Questa sera Annozero ha bissato la noia della settimana scorsa. È evidente come lo scontro parlamentare italiano, la cronaca sociale, le crisi politiche internazionali siano la specialità in cui Santoro primeggia. Su altri temi, come la cultura, l’economia o il nucleare, produce spesso dei papponi retorici insostenibili. Non è che gli altri non siano retorici, ma questi lo sono in senso deleterio, perché non c’è ciccia.
Come ogni volta che Sabina Guzzanti fa un film, anche questa sera è sembrato che si perdesse lucidità, e si giudicassero con troppa indulgenza alcuni punti di vista. Ci sono stati dei momenti in cui cretinate colossali sono state spacciate per commenti estremi, fuori dal coro, ma forieri di una verità che altri non hanno il coraggio di esprimere altrettanta forza: la lettera di Celentano al Corriere in apertura, e le opinioni di Beppe Grillo sul nucleare.
Entrambi gli interventi erano pieni di falsità palesi, errori, banalità, sparate populistiche, argomenti tirati per i capelli, iperboli, indignazione. Puoi essere anche straconvinto di avere ragione — anzi a maggiori ragione in quel caso — e comunque devi avere argomenti forti, dire cose chiare e vere. Se dici cretinate, forse sarai anche dalla parte del giusto, ma al limite ci sei per caso. E comunque resti uno che dice cretinate. Una testi difesa con le cretinate molto probabilmente è una tesi cretina. Se non lo è, le cretinate l’hanno resa tale. E chi le ha dette ne è responsabile.