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mercoledì 1 settembre 2010

Semplice come un panino col buco in mezzo


La questione della moschea di Ground Zero sta decisamente rompendo i coglioni da troppo tempo. I Tea Party, Sarah Palin, Fox, Glenn Beck e tutta la fufferia si sono scagliati contro il progetto come se lì si decidesse il futuro degli Stati Uniti. Si decidono, più probabilmente, un po’ di voti delle prossime elezioni. Obama, interpellato a proposito, ha detto prima la cosa giusta (più o meno questa: è un paese libero, e i musulmani hanno il diritto di costruire la loro moschea) e poi ha ritrattato (più o meno così: per potere, possono, ma non è che sia proprio il caso). Giustamente ha fatto infuriare tutte le persone con un minimo di cervello, e anche chi ha un’intera salina in testa. Per due ragioni. Per prima cosa il Presidente non balbetta intimidito. Secondariamente, il Presidente difende la Costituzione senza disquisire.

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martedì 31 agosto 2010

’Cause baby I’m just a scared and lonely rider


In queste ore si parla molto del numero d’apertura della cerimonia degli Emmy. Se ne parla perché ormai i numeri d’apertura delle premiazione ammericane sono notevoli, e gli Emmy fanno di tutto, in questi anni di tante serie e pochi film, per diventare l’evento televisivo popolare che la gente guarda di gusto, e lasciare agli Oscar il ruolo di Daniele Piombi, è stato un onore, ringrazio la mamma, ecco il balletto.

Insomma questo numero d’apertura è un omaggio a Born To Run, che è uno dei dischi della vita di migliaia di persone, tra cui il sottoscritto, e compie 35 anni. E quelli di Glee la cantano tutti in modalità Glee, e Fallon fa Springsteen, e il protagonista della serie più noiosa e sostenuta è quello che fa il cretino più di tutti. Insomma, sono americani: sanno come si fanno gli spettacoli. Quindi io posso fare lo spettatore adulto e comprensivo, e cedere all’idea che il paese che al mondo concepisce e realizza gli spettacoli migliori, quello che in genere sta ben lontano della retorica della normalità, abbia deciso invece di abbracciarla per una ragione strategica e “geniale”, e fare tutte delle disquisizioni sul popolare e la crisi e ’sto cazzo.

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lunedì 30 agosto 2010

I miei ragazzi, che soddisfazione


Bryan Cranston e Aaron Paul hanno vinto l’Emmy come migliori attori per la loro interpretazione nella terza serie di Breaking Bad, la serie di Vince Gilligan. È la mia serie preferita degli ultimi anni: mi piace più di Dexter, di Mad Men, perfino più di Un medico in famiglia.

Breaking Bad è una delle poche serie in cui, oltre alla scrittura, la costruzione dei personaggi, i costumi, le luci, gli arredi, le ambientazioni e quello che succede, è fondamentale recitare. Che non è un bene o un male, sia chiaro. Le altre hanno parti più leggere, temi più lievi, toni abbastanza uniformi per cui uno possa trovare un modo e andare dritto di lì. Breaking Bad prevede che i protagonisti recitino. E questi due recitano. Aaron Paul finalmente ha vinto il suo primo Emmy; per Cranston è il terzo consecutivo.

Bravi cicci.



venerdì 23 luglio 2010

Questione di numeri (sia nel senso di quante che nel senso delle evoluzioni)


Quando è saltato fuori che Letterman si ciulava le donne che lavoravano al suo programma, l’immagine della parità sessuale nel vibrante mondo dello spettacolo americano ha vacillato. Anzi, altro che vacillare.

Sì, va bene, c’è Oprah; sì, siamo d’accordo, io sono reduce dalla visione di un programma con Restivo Rachele, e dovrei sapere che, scambiatis mutandis, la controparte americana resta in genere a mani vuote [questo è arzigogolato, ma poi arriva, tranquilli]; sì, senza dubbio la situazione nostra e la loro appartengono a campionati diversi, se non a sport lontani anni luce. continua a leggere »



giovedì 24 giugno 2010

[DAMAGES SERIE 3 SPOILER ALERT] Sotto il materasso


Non è la prima volta e non sarà l’ultima. Capita che le serie televisive ci prendano, arrivando prima della realtà. Certo, sia chiaro, non siamo ai livelli di The West Wing, dove succede la roba a dieci anni di distanza, uguale uguale, dimissioni scandali amori bombe elezioni guerre civili. No, ecco. Qui si tratta di risolvere una questione immediata, puntuale. A voler ben vedere — direte voi — ci si poteva arrivare. Sì, ho capito, così sono capaci tutti, a fare i bevabbè. Intanto sono passati mille articoli, procuratori distrettuali, giudici, investigatori. È vero, era probabile, ma questi intanto hanno prodotto una serie: ci vuole tempo, tanto. Insomma, arrivare in anticipo di tre mesi sulla verità non è roba da poco.

Non si capisce mai di cosa stai parlando. Bisogna arrivare alla fine del post per farsi un’idea. Ma cosa ti costa. Ma perché. Ma dimmi tu. Se questo è il modo. Cacchiarola. continua a leggere »



mercoledì 23 giugno 2010

Un quarto d’ora di telefonata per tutti


Esiste da tanti anni un programma televisivo che si chiama The Deadliest Catch. Racconta le avventure delle flotte di pescherecci del porto di Dutch Harbor, in Alaska, che prendono i granchi giganti nel Mare di Bering. I granchi sono molto pregiati, e quel tipo di pesca è molto redditizia ma, per via delle condizioni del mare e degli strumenti che si usano, è anche il lavoro più pericoloso di tutti gli Stati Uniti d’America. Più pericoloso del taglio delle lastre di marmo nelle cave, ma soprattutto molto più avventuroso. Prima di tutto perché si pesca con onde fino a dieci metri; poi perché si continua a pescare anche per quaranta ore senza dormire; poi perché si calano gabbie d’acciaio pesantissime, a temperature vicine allo zero, e ogni volta che si issano è tipo la lotteria, che possono essere strapiene o può esserci dentro anche solo una sogliola. continua a leggere »



domenica 20 giugno 2010

Questione di mesi, settimane, giorni


In questi giorni mi è successo per caso di andare a due manifestazioni dove c’ero io. Che è un modo strano di dirlo. Rifacciamo. In questi giorni mi è capitato di essere invitato in due diversi posti a fare delle cose. Il primo è stato Le Corde dell’Anima, festival Cremonese di musica e dischi, dove ho presentato delle cose, moderato delle chiacchiere. E poi questo finesettimana ci sono stati i Radio Incontri di Riva del Garda, una tradizionale festa delle medie di chi fa, e nel mio caso ha fatto, la radio, e di tutti quelli che hanno voglia di vedere i radiofonici in gita che raccontano delle cose.

In tutti e due i posti ho incontrato Antonio Di Bella. Tutte e due le volte era simpatico, alla mano; più chitarrista brasiliano la prima volta, meno la seconda, ma sempre normale, riconoscibile, lui, Di Bella. continua a leggere »



mercoledì 16 giugno 2010

Potresti rinunciare a cantare, per favore?


Rai3, martedì sera d’estate, sul tavolo un bollettino postale a mio nome che mi chiede da qualche mese di pagare il canone. Canone che, come sempre, come una cambiale, pagherò. Su Rai3 va in onda una puntata di “Correva l’anno”. Argomento: la RAI. Si riscopre ancora una volta la stessa verità, nonostante gli unici interessati all’argomento, i due qualificati per parlarne sembrino nel 2010 ancora Aldo Grasso e Paolo Mieli.

I filmati sono splendidi, pieni della solita sensazione impagabile che si subisce in questi casi: gli italiani degli anni Sessanta erano belli, bellissimi, pezzenti col frigidaire nuovo di trinca capaci di stare davanti a una telecamera per la strada, e dire cose sensate. continua a leggere »



mercoledì 26 maggio 2010

Late night with Curzio


Leggo oggi che c’è una specie di sollevazione popolare. Sono tutti infuriati perché da quattro appuntamenti, Parla con me passerebbe a uno solo. E il direttore Di Bella dice che se la rete si impunta e se non ci sono spazi per far rientrare questa ipotesi, poi lui si dimette: certe cose non si fanno, è una questione di democrazia.

Di Bella è direttore da poco. Prima di lui c’era Ruffini: forse l’unico uomo con potere che abbia mai visto di persona a non sembrare un uomo “di” potere. Ruffini ha ottenuto grandi risultati di ascolto e gradimento, è stato lì un bel po’, fino a diventare  importante e autorevole. L’hanno cavato, per mettere un giornalista. Brillante, capace, di sinistra, avvezzo alla tv, ma giornalista. Questo solo per riepilogare. continua a leggere »



lunedì 24 maggio 2010

ATTENZIONE!!! SPOILER VAGO MA SIGNIFICATIVO DELL’ULTIMA PUNTATA DELLA SERIE TELEVISIVA AMERICANA LOST