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mercoledì 30 marzo 2011

«Ji fa comodo»


Quella della «falsa terremotata» di Forum è una di quelle questioni che spezzano le braccia alle meduse. I figuranti diventano precari della figuranza, costretti a prestarsi allo sporco gioco della tv; la tv stessa diventa improvvisamente finzione, nel senso che a quanto pare fino a un momento prima era «uno specchio sul mondo» o roba del genere; il problema della promozione costante del governo in sede Mediaset sembra stupire tutti. Le vacche continuano a brucare, mentre i treni passano, sibilando leggeri, davanti al liquore del loro occhioni a palla. continua a leggere »



venerdì 18 marzo 2011

Non le mandano a dire. No no: le dicono proprio loro!


Questa sera Annozero ha bissato la noia della settimana scorsa. È evidente come lo scontro parlamentare italiano, la cronaca sociale, le crisi politiche internazionali siano la specialità in cui Santoro primeggia. Su altri temi, come la cultura, l’economia o il nucleare, produce spesso dei papponi retorici insostenibili. Non è che gli altri non siano retorici, ma questi lo sono in senso deleterio, perché non c’è ciccia.

Come ogni volta che Sabina Guzzanti fa un film, anche questa sera è sembrato che si perdesse lucidità, e si giudicassero con troppa indulgenza alcuni punti di vista. Ci sono stati dei momenti in cui cretinate colossali sono state spacciate per commenti estremi, fuori dal coro, ma forieri di una verità che altri non hanno il coraggio di esprimere altrettanta forza: la lettera di Celentano al Corriere in apertura, e le opinioni di Beppe Grillo sul nucleare.

Entrambi gli interventi erano pieni di falsità palesi, errori, banalità, sparate populistiche, argomenti tirati per i capelli, iperboli, indignazione. Puoi essere anche straconvinto di avere ragione — anzi a maggiori ragione in quel caso — e comunque devi avere argomenti forti, dire cose chiare e vere. Se dici cretinate, forse sarai anche dalla parte del giusto, ma al limite ci sei per caso. E comunque resti uno che dice cretinate. Una testi difesa con le cretinate molto probabilmente è una tesi cretina. Se non lo è, le cretinate l’hanno resa tale. E chi le ha dette ne è responsabile.



sabato 5 marzo 2011

La lettera scarlatta (ovvero Il corpo delle troie pusillanimi)


Ieri le giornaliste degli editori Mondadori, L’Espresso, RCS, Condé Nast hanno ricevuto una mail dalla redazione di Striscia La Notizia. Il messaggio, intitolato «DIGNITÀ DELLE DONNE», sta a metà strada tra un appello e una chiamata alle armi. Dopo un link al filmato “Il corpo delle donne 2”, di cui abbiamo parlato qui, c’è il fulcro della lettera (maiuscolo loro): «È DISPOSTA A METTERE LA SUA FACCIA NELLA BATTAGLIA PER CAMBIARE L’UTILIZZO CHE ANCHE IL SUO GIORNALE FA DEL CORPO DELLE DONNE?». Sotto ci sono un Sì e un No, con relativo pallino dove apporre la X, poi c’è scritto che è possibile votare vino alle 20 dell’8 marzo 2011, «festa della donna». Prima dei nomi dei redattori e del numero della redazione di Striscia, «*LA MANCATA RISPOSTA VERRÀ VALULATA COME UN NO» (sic).

Lascio a ciascuno le valulazioni relative alla buona fede, alla serietà dell’operazione, ai sottotesti, ai secondi fini, alle considerazioni di tipo olgettino, a Alessio Vinci e perfino alla Missione Arcobaleno.



martedì 1 marzo 2011

In condizioni democratiche assembleari


Sei alla televisione. No, anzi. Sei un attore, e sei alla televisione. No no, meglio. Sei l’attore del momento da parecchi anni, e sei alla televisione all’ora di cena. Ma diciamola tutta. Sei Toni Servillo, alla televisione al programma di Fazio, dove si gioca sempre in casa, si ha la libertà di scegliere il tono che si vuole tenere, non ci sono nevrosi del conduttore da assecondare, e lo stesso conduttore ti dà un minuto per dire una cosa, sul finale, a proposito del tuo mestiere, quello che fai da anni, quello per cui sei diventato famoso. E cioè ti chiede, Fabio Fazio, di dare il tuo punto di vista sulla crisi del teatro in Italia. E tu, con la sintesi fulminea del migliore degli addetti stampa, riesci a convincere tutti, proprio tutti quelli che ti guardano, che è meglio che non vadano a teatro, perché il teatro è un latte versato su cui frignare, fare la mozzarella non interessa a nessuno. Più sono deserte le sale, più potremo batterci le vesti, strapparci il petto, un po’ come viene, senza bisogno di ricontrollare di non avere critto cazzate. Tanto quello che conta è essere convinti e affranti, mica che ci sia del pubblico.

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venerdì 25 febbraio 2011

La chiameremo “montazione” (io l’avevo detto, porca di quella troia)


Ho già parlato abbastanza della questione del “corpo delle donne”, per cui evito di starci ancora tanto. Ma ieri sera a Matrix, varietà di Canale5 condotto da Alessio “Buonanotte” Vinci, hanno dedicato la puntata alla questione, aprendo con un documentario realizzato dalla redazione di Striscia la Notizia. Antonio Ricci, per via del suo Drive In, è stato spesso tirato in ballo più o meno a capocchia nelle ultime settimane, in quanto supposto responsabile della mercificazione femminile. Essendo l’uomo permaloso, potente e privo di autocritica, ha deciso di rispondere, e l’ha fatto tramite un prodottino dei suoi: obliquo, disonesto e populista. Il servizio era un montaggio di frasi prese dal libro di Lorella Zanardo Il Corpo delle Donne, montate con immagini di pagine delle pubblicazioni del gruppo Espresso. Il risultato era disgustoso. continua a leggere »



lunedì 21 febbraio 2011

Com’era quella cosa del nome dei romani?


Consigliere Verro, non è mica facile fare uno spettacolo di canzoni in un paese che non canta, fare una manifestazione di dischi in un posto che non ne compra, fare un programma televisivo in una nazione che è abituata ai politici di destra che contestano i piani di ascolto durante i talk show. Tenga presente.

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mercoledì 16 febbraio 2011

Fino al culo


Questa sera Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, durante la prima puntata del Festival di Sanremo, hanno fatto una cosa diversa. Non è la prima volta che si fa dell’ironia sul Presidente del Consiglio, e non è la prima volta che si dice «basta dire il nome Berlusconi che già ridete». Ma è la prima volta che si fa una gag pura su Berlusconi per il gusto naturale della presa per il culo. Certo, c’era anche Fini. Ma Fini, come peso storico e sociale, quindi non giornalistico, è circa un decimo di Berlusconi. E c’era anche la questione della cosiddetta Macchina del Fango, trasformata però in un più laico e prosaico “sputtanamento”. continua a leggere »



venerdì 28 gennaio 2011

Il re è nudo! Il re è vestito di baffi!


Quello che è successo ieri sera a Annozero è un segno evidente del fatto che siamo, ora molto più che negli anni passati, in quella fase di una corsa sulle montagne russe che precede la picchiata verticale: la cremagliera ha già finito di sferragliare, i vagoni sono tutti alla stessa altezza, si muovono piano nel punto più alto dell’attrazione, e stanno per tuffarsi a capofitto.

Già si era parlato del problema fondamentale della bravura, o meglio dell’assenza della stessa, o in poche parole dell’inettitudine dei dirigenti RAI di fronte a qualsiasi problema che per statuto debba loro competere. Perché prima di essere in cattiva fede, prima di usare la RAI come un tram, prima di prendere stipendi ridicoli, prima di rappresentare una degenerazione ormai antica, sono all’oscuro di tutto. Anche volendo, non saprebbero da dove cominciare a fare finta di fare l’editore. Non sanno nemmeno cosa vada in onda. continua a leggere »



venerdì 14 gennaio 2011

Tassonomia criminale


Al programma televisivo Porta a Porta, il conduttore Vespa Bruno ha sostenuto, ieri sera, una tesi interessante, originale, meritevole di qualche minuto di attenzione. Quando Bindi Maria Rosaria detta Rosi ha ricordato, a proposito del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei procedimenti penali lui riguardanti, la condanna per corruzione dell’avvocato britannico Mills, il succitato Bruno Vespa ha avuto da eccepire. Subito ha interrotto Bindi Rosaria per dire che però, ecco, va detto, quello non era un caso tipico, non era un processo per corruzione normale. Ha sostenuto Vespa Bruno, con un lieve sorriso sul volto, che lì non ci fosse stata la prova dell’accordo; che ci fosse stata una testimonianza lacunosa, alla quale, passato parecchio tempo, era seguita una generosa donazione. «Non è una corruzione classica» ha detto. E ha spiegato che la corruzione classica è quella in cui uno propone il do ut des, se fai questo io ti do tot sesterzi. E invece qui no, ha sostenuto Vespa Bruno, marito di magistrato. Qui no, ha detto su Rai1 a Porta a Porta: non è corruzione classica.



lunedì 20 dicembre 2010

Monday Pomerigg Registratt!


Non so esattamente come sia andata. Ci sono dei racconti, da parte degli amici più vicini alla produzione di programmi Mediaset, che sembrano racconti da bucanieri, da ultima caraffa di grog. Pare che ci sia uno di Mediaset che tanti anni fa è andato da Lorne Michaels e gli ha chiesto dei diritti per fare in Italia uno dei programmi televisivi più complessi e ben fatti del mondo. continua a leggere »