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Martedì 11 Novembre 2008

Ho camminato con Michi Gioia


Sono andato a vedere l’Isola, dal vivo, in studio, che ero molto curioso di vedere l’Isola da vicino e capire come funzionava un po’ tutto, allora ho chiesto a un mio amico che ci lavora e sono andato col mio amico Colombo che si chiama come me nel senso di Matteo e traduce i libri, e siccome eravamo vicini agli autori pensavo che non si sarebbe vista la nostra faccia alla tele, perché gli autori sono seduti vicini a Simona da una parte, così lei ogni tanto che crede di non essere inquadrata può fare delle facce cattive come dire che cazzo faccio adesso oppure vi spacco la faccia manica di pirla, e loro si sbracciano e scrivono su delle lavagnette vileda, scrivono cose come Magnini oppure Ivana, ecco gli autori non li inquadrano mai e quindi neanche noi, questo pensavamo, invece mi hanno visto nella tele dietro a Luca Giurato, che se devi finire nella tele dietro a qualcuno dell’Isola è il meglio senza gara, anche se eravamo più vicini a Mara Venier miracolata scampata alla morte dell’incidente stradale, ma la telecamera mi ha ripreso di sguincio insieme a Luca, comunque andiamo per gradi e diciamo che all’inizio è arrivato quello che scalda lo studio e sembrava che fossimo al clubmed, faceva il simpaticone ma nessuno lo ascoltava perché dopo un po’ si è capito che era uno che ha fatto tanti villaggi nelle estati della sua vita e faceva pena e diceva bène bène bène per far capire a tutti che lui non è milanese un po’ come Berlusconi quando dice innanzi, poi ci hanno detto trenta volte di spegnere i cellulari e e poi è arrivata Simona, che era in grande forma e ha salutato tutti gli ospiti che nel frattempo si erano seduti, e i più sfigati sono i parenti delle vittime, mentre i più salutati sono Luca (quello che generalmente in televisione ha me sullo sfondo) e Mara, anche se Giucas non scherza in fatto di applausi, le donne e i gay dicevano che figo Cabrini, e gli altri dicevano guarda le gemelline, che erano messe da gara e sembravano anche abbastanza fighe, ma poi le guardavi bene e capivi che sono fatte di cattiveria portinaia e ti passava la voglia, e tutti prima della diretta andavano da Mara a farle abbracci e uno pensava le è morto qualcuno? no non sembra, allora uno spavento deve essere uno spavento, e poi più avanti si sarebbe capito dello scampamento stradale dell’incidente mortale fiuuu, allora si comincia benvenuti buona sera testa dritta schiena alta urla strepiti e schiamazzi e giù a spellarsi la mani, continua a leggere »


Venerdì 7 Novembre 2008

Non perdiamoci di vista


Recensione breve
Paola Cortellesi è molto intonata.
FINE

 

 


 


 

 

 
 

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Giovedì 6 Novembre 2008

Cristoforo (ovvero Le avventure di un’inviata oriunda italiana a Nuova Iorc)


Quando una è la numero uan, è la numero uan. Niente da dire a riguardo. Alessandra ha intervistato la scrittrice afroamericana Toni Morrison. E la sua intervista (ora misteriosamente scomparsa de corriere.it) contiene dei passi sinceramente notevoli: da data storica.
Si parte raccontando di come la scrittrice e Nobel settantottenne ricordi i tempi della segregazione, quando “i neri erano costretti a bere dalle fontane pubbliche «for colored only»”. In effetti in italiano le public fountain non sono fontane pubbliche, ma fontanelle, abbeveratoi. Ma è solo l’inizio. (E resta la curiosità di vedere queste fontane private, dove infili un dollaro e partono zampilli spettacolari.)
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Mercoledì 5 Novembre 2008

I’ve been to the mountaintop



Martedì 4 Novembre 2008

Cristoforo! (ovvero Le impalpabili avventure di un’inviata italiana a Nuova Iorc)


Sarà scaramanzia, sarà che l’ho trascurata parecchio. Fatto sta che il giorno delle elezioni vi voglio aggiornare su quello che ha fatto Alessandra, ora che tutti i riflettori erano puntati su New York e tutti erano pronti a pubblicare i suoi articoli. Io, mentre facevo il mobiletto col vinavil, ho letto i giornali e li ho anche usati molto per proteggere tutto dalla vernice. E si sa che se c’è un campo in cui il Corriere primeggia, be’ quello è il campo della copertura. Perché Repubblica ha le pagine troppo piccolette e pesanti: non copre bene e si sposta subito.
Insomma. Cosa ha scritto Ale negli ultimi dieci giorni che precedono le Elezioni Presidenziali USA 2008? Piccolo compendio per piccoli fan (lo so che si chiamava Piccoli fans, ma io non ce la faccio).
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Martedì 4 Novembre 2008

Ikea, fatti avanti!



Domenica 2 Novembre 2008

Sgranocchiavo


Dice dove sei stato tutto questo tempo? Cosa hai fatto? com’è che sei caduto molto in basso anche nella classifica di blogbabel, tanto che c’è gente che ti manda messaggi di scherno tipo sono davanti io sono davanti io?
La verità. Avevo da fare un lavoretto. Avevo da mettere a posto il mobile del salotto che porta tutti gli attrezzi di televisione e satellite e videogiuochi e musica. Insomma c’è stata una rapida fase di progettazione, una fase di scelta dei meteriali, poi la verniciatura e levigatura, infine il montaggio. Ecco. È per questo, per via di un lavoretto di legno che avevo da completare, che non sono stato molto presente in questi giorni, nel senso del blog.
Ora il mobiletto è finito. Sono un castoro soddisfatto. E sono tornato.


Martedì 28 Ottobre 2008

Perché poi alla lunga uno si rompe le palle


Ho visto un paio di puntate di Parla con me, che è il programma di Serena Dandini che va in onda la sera su RAI 3 quasi tutti i giorni feriali. Serena Dandini è una brava, per le cose che ha fatto. Non brava in sé quando fa le interviste, che sono sempre troppo genuflesse e magniloquenti. Non brava quando entra in studio, che stringe la cartelletta, allarga le braccia e dice “Buonaseeeeraaaa!” da quindici anni la stessa cosa, sempre cartellette, sorrisi e buonassereeee. Ma Serena Dandini è brava tanto a fare due cose: è la più brava spalla che ci sia in Italia, e si circonda di gente capace. Insomma, alcuni dei suoi programmi sono incastonati nella mia memoria come vette della satira degli ultimi vent’anni. Non questo, però. Sì. Ok. Ma questo è un programma di interviste. O no?
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Mercoledì 15 Ottobre 2008

Tokyo, 15-10-2008


Oyashirazu: senza che i genitori lo sappiano. Non è il nome di qualche fumetto licenzioso o libertino, ma il modo in cui i giapponesi chiamano il dente del giudizio. L’ho dovuto imparare mio malgrado tre giorni fa quando questo ha cominciato a lancinare le mie notti con un dolore sfinente. Questi denti hanno, in tutte le lingue che conosco, nomi che riguardano l a coscienziosità che uno dovrebbe avere quando i denti ritardatari cominciano a spingere sulle gengive. Solo quegli sdolcinatoni dei nostri vicini coreani li chiamano i denti dell’Amore, perché arrivano nell’età in cui conosciamo le gioie e soprattutto i dolori di questo sentimento bellissimo che ci permette di vivere e sperare. In Giappone, invece, a quell’età i genitori hanno smesso di occuparsi dello sviluppo fisico dei figli, oppure, in epoche antiche, se ne erano già andati. Qualcuno di voi conosce altri modi di chiamarli in altre lingue?
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Giovedì 9 Ottobre 2008

Understate this


Parlano di banche e economia, a Annozero. E sono un po’ capaci di far capire le cose e un po’ no. Così finisce che, invece di far passare la linea per cui il mercato non è una divinità e va corretto, ne passa un’altra. Mi spiego meglio.
Il mercato finanziario, che prevede anche degli strumenti che producono reddito senza avere un legame diretto con la produzione o la trasformazione di beni e servizi, è andato a puttane. Ma ad andare a puttane è QUESTO mercato finanziario, non IL mercato finanziario, anche perché IL mercato finanziario non esiste: non è lo zinco o il pianeta Giove. L’abbiamo inventato noi e le regole sono state decise dalle persone. Se uno cambia le regole, cambia il mercato. Ma siccome la gente non sa molto di economia (io men che meno), e questa è una trasmissione de sinistra, e c’è la crisi, guarda caso salta fuori che la colpa è della borsa in sé, del mercato finanziario in sé, dello scollamento tra produzione e investimenti, degli eccessi del capitalismo.
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