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	<title>Freddy Nietzsche &#187; Telerama</title>
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	<description>Il blog che abbraccia i cavalli</description>
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		<title>Il senso di Repubblica per gli audiovisivi (Avvisoria parentale: liriche esplicite!)</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 10:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telerama]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/>Succede sempre più spesso che i quotidiani italiani, storicamente poco interessati alle forme di racconto popolare come la tv, parlino di questo affascinante mezzo e dei suoi contenuti. Tra questi, negli ultimi dieci anni è cresciuta sempre di più una produzione di serie di grande ricchezza produttiva e grande successo. Questi prodotti sono a puntate, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/><p><img class="alignleft size-large wp-image-12453" title="inception-inception-2010-12210808-1920-800" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2013/01/inception-inception-2010-12210808-1920-800-500x208.jpg" alt="" width="500" height="208" />Succede sempre più spesso che i quotidiani italiani, storicamente poco interessati alle forme di racconto popolare come la tv, parlino di questo affascinante mezzo e dei suoi contenuti. Tra questi, negli ultimi dieci anni è cresciuta sempre di più una produzione di serie di grande ricchezza produttiva e grande successo. Questi prodotti sono a puntate, come i romanzi che scriveva Dumas: il lettore segue certo il dipanarsi della vicenda per il gusto di ogni momento, ammirando la recitazione, la sceneggiatura, la regia, la fotografia, i costumi e gli effetti speciali; considera anche la relazione tra queste forme narrative e i feuilleton, in un contesto sia storico che meramente estetico; prende appunti durante la visione per un saggio che sta scrivendo sull’evoluzione dei generi formulaici nel terzo millennio dell&#8217;era cristiana; oltre a fare tutto questo, il fruitore è interessato, sciocco, stolto, folle, alla trama, e con crescente curiosità aspira a conoscere la soluzione finale della storia, per quanto imbecille. È un fenomeno normale presso i deficienti, si sa, così appassionati alle quisquilie mentre la società liquida scivola verso la condizione di non luogo culturale, epifenomeno desolante della vita biologica. Ma d’altronde cosa ci possiamo fare, porca di quella troia? Se però su Repubblica escono articoli che presentano le suddette cazzo di serie qualche giorno prima che una rete italiana cominci porca Eva a trasmetterne una, e nel medesimo cazzo di articolo di presentazione si racconta il finale dell’intera stagione, ecco che improvvisamente cazzo di quella merda i testicoli cadono a terra, rotolano in una canalina di scolo, qui trovano ovaie e altri coglioni di lettori di Repubblica che avrebbero voluto seguire con passione la seconda serie di Homeland ma ormai non possono più farlo, e insieme intonano uno yodel a tema blasfemo, lanciando maledizioni all’indirizzo della redazione tutta.</p>
<p>PS &#8211; Resta l&#8217;interessantissima opzione del saggio sui generi formulaici, che lo spettatore può scrivere nello stile che preferisce, meglio se raggiungendo la taglia di un vero e proprio pamphlet, per poi infilarselo di slancio su per il culo.</p>
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		<title>Ridi, ridi, che poi vediamo chi ride alla fine</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Sep 2012 09:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/>↬ Matteo Carnio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/><p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/FtnESCiZRnw" frameborder="0" width="500" height="375"></iframe></p>
<p>↬ Matteo Carnio</p>
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		<title>Domenica pomeriggio pennichella, perché poi c’è la festa della tele! Emmy Awards domenica notte su Macchiaradio!</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2012 12:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telerama]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/>Si prepare una nottata di radio internettara e tappeti rossi e speranza e cretinate e premi e premiazioni. Il tutto dopo mezzanotte su Macchiaradio, che significa andare su Macchianera al momento giusto, e poi lì c’è scritto tutto. Ci siamo io, Federico Bernocchi, Gianluca Neri, Marco Villa e altri che non so. Fate il sonnellino, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/><p><img class="alignleft size-large wp-image-11974" title="macchiaemmy finale" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2012/09/macchiaemmy-finale-500x267.jpg" alt="" width="500" height="267" /></p>
<p>Si prepare una nottata di radio internettara e tappeti rossi e speranza e cretinate e premi e premiazioni. Il tutto dopo mezzanotte su Macchiaradio, che significa andare su <a href="www.macchianera.net">Macchianera</a> al momento giusto, e poi lì c’è scritto tutto.</p>
<p>Ci siamo io, Federico Bernocchi, Gianluca Neri, Marco Villa e altri che non so. Fate il sonnellino, mi raccomando, che poi crollate prima che vinca il vostro preferito. E tenete presente che il vostro preferito si prepara da mesi a scuola per fare bella figura.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/dyFfo4UdzN0" frameborder="0" width="500" height="281"></iframe></p>
<p>↬ Dund</p>
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		<title>Clash of the bloody TITANS</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Aug 2012 23:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telerama]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/>↬ Dund]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/><p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/twmT-BncW7k" frameborder="0" width="500" height="281"></iframe><br />
<span style="font-family: sans-serif;">↬ Dund</span></p>
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		<title>A me per esempio Josh mi piaceva forte</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jul 2012 01:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telerama]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/>Avevo evitato, per non farmi condizionare, di leggere le recensioni di The Newsroom, la serie di Aaron Sorkin che si sperava munita di personaggi, trama e dialoghi all’altezza di The West Wing. Già mi pareva lezioso e inconsistente Refresh, un film su internet dove quelli intelligenti non sorridono mai, e che è piaciuto a tantissimi allora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/><p><img class="alignleft size-medium wp-image-11814" title="JoshLyman" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2012/07/JoshLyman-240x257.jpg" alt="" width="240" height="257" />Avevo evitato, per non farmi condizionare, di leggere le recensioni di <em>The Newsroom</em>, la serie di Aaron Sorkin che si sperava munita di personaggi, trama e dialoghi all’altezza di <em>The West Wing</em>. Già mi pareva lezioso e inconsistente <em>Refresh</em>, un film su internet dove quelli intelligenti non sorridono mai, e che è piaciuto a tantissimi allora non insisto ma gli cambio solo il nome. Ora che ho visto quattro puntate della serie, e mi sono fatto un’idea precisa, ho cercato un po’ di recensioni. <a href="http://www.huffingtonpost.com/maureen-ryan/the-newsroom-review-aaron-sorkin-hbo_b_1609544.html">Be&#8217;</a>, <a href="http://www.cbc.ca/news/arts/story/2012/06/25/f-newsroom-sorkin-review-cbc-journalists.html">non</a> <a href="http://www.washingtonpost.com/entertainment/tv/hbos-the-newsroom-aaron-sorkin-has-an-on-air-meltdown/2012/06/20/gJQApxuMqV_story.html">sono</a> <a href="http://www.independent.co.uk/news/media/tv-radio/tv-instant-reaction-to-the-newsroom-7936309.html">proprio</a> <a href="http://tv.nytimes.com/2012/06/22/arts/television/the-newsroom-an-hbo-series-from-aaron-sorkin.html">solo</a>: <a href="http://www.latimes.com/entertainment/tv/showtracker/la-et-the-newsroom-20120622,0,3725281.story">fa</a> <a href="http://entertainment.time.com/2012/06/21/dead-tree-alert-blowhardball-the-not-so-special-comment-of-hbos-the-newsroom/">schifo</a> <a href="http://www.tnr.com/article/books-and-arts/magazine/104225/jake-tapper-the-snoozeroom-sorkin">a</a> <a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/jun/25/aaron-sorkin-thenewsroom-reality-principle">tutti</a>.</p>
<p>Va be’, la politica degli autori è una cretinata: si fanno cose migliori certe volte, e peggiori altre. Questa volta Sorkin si è avvitato su sé stesso. Pace.</p>
<p>Peccato, perché avevo voglia di una roba bella ma così bella che ogni volta che vedi una foto di un personaggio tanti anni dopo ti senti felice. Tipo che ogni volta che mi imbatto in una foto di Bradley Whitford, sono tutto pervaso da un benessere diffuso tipo balsamo effetto seta della Compagnia delle Indie. Volevo quello. E invece niente.</p>
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		<title>Lazzo per iniziati [SPOILER ALERT - Chi non è in pari con Game of Thrones, e non ha visto la puntata 9 della serie 2, non proceda! - SPOILER ALERT]</title>
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		<pubDate>Thu, 31 May 2012 12:54:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telerama]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/><p><span id="more-11664"></span></p>
<div id="attachment_11665" class="wp-caption alignleft" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-11665 " title="gianfranco-fini-03-large" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2012/05/gianfranco-fini-03-large.jpg" alt="" width="500" height="350" /><p class="wp-caption-text">Stannis Baratheon - ritratto</p></div>
<p><!--more--></p>
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		<title>Il format fa il suo giro</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 07:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/>Uno dei più grandi successi della tv planetaria è un prodotto BBC che si chiama Top Gear. Il programma, che ha alcune centinaia di milioni di spettatori nel mondo, racconta e recensisce l’industria automobilistica con uno stile unico, inedito fino a qualche anno fa, sempre uguale. Tre conduttori (il buono, il brutto e il cattivo) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/><p><img class="alignleft size-medium wp-image-11602" title="china-hong-kong" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2012/04/china-hong-kong-240x192.jpg" alt="" width="240" height="192" />Uno dei più grandi successi della tv planetaria è un prodotto BBC che si chiama <em>Top Gear</em>. Il programma, che ha alcune centinaia di milioni di spettatori nel mondo, racconta e recensisce l’industria automobilistica con uno stile unico, inedito fino a qualche anno fa, sempre uguale. Tre conduttori (il buono, il brutto e il cattivo) si alternano alla guida di mezzi di qualsiasi tipo, e in qualunque circostanza. I servizi sono prodotti con mezzi da cinema, e quello che succede è lontano chilometri da qualunque recensione classica. Il tono è sempre appassionato e insieme sarcastico, i giudizi sono personali e allergici all’equilibrio, i vestiti sono brutti, lo studio è un capannone.<span id="more-11601"></span></p>
<p>Per provare la velocità di un’Alfa, si fa la gara con un tizio che guada i fiumi camminando nel fango: l’auto va per strade normali e ponti, mentre lo sfidante cammina nelle acque come un Cristo della palta. Poi portaerei, levrieri in corsa, Gran Turismo portato nella realtà, roulotte distrutte, sfide al risparmio con auto comprate dallo sfasciacarrozze. Negli anni Jeremy Clarkson e i suoi soci hanno fatto di tutto, e hanno stroncato molte auto, e sono parziali e infantili nelle loro idiosincrasie, ma non c’è nessuna fonte così divertente, coinvolgente, interessante sia per chi ama l’auto che per chi (molti, molti, molti di più) la guida.</p>
<p>Nelle ultime settimane mi sono documentato sulle macchine fotografiche, e ho vagato per qualunque sito di recensioni in rete. Sono partito da una 28 fissa, poi mi sono spostato su una macchina tutta avveniristica, poi una normale, e mirrorless, e mica mirrorless, e reflex mica reflex, e le ottiche e la batteria. Mi sono sfasciato la testa, e ora ho scelto. Ma non vi dico cosa ho scelto, ché non ve ne frega niente. Però ho trovato un tizio che ha deciso di fare Top Gear sulle macchine fotografiche, e di farlo a Hong Kong. È il conduttore della <a href="http://www.youtube.com/user/DigitalRevCom">tv di <em>DititalRev</em></a>, un socialino dedicato alle fotografie, e legato a un negozio di fotografia online.</p>
<p>I servizi di Kai Man Wong sono esattamente IDENTICI a Top Gear, con la scrittura, il tono, l’umorismo, l’accento presi programmaticamente dal programma inglese. E il risultato è perfetto.</p>
<p>Ecco, quando vedo queste cose, che la farfalla batte le ali qui, e dall’altra parte del mondo c’è un gatto che mima lo sbattere d’ali lepidottere, io provo tutto un gusto che non so nemmeno perché.</p>
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		<title>Ah, la povertà, che bellezza!</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2012/04/05/ah-la-poverta-che-bellezza/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 08:23:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/>Non è nemmeno colpa di Pasolini, a dirla tutta, ché uno può pensare delle cose anche controverse negli anni Settanta, ma finché è vivo se ne discute, al limite gli si dà dell&#8217;antimoderno, del conservatore, del tradizionalista, come faceva Moravia. Se queste stesse posizioni vengono trasformate in profezie, portate in palmo di mano anche nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/><p><img class="alignleft size-medium wp-image-11550" title="pasolini" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2012/04/pasolini-240x243.jpg" alt="" width="240" height="243" />Non è nemmeno colpa di Pasolini, a dirla tutta, ché uno può pensare delle cose anche controverse negli anni Settanta, ma finché è vivo se ne discute, al limite gli si dà dell&#8217;antimoderno, del conservatore, del tradizionalista, come faceva Moravia. Se queste stesse posizioni vengono trasformate in profezie, portate in palmo di mano anche nel 2012, allora la colpa non è del morto ma dei vivi, non di Pasolini ma del pasolinismo. Resta il fatto che credo che considerare PPP un profeta martire sia una vera jattura. Perché — mi ripeto, lo so — sono passati tanti anni, e nessuno, escluse prospettive religiose, descrive la società negli anni Settanta, e le sue analisi sono valide nel 2012. Nessuno. A meno di non volersi fidare ciecamente, come si fa di Nostradamus. Le lucciole sono tornate, la tv è cambiata sei volte, i capelloni sono ovunque, eppure ancora c&#8217;è chi scuote la testa, cita il bellissimo Pasolini, ne ammira il gesto atletico sul campo di pallone, scuote la testa e pensa che lui aveva capito tutto, ecco l’agnello di dio che toglie i peccati del mondo moderno.<span id="more-11548"></span>Fatto sta che ci sono troppi trentenni e perfino ventenni antimoderni, conservatori vandeani, pronti, alle brutte, a sventolare un vangelo sopra le trincee, abbracciare il parroco, buttare alle ortiche tutto, tornare italiani contadini, di parrocchia, timorati del signore e con le pezze al culo.</p>
<p>L’altra sera ho visto una puntata di <em>Volo in diretta</em> dove Fabio Volo e l’ospite Giulia Innocenzi mi ammonivano, leggendo citazioni di filosofi, profeti e scrittori, rispetto alle tentazioni del denaro, della ricchezza economica, del successo e del benessere. Sottolineavano, Fabio e Giulia, come fosse importante la ricchezza di spirito, la ricchezza interiore, ché il regno dei cieli sarà degli ultimi. Poco prima c’era stata un’intervista a Noam Chomsky, definito «il più grande intellettuale del mondo», che aveva messo in guardia contro la televisione e la pubblicità, cioè un esercito di addetti alla propaganda e la loro arma più affilata.</p>
<p>Poi tutto finiva con Rufus Wainwright che canta <em>Across the universe</em>, in un momento naïf, sorridente, da fiore in bocca, di quelli che Volo sa maneggiare perfettamente. Ho pensato che essere felici del mondo con semplicità e insieme sospettosi nei confronti di qualsiasi complessità contemporanea significa essere dei reazionari della specie più pura, ma senza coraggio di restare seri, senza avere la faccia di Enoch Powell. Quello che rimane è un senso di saperla lunga, di qua ce la stanno mettendo in quel posto, dove stiamo andando?, vi pare il modo?, cosa gli dice la testa?, che se facessero fare a me, guarda, un paio di cose avrei da dirle, perché se non ci fermiamo qui si sta andando indietro, mica avanti, uh!, sono pronte le salamelle, chi le vuole?</p>
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		<title>Touch me touch me touch me touch me, I wanna be dirty</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 07:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telerama]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/>È stagione di serie da qualche settimana. Negli Stati Uniti ripartono nuove produzioni a ogni periodo di garanzia, quando si conta l&#8217;ascolto per poi vendere la pubblicità in ragione di quei dati. E allora tutti a guardare piloti, seconde puntate, tutti speranzosi alla ricerca del nuovo The Wire, del nuovo Dexter, del nuovo Studio 60 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/><p><img class="alignleft size-medium wp-image-11524" title="coldplay-major-minus-testo-e-traduzione" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2012/03/coldplay-major-minus-testo-e-traduzione-240x142.jpg" alt="" width="240" height="142" />È stagione di serie da qualche settimana. Negli Stati Uniti ripartono nuove produzioni a ogni periodo di garanzia, quando si conta l&#8217;ascolto per poi vendere la pubblicità in ragione di quei dati. E allora tutti a guardare piloti, seconde puntate, tutti speranzosi alla ricerca del nuovo <em>The Wire</em>, del nuovo <em>Dexter</em>, del nuovo <em>Studio 60</em> o <em>How I Met Your Mother</em>, a seconda dei gusti. In molti mi hanno parlato di <em>Touch</em>, e stasera me ne sono viste due puntate.</p>
<p><span id="more-11523"></span></p>
<p>Non sono di quelli che pensano che per forza ci vogliano serie pesanti, serie col morto a tutti i costi (il morto è comunque garanzia di sostanza, per ogni morto c&#8217;è un cattivo e c&#8217;è chi piange, c&#8217;è chi cerca di mettere a posto le cose e chi scappa), ma un altro racconto dell’asilo proprio non mi interessa. <em><a href="http://www.imdb.it/title/tt1821681/">Touch</a></em> è di Tim Kring, quello di <em>Heroes</em>. Racconta la storia di un uomo dalla vita un po’ sfasciata (Kiefer Sutherland), alle prese con un figlio autistico e genio, che prevede il futuro attraverso i numeri, va matto per la serie di Fibonacci (serie numerica in cui ciascun numero è composto dalla somma dei due precedenti: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55). C’è anche il negro disadattato eremita e saggio, una figura che avrebbe anche rotto i coglioni. Il bambino, che non parla, indica al padre degli snodi tra le vite di alcune persone che il padre non conosce, e lo spinge a mettere a posto delle cose, intervenire sul presente per far trionfare il bene, salvare vite, ricongiungere rapporti spezzati, dare un senso alle cose che rischiano, se mancano la giusta <em>sliding door</em>, di perdersi nel caos delle variabili. Non c’è un cattivo, non ci sono colpe, non ci sono veri drammi, ma solo un’idea di mondo piccolo, dove tutti sono uniti dalla voglia di vivere, e una serie di incastri. Sembra un disco dei Coldplay, coi farfagliandoli ovunque, nessuna oscurità, niente che faccia venire il dubbio che qualcuno possa essere uno stronzo, morire male, soffrire, sbagliare. Magari <em>Touch</em> avrà anche un successo incredibile, ma ai tempi di 24 Kiefer Sutherland era un’altra cosa, e non si capiva nemmeno troppo bene cosa, ma i cattivi c’erano, mentre l’illusione di un’esistenza stupenda, che prende per la colottola e si rimette in pista no. Si risolvevano problemi giganteschi, si rischiava la vita, si vinceva e si perdeva, così come si vince e si perde nei film, nei romanzi, nelle canzoni e nelle serie fatte bene. Qui no. Qui si è solo straordinariamente pronti a darsi al prossimo, pieni di energia, voglia di correre, precipitarsi al salvataggio della vita, per buttare il cuore oltre l’ostacolo, farcela per un pelo, abbracciarsi sotto la pioggia, tutto è illuminato, e vaffanculo. Sul mio terrazzo sta per fiorire un glicine giapponese Shiro Noda. Non ha mai fiorito, e l&#8217;anno scorso l’ho curato al meglio, ma non ho visto nessuno dei lunghi grappoli bianchi per cui è famoso, perché non era il momento, era presto, toccava aspettare un altro anno e vivere nella frustrazione. Il mese scorso ho concimato con lo stallatico, e la vaga puzza di merda ha pervaso un po’ di casa mia per qualche giorno. Oggi ho visto i boccioli spuntare, e sono stato molto molto felice. Una delle due rose invece non ce l’ha fatta, è morta. Mi è dispiaciuto, ma va così nella vita. Le salvie però sono vive e stanno buttando nuove foglie, mentre le due passiflore sembrano potercela fare, anche se hanno preso una bella botta di gelo a febbraio. E insomma se il mio balcone è più vivo e verosimile di <em>Touch</em>, io <em>Touch</em> non lo guardo, guardo il balcone.</p>
<p>PS &#8211; Poi i personaggi possono dare anche impressioni sbagliate, credi che siano buoni e sono cattivi, ti fidi e avresti fatto meglio a non fidarti, pensavi che fosse la floribunda a fiorire, invece è la sinensis, porca troia. Tocca aspettare ancora un anno o due.</p>
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		<title>L’emancipazione della figa</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 13:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telerama]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/>In questi ultimi giorni sono successe tante cose imbarazzanti al Festival di Sanremo, ma a giudicare dai giornali non sembrano esserci grandi problemi riguardanti il programma nel suo complesso. Se nessuno sa niente degli ospiti, se tutti i nomi sono sbagliati, se nessun autore ha pensato che quando deve suonare un gruppo bisogna scrivere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/icons/telerama_bs.png" width="220" height="30" alt="Telerama" title="Telerama" /><br/><p><img class="alignleft size-full wp-image-11398" title="tumblr_livnifOoDv1qbqwc2o1_500" src="http://www.freddynietzsche.com/wp-content/uploads/2012/02/tumblr_livnifOoDv1qbqwc2o1_500.jpg" alt="" width="500" height="332" /></p>
<p>In questi ultimi giorni sono successe tante cose imbarazzanti al Festival di Sanremo, ma a giudicare dai giornali non sembrano esserci grandi problemi riguardanti il programma nel suo complesso. Se nessuno sa niente degli ospiti, se tutti i nomi sono sbagliati, se nessun autore ha pensato che quando deve suonare un gruppo bisogna scrivere un cuscinetto più lungo per permettere ai tecnici di montare amplificatori e batteria, se gli stacchetti per la discesa dalle scale sono uguali, che si tratti di Pierdavide o di Patti Smith (lui dell’88, lei del 46), se la lingua inglese sembra improvvisamente un ostacolo insormontabile, nuovo, tutto da scalare con le nude mani, se le battute non fanno ridere, i toni sono sbagliati, l’intera manifestazione è raffazzonata da ogni punto di vista, bene, sembra un problema secondario, che sarà mai?, è solo uno spettacolo che vede a tratti il 60% degli italiani davanti alla tv.<span id="more-11397"></span></p>
<p>Quello che conta per chi non guarda lo spettacolo con gusto, ma ne parla per sdegnarsi, è capire in pochi istanti dove sia il problema centrale di un magma che vede come indistinto, e cioè identificare nello specifico la farfalla sull’inguine di Belén Rodriguez. Lucia Annunziata, Elsa Fornero e altri oggi si scagliano contro questo svilimento del ruolo della donna in televisione.</p>
<p>Io <a href="http://www.freddynietzsche.com/2011/02/10/il-corpo-delle-troie/">ho già scritto</a> quello che penso del nuovo femminismo colto e monacale che è emerso dal movimento contrario all’ex presidente del consiglio Berlusconi e al suo harem, da <em>Il Corpo delle donne</em> a <em>Se non ora, quando?</em>. Ma voglio tornarci velocemente per ribadire un concetto che trovo fondamentale. Una donna ha diritto a essere sexy, posare nuda, farsi vedere e desiderare. E c’è, pensate un po’, un modo per farlo anche mentre si è credibili come presentatrici e come donne. Belén l’ha fatto perché è una che da sempre usa il proprio aspetto per lavorare, guadagnare, avere un posto che le piace nella società. Non ha sei PhD perché fa altro, e nemmeno servono tanto, a Sanremo, i sei PhD, con buona pace di tutti. Così come serve a poco la normalità invocata da Annunziata, visto che nessuno di noi vuole vedere normalità alla tv, per quello basta uscire di casa. Belén Rodriguez voleva mostrare il proprio inguine, e l’ha fatto. L’ha fatto lei, l’ha fatto per solleticare il gusto per il suo corpo nudo negli spettatori. L’ha fatto liberamente, e forse dovremmo farcene una ragione: a molti piace guardare le donne, e a molte donne piace mostrarsi.</p>
<p>Quello che è inaccettabile è che nel 2012, nel programma più seguito della televisione tutta, ci siano quelli veri, che sono dei maschi, e quelle da ammirare, di contorno, che sono femmine. Morandi e Papaleo per prima cosa non sono nemmeno nello stesso campionato, né di bellezza né di spigliatezza né di capacità di gestire il palco e le persone con tocco leggero (più Belén che Elisabetta, va detto), eppure tutti si comportano come se fosse il contrario: come se fosse evidente che quando una donna deve presentare un brano debba per forza imboccarla un maschio, mentre a Morandi è concesso di sbagliare tutto sempre, senza che nessuna lo corregga mai con il tono con cui in genere si dicono ai bambini le parole «Tu hai sonno».  Quando Morandi ha fatto notare a Papaleo che aveva la «patta» aperta, e Papaleo si è attardato per un paio di minuti di televisione, coprendosi con un foglio che aveva usato per una gag, per riallacciarsi la patta dei pantaloni, Ivana Mrazova ha detto le due parole più femministe della storia della tv popolare italiana, che meriterebbero, quelle sì, un&#8217;onda di giubilo progressista: splendida e sorridente, la diciannovenne ha detto a Rocco Papaleo, preso a sistemarsi il pisello pensando che la cosa facesse molto ma molto ridere, «Faccio io». Ovviamente Papaleo le ha detto «Ivana!», sgranando gli occhi.</p>
<p>Anche se quelle tre fighe sono più professionali, simpatiche, divertenti e fighe dei due capi maschi, dobbiamo sempre raccontarci che sono solo belle. E infatti Morandi e Papaleo continuano a dire loro quanto sono belle, che meraviglia, che splendore, una gioia per gli occhi. Ma quando una diciannovenne dice a Morandi che è «figo», lui si irrigidisce, le dice che è straniera ma ha imparato già le «parolacce». Il corpo sexy e sorridente di Ivana si oppone a una austerità, tutta posticcia e artificiosa, che serve a far passare il ritmo scarso di chi non sa cosa fare per la scansione di una cerimonia patriottica. Anche tutti i complimenti, dopo ogni esibizione delle ragazze, suonano come incoraggiamento, poverina, è un bella figa, e quindi è scema, anche perché poi noi siamo qui a fare storia del paese, che scherzi?, però quando ci si mette anche lei fa qualcosa di buono, facciamole un applauso.</p>
<p>Sono sulla sedia, recitano la poesia di Natale, e il modo più efficace per mostrare ai maschi circostanti che non è così, è mostrare loro quanto sanno essere brave, capaci, fighe, fino a farli tacere. Far vedere le mutande e dire «Faccio io» è la soluzione per ribaltare il luogo comune di un festival di maschi, con direttori d&#8217;orchestra maschi, direttori artistici maschi, direttori di rete maschi, prima fila di vip maschi con donne di corredo, solo ed esclusivamente maschi maschi maschi in ogni ruolo di potere. È sul corpo che si perde, e col corpo che si vince, mica senza.</p>
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