito dell’anno negli USA, e uno dei momenti sportivi più importanti. Si scontreranno New Orleans Saints e Indianapolis Colts, a partire da  mezzanotte (ora italiana) di oggi. La partita, che si giocherà a Miami, sarà trasmessa sia da Rai Due che da ESPN (per chi ha SKY), e commentata in diretta su Radionation (io, Paolo Landi e Gianluca Neri, Lorenzo De Marinis).

Ma, come sempre quando si parla di cultura popolare, non sono i passaggi e i touch down, non è il gesto sportivo che ci interessa di più: è che alcune centinaia di milioni di persone si fermeranno a guardare la stessa cosa. Avete presente quella sensazione che da noi riguarda solo i mondiali di pallone? Ecco: quella, ma di più. E di continuo, un sacco di volte all’anno. Questa più delle altre, però. continua a leggere »



venerdì 5 febbraio 2010

Pop e mica pop



Questione Morgan. Se ne parla da alcuni giorni ovunque, dai social network a Rai Uno. Di tutta la faccenda delle domande pubblicate da Max, dell’opinione pubblica e della comunicazione sulla droga, dell’idea di redenzione che si insinua anche nelle pipette del crack, del Ministro della Repubblica Giorgia Meloni che trova ambigua la distinzione tra una canna e un’overdose non voglio parlare. Ma la cosa su cui mi pare ci sia da riflettere è l’idea di tv popolare che sta alla base della decisione – probabilmente rientrerà, ma al momento non ci interessa – di escludere dal Festivàl della Canzone Italiana un musicista che abbia dichiarato di essere ai margini della morale comune.

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lunedì 1 febbraio 2010

Certo! E me ne vanto.


Ieri sera ho visto un pezzo di riassunto di Grande Fratello alla tele. C’era una serie di battibecchi non indifferenti tra Veronica e il resto del mondo. Veronica è la ragazza sexy e emotivamente instabile che passa dalla thai boxe dialettica alla crisi di pianto in ginocchio, non appena si pronuncia la parola «papà». In tutto questo, mentre rilancia il valore immortale della arrizzacazzi in diretta nazionale — credevo che l’espressione non avesse più senso dopo Vermicino, e invece quest’anno non fanno che ripeterlo — Veronica si dimostra incapace di accogliere qualsiasi forma di critica da parte di chicchessia. Solo papà e mamma sono depositari della critica somma, che lei dà per implicita quando li incontra in lacrime (per essere sempre smentita dagli interessati). Ma se qualcun altro le dice qualsiasi cosa, la sua risposta è sempre positiva e tronfia. Maleducata? Certo che lo sono. Lavandaia? Ne vado fiera. Deficiente? Ècchiaro che sono deficiente, per chi mi hai presa? (SS? Sono SS da quando ancora ciucciavi il latte di tua madre, ’a bbello!) continua a leggere »



lunedì 25 gennaio 2010

Mestieri in crisi, tipo il ciabattino [Barbareschi Sciock, La7]


Ho visto la prima puntata del nuovo programma ricco di La7. L’ho vista l’altra sera e mi ha fatto una strana impressione: da una parte c’era abbastanza ciccia per poter fare qualcosa di carino, cosa strana per una rete al risparmio; dall’altra c’erano abbastanza cazzi di cane da rendere irrilevante anche un’intervista a Obama.

Barbareschi Sciock nasce con un titolo sbagliato, perché per cavalcare il gioco di parole tra show e shock andava lasciato l’sh all’inizio. Ma va be’: son tutti un po’ troppo creativi per capire che i titoli devono essere chiari, e tre strati di sottotesto in un titolo sono come tre cambi di tonalità in un singolo, cioè un errore grossolano.

È un talk all’americana incrociato con un varietà italiano degli anni Sessanta. Lo so, tutto in Italia si incrocia con un varietà italiano degli anni Sessanta, e non ne possiamo più. Però non ce la fanno, è più forte di loro. Cito il varietà, mi ispiro al varietà, prendo dal varietà, ribalto il varietà, nego il varietà: mai che arrivi uno con l’idea che quegli spettacoli con telecamere di cinquant’anni fa non abbiano niente a che fare con la tv contemporanea e il concetto di programma. Il balletto dei bravi Modulo Project resta lì che non si capisce bene che ruolo abbia, ma poi le piume sulle ballerine fugano ogni dubbio: serve a citare le Blue Belles dei varietà italiani degli anni Sessanta. continua a leggere »



venerdì 11 dicembre 2009

Vette assolute