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      <title>Freddy Nietzsche</title>
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      <description>IL BLOG CHE ABBRACCIA I CAVALLI</description>
      <language>it</language>
      <copyright>Copyright 2008</copyright>
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         <title>Spezzeremo le reni a Guevara</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="benicio.JPG" src="http://www.freddynietzsche.com/2008/05/30/benicio.JPG" width="280" height="350" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" />È buffo come nel nostro paese ogni tanto la gente cominci a bere parecchio e non lo dia a vedere. Anzi, ubriachi, i giornalisti si mettono a diffondere idee strampalate, che incredibilmente attecchiscono. Certo, anche la politica ci mette del suo, ma sono loro a battere un chiodo storto in partenza e ripetersi orgogliosi quanto stia entrando bene nel legno di noce nazionale. <br />
Dopo un raid punitivo anti-immigrati al Pigneto, una spedizione classica (in stile britannico anni Settanta), comincia a diffondersi l'idea per cui siano stati dei giovani xenofobi fascisti. Per xenofobi fascisti, come è ovvio ai sobri, non si intendono persone che sventolano croci uncinate e portano sotto braccio un busto del duce in marmo. In genere i comportamenti di un gruppo che attacca degli immigrati in un quartiere popolare con bastoni e sberle sono quanto basta per definire gesto e artefici.</p>]]></description>
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         <category>Royale Politique</category>
         <pubDate>Fri, 30 May 2008 16:00:56 +0100</pubDate>
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         <title>Il divo</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="volonte.JPG" src="http://www.freddynietzsche.com/2008/05/28/volonte.JPG" width="280" height="208" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /><b>Cos'è.</b> Il film di Paolo Sorrentino, che ha vinto il premio della giuria a Cannes, racconta una fase della vita politica di Giulio Andreotti: quella che inizia con il suo settimo governo come Presidente del Consiglio e finisce con l'assoluzione nei due processi a suo carico (omicidio Pecorelli e associazione mafiosa). Toni Servillo interpreta il "divo" Giulio, mentre una schiera di attori simil-sosia dà corpo ai politici, ai malavitosi, ai giudici e ai giornalisti.</p>

<p><b>Com'è.</b> Con una prospettiva molto diversa da quella dell'altro film italiano del momento, cioè <a href="http://www.freddynietzsche.com/2008/05/gomorra.php"><em>Gomorra</em></a>, Sorrentino cerca di ripercorrere i fatti storici che riguardano Andreotti, mentre mostra una versione grottesca e stralunata del mondo andreottiano. Anzi, viceversa. Siamo molto lontani, almeno dal punto di vista estetico, dal desiderio di documentare le cose di Garrone. Abbondano invece i punti di vista sghembi, le caratterizzazioni sopra le righe, le deformazioni di cose e persone, come se il potere facesse ai corpi quello che l'umidità fa al parquet. Il protagonista, per esempio, non dice una battuta che non costituisca un aforisma andreottiano, nemmeno quando gli chiedono come sta. Questo è molto straniante, ma alla lunga preghi tutti i santi che conosci per sentirgli dire "Bene, grazie. E lei?" oppure "Mi passi il sale, per favore?" Mentre Giulio è stretto nelle sue spalle strette e continua a parlare per motti e chiasmi arguti, intorno a lui si scatena la canaglia della corrente andreottiana. La prima riunione della corrente è un tale balletto in stile De Palma-misto-Tarantino, che finirà dritta nel repertorio ricorrente di blob e forse rimarrà impressa nella memoria del pubblico. Durate il film, però, i politici (introdotti da un sottopancia che dice chi sono, che ruolo hanno e come sono soprannominati) non sono mai credibili quando parlano tra di loro. Tutto è troppo esplicito, come se loro ogni volta dovessero ribadire ogni dettaglio di discorso che conoscono benissimo (Sbardella se ne va e dice una cosa tipo "Vado dai Maroniti e mi porto via tutte le mie 330000 preferenze") È la fiera degli spiegoni, insomma, come nei film di fantascienza troppo complessi. L'"effetto Bagaglino" del casting (cioè la somiglianza tra personaggi reali e interpreti) è efficace quando riconosci la gente prima che appaia il sottopancia, ma alla lunga fa molta tristezza.</p>]]></description>
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         <category>Il bacio della pantera</category>
         <pubDate>Wed, 28 May 2008 23:37:26 +0100</pubDate>
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         <title>Io sono Edward Kimberly</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="sidney.JPG" src="http://www.freddynietzsche.com/2008/05/27/sidney.JPG" width="280" height="361" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" />Per <em>Come eravamo</em>, che ho scoperto da pochi mesi, non mi è piaciuto neanche poi tanto, ma alla fine non dimenticherò mai. Per <em>Tootsie</em>, che è uno di quei film che rivedi negli anni e ti rendi conto di come cambi il modo di vedere e apprezzare il cinema nel tempo, finché non arrivi ad accorgerti che è banalmente perfetto. Per la parte in <em>Michael Clayton</em> e per quella in <em>Mariti e mogli</em>. Per <em>I tre giorni del condor</em>, da cui prende il nome il programma che faccio alla radio con Luca. Per quel modo di fare i film di suspense, che non si risolve nella musica tetra e nei personaggi spaventati in cui immedesimarsi per avere spavento. Per tutti questi motivi e anche perché la notizia della sua morte arriva il giorno del mio compleanno, mi dispiace molto che sia morto Sidney Pollack. Comunque non è morto giovanissimo e ha fatto delle grandi cose. Consoliamoci così. Magari riguardando il modo in cui sa essere conturbante e sobrio in <em>Eyes Wide Shut</em>.</p>]]></description>
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         <category>Il bacio della pantera</category>
         <pubDate>Tue, 27 May 2008 15:14:27 +0100</pubDate>
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         <title>Orange Crush</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="PB1022_REM_P.JPG" src="http://www.freddynietzsche.com/2008/05/27/PB1022_REM_P.JPG" width="280" height="147" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" />Uno va al bar e chiede una spremuta d'arancia. <br />
Gli dicono "Arriva subito, costa 10". <br />
"Guardi, ho cambiato idea" si corregge. "Mi dia delle arance."<br />
"Ah, arance così come sono?" fa il barista. "Le arance costano 11." <br />
"Cioè quando le spreme costano meno?" <br />
"Sì." <br />
"Non mi sta fregando, no?"<br />
"No, no, c'è proprio stato un aumento dell'arancia così com'è. Se invece la spremo il prezzo scende." <br />
"Capisco", risponde il tizio. E se ne va con le arance in mano e una sottile voglia di spremuta.</p>

<p>Stavo pensando a questo parallelo tra la delirante idea di far pagare il gasolio più della sua versione raffinata, cioè la benzina, quando mi sono reso conto che era passata mezzanotte e avevo 34 anni compiuti. Merda, ho pensato. Non sono pochi. Neanche poi tanti. Insomma, obiettivo Gesù raggiunto e superato. Ora si punta a John Lennon.</p>]]></description>
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         <pubDate>Tue, 27 May 2008 00:45:44 +0100</pubDate>
      </item>
      
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         <title>Joypad per l&apos;inferno</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="Scarface.JPG" src="http://www.freddynietzsche.com/2008/05/24/Scarface.JPG" width="280" height="167" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" />Adesso va bene tutto. Io posso anche capire che ci siano dei problemi generazionali e che uno faccia fatica a occuparsi di quello che non padroneggia e conosce. Capita a tutti. Capisco anche che ci sia, sempre per lo stesso motivo, una certa tendenza all'allarmismo in chi racconta videogiochi discussi, non essendo mai stato un utente di videogiochi. Preferirei che nelle redazioni di tutti i giornali ci fosse qualcuno che ne sappia un minimo, ma evidentemente non è così. Ne abbiamo <a href="http://www.freddynietzsche.com/2008/05/grand_rep_auto_mm_cioe_2000.php">appena</a> parlato. Ma lo stesso gruppo editoriale torna alla carica, in modalità labronica. Quindi si arriva a <a href="http://iltirreno.repubblica.it/dettaglio/La-Procura-indaga-sul-videogame-violento/1463685?edizione=EdRegionale">questo</a>. Non solo il Codacons, non solo i genitori cattolici, non solo i candidati americani alle primarie democratiche che sembrano uniti solo dalla condanna di <span class="caps">GTA IV.</span> Ma qui si sda, qui si fa uno sfoggio di fantasie perverse che ha quasi un suo senso. Abbiamo un gioco uscito da tre settimane che "fa discutere da mesi"; abbiamo "settanta milioni di copie" vendute; abbiamo anche qualcuno (non tanti) che sostiene che chi gioca a <span class="caps">GTA </span>poi non si riversi nelle strade in veste di assassino o stupratore. In buona sostanza, "una sorta di oggetto satanico". Alé. Aspettiamo trepidanti l'uscita di una specifica edizione livornese del gioco: <span class="caps">GTA</span> VI-VI-VI.</p>]]></description>
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         <pubDate>Sat, 24 May 2008 19:26:57 +0100</pubDate>
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         <title>Helter Forser</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="helter.JPG" src="http://www.freddynietzsche.com/2008/05/22/helter.JPG" width="191" height="190" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /><a href="http://www.corriere.it/esteri/08_maggio_21/giallo_charles_manson_ricerca_altre_vittime_36b3c5ca-2761-11dd-93bf-00144f02aabc.shtml">Questo articolo</a> di Ennio Caretto è formidabile. Perché per infilarne di più, di assurdità, dentro a un pezzo solo, ce ne vuole di impegno. A parte "<em>tunnell</em>", che è una specie di trafforo, di galerria, di bucco della montaggna. A parte che Manson non ha mai sparato un colpo o colpito fisicamente nessuno, ma ha fatto fare le cose ai suoi adepti. A parte che un serial killer non è uno che ammazza tante persone, ma  qualcosa di ben più preciso (se no anche Priebke). A parte che anche la follia omicida è quella di chi ammazza, non di chi convince altri ad ammazzare. A parte che "<em>persino</em>", "<em>vi</em>" e "<em>succube</em>" (femminile plurale) ricordano troppo da vicino il vecchio ministro Mancuso e il suo italiano che trasforma De Amicis in un punk. A parte "<em>profeta pazzo</em>", che in qualche strano modo è addirittura sublime.<br />
A parte tutto questo, dicevo, c'è un piccolo dettaglio: <a href="http://www.usatoday.com/tech/science/2008-05-22-csi-manson-ranch_N.htm">sotto terra non c'era una mazza</a>.<br />
Peccato per il cane Buster (che comunque ha avuto i suoi venti minuti di celebreria, come diceva il poeta ungherese albino Endi Warglion).</p>]]></description>
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         <pubDate>Thu, 22 May 2008 17:43:04 +0100</pubDate>
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         <title>Gomorra</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="knives.JPG" src="http://www.freddynietzsche.com/2008/05/22/knives.JPG" width="280" height="219" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /><b>Cos'è.</b> Gomorra è il film che Matteo Garrone ha tratto dal libro di Roberto Saviano sul fenomeno camorristico campano. Il libro, in cima alle classifiche di vendita da più di un anno, è un caso editoriale e giornalistico di portata notevole. Il film, che è tratto da un saggio romanzesco, sta a metà tra il documentario e l'invenzione. Racconta, attraverso cinque storie diverse, altrettanti aspetti della vita di chi ha a che fare con la camorra. Toni Servillo gestisce lo "smaltimento" di rifiuti tossici settentrionali nelle campagne del napoletano; due ragazzini col mito di Scarface cercano di fare i grandi; uno scugnizzo qualunque finisce incastrato nella guerra tra clan; un portasoldi cerca di evitare la morte nella stessa guerra; un sarto si rende conto di quanto la Cina sia vicina.</p>

<p><b>Com'è.</b> Straordinariamente lento e di lunghezza esasperante, <em>Gomorra</em> è un ibrido storto tra un documentario e il neorealismo. Per essere un documentario dovrebbe avere quel distacco e quel pudore che lasciano parlare le cose per conto loro; per essere un film neorealista dovrebbe prevedere una storia, una regia e dei personaggi veri. Il risultato è didascalico, enfatico, sparato in faccia allo spettatore per due ore abbondanti, come se la gravità delle cose raccontate fosse sufficiente per evitare gli svenimenti per tedio. Gli attori sono spesso sopra le righe, professionisti e non: anche Toni Servillo, che di solito è perfettamente dentro la parte, qui è compiaciuto e strafà. Ma non è colpa sua. Tutto il film si nasconde dietro l'alibi della verità per drammatizzare, appiattire i toni, cancellare le sfumature e seppellire cose e persone sotto una colata di indignazione e schifo. Quando un camionista si ustiona coi rifiuti tossici, chiamano i bambini di dieci anni a guidare i camion carichi di fusti mortali; quando scoppia la guerra tra clan, altri due bambini si salutano con un bacio dopo essersi detti che ormai sono nemici e potrebbero ammazzarsi l'un l'altro; il più fetido dei boss è tracheotomizzato e parla come <span class="caps">E.T.</span>; l'uomo indebitato che cede i terreni allo smaltitore di rifiuti è malato a letto e ripete "<em>Euro, euro</em>" come un ebete. Se anche tutte queste cose sono successe nella realtà, il regista che le racconta le ha comunque scelte. E non ha mai pensato di fare mezzo passo indietro, rischiando così l'effetto freak-show. Infine la regia è volutamente sporca come quello che racconta: Garrone si concede delle belle immagini solo in un paio di scene, ma per il resto accompagna bruttezze e brutture.</p>]]></description>
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         <category>Il bacio della pantera</category>
         <pubDate>Thu, 22 May 2008 01:01:39 +0100</pubDate>
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         <title>Grand Rep Auto</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="sabotage.JPG" src="http://www.freddynietzsche.com/2008/05/20/sabotage.JPG" width="280" height="174" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" />Oggi a Repubblica hanno pensato bene di scrivere delle paginate di roba su Grand Theft Auto <span class="caps">IV, </span>il gioco malavitoso che sta spopolando in tutto il mondo. <span class="caps">GTA</span> IV è una della manifestazioni più fulgide della creatività e delle capacità tecniche dell'industria videoludica. Racconta la storia di un immigrato che arriva a Liberty City e fa il gangster. Si spara, si ciula, si rubano macchine, si pestano poliziotti; ma si gioca anche a biliardo e freccette, si va in giro in taxi, ci si guarda intorno e si bighellona. Liberty City e il modo in cui ci si va in giro sono straordinari, così come la scrittura è eccellente e ogni aspetto del gioco costituisce un salto di qualità tecnico e creativo senza precedenti.<br />
<em>"Ho bisogno di una dose perché sto andando giù"</em> cantavano i Beatles. E si pensava che traviassero i giovani. I grandi non capivano una mazza, come più avanti non avrebbero capito il cinema porno, il punk, l'arte contemporanea, giù giù fino a Goldrake e i computer. Continuano a parlare di quello che non conoscono, non frequentano, non vedono e non sentono, ma di cui leggono altri grandi scrivere cose simili a quello che scrivono loro. Lo stesso giornale qualche tempo fa, ma per mano di Jaime <span class="caps">D'A</span>lessandro, ha parlato dello stesso argomento nel modo giusto e serio, quello per cui si parla di quello che si conosce. E bene.<br />
A 'sto giro invece hanno voluto fare un articolo automatico, di quelli che, innumerevoli, hanno sempre scritto a proposito di qualsiasi argomento. Quegli articoli per cui la fine è vicina. E se comprate Repubblica anche domani vi diciamo esattamente quanto.</p>]]></description>
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         <pubDate>Tue, 20 May 2008 20:38:55 +0100</pubDate>
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         <title>Nel segno dei Jalisse</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="clusterbomb.JPG" src="http://www.freddynietzsche.com/2008/05/14/clusterbomb.JPG" width="280" height="225" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" />Ieri sera a X Factor è successo che a un certo punto Morgan ha messo in discussione il popolo. Ieri sera a X Factor era la terzultima puntata e quindi si doveva mandare obbligatoriamente via qualcuno di sostanzioso, qualcuno che, essendo arrivato fin lì, non era una scarpa. Quando i Cluster, gruppo vocale ligure di rarissima qualità, sono finiti in ballottaggio per uscire (di lì a poco sarebbero usciti proprio), Morgan ha contestato il popolo. Ovvio che Simona Ventura si sia indispettita, perché per una televisiva pura, che conduce programmi per il grande pubblico, l'ascolto ha sempre ragione. Fatto sta che Morgan ha avuto il coraggio di risollevare la questione centrale: quella dei Fiumi di Parole.<br />
A Sanremo votano degli esperti e il pubblico. Il pubblico, il campione statistico che vota, è un selezionato tra tutte le fasce sociali e in tutte le regioni. Gli esperti, la cosiddetta giuria di qualità che nel Sanremo di Fazio contava molto, in passato hanno fatto vincere gli Avion Travel. Il pubblico ha inanellato nomi come Jalisse, Alexia, Minchiasignortenente e roba del genere. Esclusa Elisa, nessuno di quelli che hanno vinto Sanremo negli ultimi anni ha avuto un minimo riscontro commerciale, né ha incarnato un'idea di prodotto discografico plausibile.</p>]]></description>
         <link>http://www.freddynietzsche.com/2008/05/nel_segno_dei_jalisse.php</link>
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         <pubDate>Wed, 14 May 2008 19:18:55 +0100</pubDate>
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         <title>All I do is dream of you the whole night through</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="GeneKelly.JPG" src="http://www.freddynietzsche.com/2008/05/04/GeneKelly.JPG" width="280" height="352" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" />In un periodo di umore un po' mesto, da cambio di stagione, l'altro giorno ho messo su La7 e mi sono accorto che davano il mio film preferito. Era già iniziato. Nel senso che in quel momento i due erano in un teatro di posa e stavano facendo una specie di danza nuziale. Lui le cantava <em>You are my lucky star</em> e le trotterellava attorno come si fa nei musical, con quell'aria adorante che prima dell'avvento dell'MDMA nessuno aveva mai saputo interpretare a fondo. Lei era un po' sicura di sé e un po' no. Poi lui accendeva un ventilatore di scena e a lei si materializzava tutto un velo sterminato in un tripudio di cielo finto.<br />
Ero a casa di amici li ho convinti a stare a vedere il numero successivo (<span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Moses Supposes</span>). E mi sono ricordato quanto quello sia il mio film preferito e quanto poi alla fine basti che ti venga da dire una volta "che meraviglia" perché l'umore sghembo da cambio di stagione sembri superabile anche senza troppe difficoltà. È un film perfetto, per grandi e piccini, uomini e donne, dove si ride e si piange e ci si gasa. Si riconferma al primo posto della mia classifica personale anche per il suo potere taumaturgico. Si chiama<span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"> Cantando sotto la pioggia</span>, è di Gene Kelly e Stanley Donen. È del 1952. È un musical. E visto che qualcuno di voi starà facendo congetture con quell'aria da saputello, approfitto per ribadire che a me, come a Gene Kelly e Donald <span class="caps">O'C</span>onnor, piacciono molto le femmine.</p>]]></description>
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         <category>Il bacio della pantera</category>
         <pubDate>Sun, 04 May 2008 19:37:48 +0100</pubDate>
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         <title>Yankele 2.0 is in the house</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="jack-black.JPG" src="http://www.freddynietzsche.com/2008/05/02/jack-black.JPG" width="280" height="280" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /><span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;">Ciao, sono una ragazza cattolica non praticante, da circa due anni frequento un ragazzo ebreo tripolino del quale mi sono innamorata. Fin da subito lui ha messo le cose in chiaro circa le nostre divergenze culturali e l'impossibilità di un rapporto alla luce del sole. Potrei essere accettata dalla loro comunità se provassi ad avvicinarmi alla religione? E' così improbabile un rapporto sentimentale tra cattolici ed ebrei? Si sono verificati dei casi simili al mio?<br />
Vi sarei veramente grata se mi rispondeste!<br />
Felix</span><br />
Ciao Felix. Casi come il tuo si verificano a centinaia ogni anno ed in tutte le comunità religiose, ebraiche e non, del mondo. Il problema, in questo caso, non è la cultura o la religione, ma la suocera. Essendo la religione ebraica matrilineare, il figlio è ebreo se nasce da madre ebrea. Ogni madre ebrea praticante vuole dei nipotini ebrei, idem dicasi per le mamme cattoliche, e quelle musulmane. Un rapporto tra persone di religione differente  non è improbabile, ma in genere è un casino.<br />
Avvicinarsi alla religione ebraica, specialmente nel caso di un rapporto che già dura, è qualcosa che molti/e nella tua situazione tentano. Ma siccome l'ebraismo non è religione proselita (ossia: non tenta di convertire l'universo mondo al proprio credo), intraprendere un percorso di conversione richiede anni ed anni di studio, il cui esito è in genere, più che incerto. <br />
In finale, e detto da uno che ci è passato: chi te lo fa fare? Il tuo ragazzo è stato molto sincero con te, e probabilmente ti ama per quello che sei. Sicura di voler cambiare?<br />
Yankele </p>

<p><span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;">Esattamente qual'è il rapporto degli ebrei con in Nome di Dio.  Lo si può nominare ma non scrivere? Oppure non si può fare nessuna delle due cose? E per caso c'è una qualche connessione con la scrittura in generale? Devo aver letto da qualche parte che nell'ebraismo è vietato mangiare qualsiasi cosa su cui ci sia scritto qualcosa...è possibile o me lo sono inventato?<br />
Giulia</span><br />
Ciao Giulia. Gli ebrei possono scrivere il Nome di Dio solo nei testi sacri. In qualsiasi altro testo viene solo scritta la prima lettera ed un apostrofo. Spesso molti ebrei ortodossi non scrivono il Nome per intero neppure con i caratteri latini, vedi i vari D-o e G-d che appaiono su molti siti che si occupano di ebraismo. Per quanto riguarda la pronuncia, è vietata anche quella. Quando si recitano i testi sacri il quadrilittero (YHVH) non viene letto, al suo posto si usa il termine "Adonai" (Il Signore).<br />
Mangiare cibi con scritte sopra non è vietato, quindi se per Shavuot vuoi inviarmi una torta Sacher con su scritto "Auguri Yankele", sentiti libera. Una torta con sopra il Nome di Dio, d'altro canto, è da evitare.<br />
Yankele</p>]]></description>
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         <category>Ebrei for dummies</category>
         <pubDate>Fri, 02 May 2008 19:36:24 +0100</pubDate>
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         <title>Tokyo, 20-4-29</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="kemaprile08.jpg" src="http://www.freddynietzsche.com/2008/04/30/kemaprile08.JPG" width="280" height="185" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" />La settimana d'oro è il periodo di vacanza più lungo dell'anno qui in Giappone. Tokyo si svuota di nativi per riempirsi di gente venuta dalla campagna, impegnata a raccapezzarsi tra tutte le linee sotterranee della capitale. La settimana d'oro (goruden uiiku) è cominciata oggi. Il 29 aprile è una data importante perché è il compleanno (genetliaco?) dell'imperatore Hirohito, quello che ha combattuto insieme a nazisti e fascisti, ha perso e si è arreso con un discorso alla nazione che sulle prime pochi avevano capito. Per anni questa data, pur rimanendo un giorno vacanziero, era stato chiamato il giorno del verde, in omaggio alla vocazione botanica del discendente degli dei che si arrese a MacArthur (Makkasaa). Da quest'anno, però, la giornata odierna si chiama il giorno di Showa, nome ufficiale di Hirohito. Un ritorno al nazionalismo? in realtà ultimamente le forze di destra giapponesi stanno facendo la voce grossa in occasione di polemiche, come ad esempio quella sul documentario "Yasukuni" del cineasta cinese Li Ying, per ora bloccato fino a maggio da una censura inedita.<br />
Tutto questo per dire che oggi, recandomi al lavoro proprio a Kudanshita, di fronte al tempio della discordia, lo Yasukuni jinjya luogo di riposo per le anime di molti criminali di guerra, mi trovo in mezzo a due grosse ali di poliziotti bardatissimi e con un'aria anti-sommossa. Non avevo mai visto un dispiegamento di forze così imponente, mi spavento e in lontananza sento gli altoparlanti che diffondono canzoni nostalgiche e colonialiste: si tratta della cosa che sopporto meno qui in Giappone, gli uyoku. Sono attivisti di destra nostalgici che invadono le strade con carovane di furgoni bardati di bandiere e stemmi bellici, assordando tutti con musiche e slogan urlati a squarciagola. C'è tensione nell'aria, i poliziotti sono pronti a contrastare colpi di mano ma non succede niente, almeno fino a quando io sono presente. <br />
Mentre penso "se la noncuranza è il peggior disprezzo, i giapponesi devono disprezzare molto questi esaltati" (senza convincermene del tutto), una famiglia <del>giapponese</del> mi ferma e mi chiede delle informazioni per andare a chidorigafuji. Ecco, anche durante la settimana d'oro a Tokyo riescono a convivere situazioni apparentemente inconciliabili, e uno straniero da quattro anni in questa città può sembrare più tokyese dei giapponesi di campagna in vacanza. <br />
Il documentario, comunque, lo proietteranno la settimana prossima, in UN <span class="caps">SOLO </span>cinema a Tokyo. Prometto che farò il possibile per guardarlo.</p>]]></description>
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         <category>Kemuri</category>
         <pubDate>Wed, 30 Apr 2008 10:13:38 +0100</pubDate>
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         <title>My par de Bali</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="bali.JPG" src="http://www.freddynietzsche.com/2008/04/26/bali.JPG" width="280" height="166" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" />Ieri notte, per ragioni che trascendono la mia volontà, sono stato in un locale. Sono stato in un locale che era stato scelto per una festicciola tra amici e colleghi, nonostante non piacesse a nessuno degli amici e dei colleghi. È un locale per giovinastri vagamente modaioli, ma ancora troppo giovani per andare all'Hollywood o in quei posti lì dei calciatori. L'arredamento era finto esotico, la musica era finta bella e i cocktail cattivi erano serviti in bicchieri di finto vetro. Ho avuto l'impressione che tutto fosse talmente raffazzonato da fare il giro dall'altra parte e risultare divertente. Ma terribile. Insomma, delle due una: o sono diventato vecchio, oppure questa città è ancora attanagliata dall'etica e dall'estetica del cazzo di cane.   </p>]]></description>
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         <category></category>
         <pubDate>Sat, 26 Apr 2008 15:27:07 +0100</pubDate>
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         <title>Altro Yankele, altro mazel tov</title>
         <description><![CDATA[<img alt="sorkin.jpg" src="http://www.freddynietzsche.com/2008/04/25/sorkin.jpg" width="244" height="327" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></form>Dopo mesi e mesi di letargo, riapre la sezione circoncisa di Freddy Nietzsche. D'accordo con il precedente Yankele, parecchio occupato e per questo impossibilitato a stare dietro alle domande, ho cercato e trovato un nuovo Yankele. Vi ricordo che Ebrei For Dummies è la rubrica che punta a togliere qualunque curiosità uno abbia sugli ebrei e sull'universo ebraico. Quindi scrivete le vostre domande a <a href="mailto:%65%62%72%65%69%66%6F%72%64%75%6D%6D%69%65%73%40%67%6D%61%69%6C%2E%63%6F%6D">Ebrei For Dummies</a> e Yankele risponderà. Celere, preciso e soddisfacente come e più del suo predecessore. Insomma grazie mille al vecchio e benvenuto al nuovo, a questo punto ripartiamo, mazel tov, hava nagila eccetera eccetera.]]></description>
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         <category>Ebrei for dummies</category>
         <pubDate>Fri, 25 Apr 2008 17:43:47 +0100</pubDate>
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         <title>Combinato niente, tornarono in Insubria</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="dead.JPG" src="http://www.freddynietzsche.com/2008/04/19/dead.JPG" width="280" height="184" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" />È bello tornare a casa: arriva la primavera ed è un nuovo inizio. Ma non un inizio ciclico, non una spirale; più un cerchio rotante, una ripetizione sempre identica di quello a cui ormai ci eravamo abituati. Voltare pagina, pensare di lasciarsi le cose alle spalle e poi tornare indietro a rileggere quella pagina lì, di cui in fondo ci spiaceva di esserci scordati.<br />
E allora mi è tornato in mente Speroni. Nel 1994, quando Berlusconi vinse le prima elezioni con la Lega (la quale avrebbe ribaltonato il governo di lì a poco), c'era in giro Francesco Speroni. Speroni (oggi parlamentare europeo) era quello che non metteva la cravatta perché lui era un rivoluzionario, e allora preferiva quella specie di strangolino texano: un laccetto di pelle chiuso in mezzo al collo della camicia da una fibbia triangolare argentata. Si trattava di uno strano caso di look allitterato, per cui un dettaglio alla John Wayne sembrava perfetto per uno con quel cognome. Fu necessaria una deroga al regolamento del senato per Speroni Francesco from Busto Arsizio. Insomma, subito dopo quelle elezioni, più o meno nella fase in cui siamo ora, Speroni scese a Roma per una prima riunione di governo, ma per qualche motivo la riunione fu rimandata. Lo intervistarono per strada e lui disse qualcosa tipo "Cominciamo male. Ecco l'affidabilità della politica romana. Sono venuto qui apposta e non si è combinato niente. Torno a Busto Arsizio".<br />
Quando Bossi ha detto la stessa cosa l'altro giorno, quando Silvio ha cominciato con la sua sequela di "ci penso io" e poi ha smitragliato la giornalista, quando Di Pietro ha deciso per un gruppo parlamentare a parte, quando Diliberto ha detto che il problema erano falce e martello nel simbolo, insomma in questi pochi giorni ho capito una cosa. <br />
Sono loro e sono tornati. Niente di più e niente di meno.</p>]]></description>
         <link>http://www.freddynietzsche.com/2008/04/combinato_niente_tornarono_in.php</link>
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         <category>Royale Politique</category>
         <pubDate>Sat, 19 Apr 2008 13:14:08 +0100</pubDate>
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