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mercoledì 1 febbraio 2012

Si fa ma non si dice


Il fatto che il Festival di Sanremo sia sempre a caccia di «grandi nomi» non è un segno della sua marcescenza, ma che questi grandi nomi siano settantenni sì. Un direttore artistico, come un curatore, dovrebbe ragionare in modo diverso rispetto a un assessore al tempo libero di un comune che, per la serata finale della festa del patrono, punti ai Pooh, che costano anche tanto ma riempiono sempre. Detto questo, il ritorno di Celentano può anche essere un evento. Che le manifestazioni non si facciano con gli eventi è un dato di fatto, così come i dischi non si fanno con le ospitate, ma insomma, Sanremo è una specie di mostro fuori da ogni canone, non fa testo, e parte del suo fascino sta nello sciabolare impazzito e puntuale dei suoi tentacoli, nei primi mesi di ogni nuovo anno. continua a leggere »



venerdì 20 gennaio 2012

Dove vai in vacanza, contadino?


Tutta questa storia della Costa Concordia ha riportato in primo piano uno dei più profondi lasciti della miseria del nostro paese: l’incapacità di rappresentare gli italiani medi, la gente, come individui di questi tempi, non timorati di dio, consapevoli e felici. Detta così sembra un’affermazione delirante, ma seguitemi.

Le crociere sono, come ho già scritto l’altro giorno, un modo per divertirsi frequentato da milioni di persone al mondo. Esistono da moltissimi anni, e fin dagli anni Sessanta la natura di mezzo passeggeri a lunga distanza della nave è scomparsa quasi ovunque, per via della diffusione dell’aereo. La crociera è diventata quindi un’altra cosa: un viaggio gustoso in sé, dall’imbarco allo svago a bordo, fino alle visite delle città che si toccano, la navigazione, le serate di animazione.

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giovedì 19 gennaio 2012

MU – Il nostro gruppo preferito


Lo scrittore Douglas Coupland ha appena scritto su Twitter: «I remember seeing this live and it changed the way I looked at time and the 1990s» (mi ricordo che ho visto questa cosa dal vivo, e ha cambiato il mio modo di veder il tempo e gli anni Novanta), e poi ci ha messo questo video. E io ho pensato che è stata la stessa identica cosa per me, anche se al concerto non ci sono andato perché ero caduto dal motorino e mi ero rotto la gamba. Ho visto Tourfilm, e ho pensato va bene, ci siamo, questa è la cosa più bella del mondo. Anzi, non l’ho pensato: l’ho sentito, lo sapevo, era così. La più bella del mondo.



mercoledì 18 gennaio 2012

Auguri, capo, sono 65 (rokujuugo)




martedì 17 gennaio 2012

La decrescita del buon senso


Per fortuna l’incidente di Costa Concordia ha rivelato un risvolto positivo: questa telefonata e quest’uomo, il Comandante della Capitaneria di Porto di Livorno Gregorio De Falco, danno l’impressione che ci sia qualcuno che si sa assumere le proprie responsabilità, fare il proprio mestiere, anche quando non è facile, non è bello (qui una riflessione di Simone Tolomelli). Per una volta non si cerca la speranza nel sacrificio, nel gesto disperato che assicura il regno dei cieli: qui riluce il senso del dovere, l’affidabilità, ripeto, la responsabilità. E chi se ne frega se, mentre nasconde la furia dietro alla forma e al decoro dell’ufficialità marinara, De Falco dice «bambini, donne o persone che hanno bisogno di assistenza». È uno dei casi in cui ci si può vedere più cura sincera che superficialità. Se fossi una donna penserei che va bene, benissimo così. continua a leggere »



lunedì 16 gennaio 2012

Il falso mito dello scaricone yankee


Quando, di tanto in tanto, in Italia si parla diffusamente del problema dell’evasione fiscale, di tasse, fatture e scontrini, c’è sempre chi ripete questa cosa degli «americani che scaricano tutto». Ieri sera l’ha fatto Luciana Littizzetto a Che tempo che fa, ma insomma, come tutte le leggende metropolitane, anche questa vive di vita propria, è un virus del pensiero, chi lo diffonde sta starnutendo, quasi non ha colpa.

Secondo questa storia, gli americani «scaricano tutto», ed è per quello che esigono le ricevute, qualsiasi cosa comprino, qualunque artigiano ingaggino. «E se anche noi potessimo scaricare», si dice sempre, «avremmo tutto l’interesse». Avremmo tutto l’interesse? È quello il punto? Ora, io non capisco niente di fisco, ma vi dico come funziona secondo me. continua a leggere »



venerdì 13 gennaio 2012

La verità, vi prego, sul non capisco più niente di niente


1958. Il figlio di Steinbeck è innamorato. Scrive ai genitori, tutto confuso, e chiede consigli.

Steinbeck risponde. E risponde così.

New York


10 novembre 1958

Caro Thom,
abbiamo ricevuto la tua lettera questa mattina. Ti risponderò dal mio punto di vista, e ovviamente Eleine risponderà dal suo.
Primo — se sei innamorato — è una bella cosa — praticamente la cosa migliore che ti possa capitare. Non permettere a nessuno di sottovalutarla o sminuirla. continua a leggere »



martedì 10 gennaio 2012

Fare a meno di loro


Io sono un mangiapreti: sono uno di quelli che soffrono la presenza della chiesa cattolica apostolica romana nel pensiero e nella vita quotidiana del nostro paese. Alcuni pensano che sia un vezzo, un pallino, un modo per fare l’alternativo e farsi notare. Non è così. È un problema di corpo e di diritti.

In questi giorni ho avuto modo in due occasioni di constatare come le mie preoccupazioni fossero motivate, in relazione al modo in cui ancora oggi il potere cattolico può intervenire sulle esistenze degli italiani, e procurare loro dolore, sofferenza, un danno morale sia civile che esistenziale. Sono cose delicate e personali, quindi evito di raccontarvi i fatti nello specifico. Scrivo una riflessione, e ci basti. continua a leggere »



domenica 8 gennaio 2012

You’re mother nature’s only son, and you’re a desperate one




Questo è un gufo sudafricano, si chiama Ptilopsis granti, e i numeri che si è inventato per stare al mondo sono piroette da saltimbanco. Fa tenerezza: la fatica, i mesi di prove, gli altri gufi che ti dicono «no, quella non ti viene tanto bene, devi tirare dentro di più la pancia». Non ci si crede. Una vita di ansia e stratagemmi, mai un momento di tranquillità. Bravissimo.



venerdì 6 gennaio 2012

MU – Una cosa divertente che non si fa più


Quando esce una canzone, in genere in Italia si aspetta del tempo. Un po’ come faccio io coi vestiti nuovi, che prima di metterli li faccio decantare un po’ in armadio con l’etichetta attaccata. Ma insomma questa nevrosi personale non ha a che fare col fatto che a X-Factor, per dire, quest’anno, si siano cantate delle canzoni recenti, come il singolo nuovo di Tiziano Ferro, e si sia notato con un certo stupore quanto il pezzo fosse recente. A X-Factor, ribadisco, si pensava fosse «troppo nuovo». continua a leggere »