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lunedì 1 marzo 2010

Mio tessorooooneee [Precious raccontato per intero, che se volete davvero vederlo siete avvisati, poi non venite a rompere le palle che ve l'ho rovinato]


Io guardo sempre il programma del Jon Stewart alla televisione del computer, e John Stewart ha la capacità di tirare fuori il meglio anche dalle rape, anche quando l’ospite della serata è veramente un osso insostenibile. Lui ce la fa sempre, il Jon Stewart, a renderlo interessante, simpatico, almeno divertente per contrasto, perché riempie dove gli ospiti hanno i buchi. E qualche settimana fa l’ospite era uno che si chiama Lee Daniels, e io mi sono chiesto chi è più Lee Daniels – e mentre me lo chiedevo diventavo un pochino piemontese, chissà come mai – che qualcosa mi dice ma non so bene cosa? Allora sono andato a cercare, e ho scoperto che Lee Daniels è quello di Monster’s Ball, cioè il film dove scopano. Di Monster’s Ball non si dice altro se non quello, che scopano davvero, e lei è molto figa, che scena erotica, non lo sai proprio quanto è figa, anche se non sa recitare se non nel ruolo di quanteffìga. Solo che loro non hanno mai visto i film Digital Playground diretti da Celeste, quindi ci credono davvero, che quella sia una scena molto erotica. Va bene, pazienza, come preferiscono loro, ho pensato tutto da solo per conto mio. Comunque Lee Daniels aveva fatto Monster’s Ball, era lì con Jon Stewart, si era fatto rifare qualcosa, forse le palpebre, e si vedeva, ma soprattutto era una specie di osso insostenibile. Però il buon Jon gli faceva i complimenti proprio tanto, e io mi sono detto diamo un’occhiata. È noto che non ci si debba fidare di nessuno per i consigli cinematografici, ma insomma, mi sono accorto che se ne parlava tanto di questo film tutto scandaloso e violento e aframericano. Ho detto va bene, diamo un occhio, che si avvicinano gli Oscar, siamo pigri, poi non si sa niente di niente. Così l’ho trovato e l’ho visto, Precious, un paio di settimane fa. continua a leggere »



domenica 28 febbraio 2010

Midnight With The Stars And You [Bioshock 2, PS3]


Ci ho giocato. Ci ho giocato un sacco. Un sacco per pochi giorni, finché non l’ho finito. All’inizio facevo fatica, ma poi ho deciso di fare tutto sistematicamente, con calma, girarmi tutta Rapture e metterci il tempo che ci vuole per fare fuori tutti i cattivi e liberare le bambine.

Insomma ho fatto tutto a modino e ho finito Bioshock 2, il seguito non troppo innovativo di uno dei titoli più belli degli ultimi anni. Si tratta di uno di quei sequel che si fanno perché il primo è andato bene. Non c’era chissà quale necessità, da nessun punto di vista se non da quello commerciale: la storia era bella conclusa, e non erano state concepite innovazioni esplosive. Anzi, una c’era, ma cretina: la modalità multiplayer, che, in un gioco costruito come un romanzo, è un po’ come aggiungere un po’ di tette al Libro dell’Ecclesiaste, e spacciarle per innovative. Insomma, i presupposti non erano quelli del giocone, anzi. continua a leggere »



sabato 27 febbraio 2010

You’re so gay, you probably think this song is canadian AGGIORNATO


Ma guarda un po’ se ’sta stronza canadese deve togliermi tutto lo spazio. E quel cretino di David che le va dietro come se avesse scoperto Bob Dylan con le mestruazioni. Stronzo imbecille frocio. Cazzo! Cretino, banderuola, vanitoso, pieno di sé e incostante. Se ci penso, mi fuma il cervello dal nervoso. Proprio un maschio tipico, guarda. Frocio quanto vuoi, ma maschio fino al midollo, come tutti gli altri.

Ecco, possiamo pensare che Carly Simon abbia fatto un ragionamento simile, quando si è messa a scrivere You’re So Vain.

Per anni la canzone ha nascosto un mistero non indifferente: con chi ce l’ha, che uomo l’ha fatta incazzare così tanto? C’è stata tutta una pubblicistica fatta di ipotesi, congetture, su cui stuoli di storici e commentatori hanno favoleggiato per secoli, e con cui la stessa Simon gioca da tempo. Warren Beatty a un certo punto ha detto sono io, dai, diciamolo (stimandosi tutto). Gli altri papabili sono stati Bowie, Jagger, Stevens e altri. Nel corso degli anni la stessa Carly ha centellinato degli indizi. Dopo un’asta di beneficenza, che proponeva in palio la conoscenza dell’identità del destinatario del pezzo, Simon l’ha rivelato al vincitore, e poi gli ha permesso di dare un’indizio: la lettera E contenuta nel nome. Dopo di che, le lettere sono aumentate: nel corso di altre interviste, Carly ha rivelato la A e la R. continua a leggere »



venerdì 26 febbraio 2010

Sudorre®


Il problema di Roberto Saviano è la Camorra. La Camorra gli ha promesso che cercherà di farlo fuori, e nell’intento ce li immaginiamo ostinati. La vita intera di Roberto Saviano è condizionata dall’aver sfidato coraggiosamente la Camorra, diventando talmente ascoltato e popolare da essere un affronto vivente, meritevole di provvedimenti. Tutto questo è chiaro, e lo sappiamo tutti. Mi tocca premetterlo e ribadirlo, perché se no sembra che siamo qui a fare gnè gnè.

Oggi è uscita su Repubblica una recensione firmata da Saviano dell’ultimo film di Clint Eastwood: Invictus. Invictus racconta una vicenda che ha a che fare con la storia, lo sport e l’impegno civile, cioè il rapporto personale e ideale tra Nelson Mandela e il capitano della nazionale di rugby sudafricana. Bene: filmone su un tema storico-civile, con la retorica del caso, le belle parole dietro l’angolo, tutto un mondo di articoli che si scrivono da soli se sei Vittorio Zucconi. Ma se sei Roberto Saviano le cose cambiano. Parecchio. continua a leggere »



mercoledì 24 febbraio 2010

Simooooonaaaaaaaaa! (maddalena isolana)


L’ultima edizione dell’Isola dei Famosi sembra risalire a un millennio fa. Nel frattempo ci sono stati ben due X-Factor. Allora, quando i cocchi erano argomento di conversazione comune per milioni di italiani, Belen Rodriguez non era ancora quello che è. Per dire.

Io facevo da qualche tempo un programma nuovo alla radio, e registravo pezzi del programma per fare delle pirlate in onda. Li ho ritrovati sul computer l’altro giorno. Ho messo assieme un cocktail preserale, da sorseggiare comodamente in riva al mare, con tanto di ombrellini di carta nel bicchiere. Così, per ricordare i tempi andati, in previsione delle sabbie nelle mutande a venire.

Questa sera toccherà alla capostipite della genia delle veline, al più lucido divulgatore di narrativa della nostra tv, alla donna dalle labbra di perla, e a molti altri. Allora, i protagonisti erano questi.
Buona isola, buon elicottero, buoni famosi a tutti.



mercoledì 24 febbraio 2010

Regalo icone gay (siamo diventate vecchie)



Abbiamo cantato in inglese, in tedesco, pezzi altrui, pezzi nostri, pezzi orrendi da schlager, ci siamo tenute su al meglio, abbiamo preso anche una certa dose di marchi e maschi, ci siamo rifatte la faccia e le tette, abbiamo fatto di tutto per restare qui. E ci siamo, San Silvestro 2009, a cantare per i figli vecchi dei vecchi di quando abbiamo iniziato. Varrà qualcosa, no?



martedì 23 febbraio 2010

I love to watch things on tv


– Ma hai visto che è successa una cosa pazzesca?
– No, cosa?
– Stanno cercando il presidente di Fastweb, che è all’estero. Hanno arrestato un sacco di gente…
– Cosa? E perché?
– Mah, non so, hanno scoperto tutto un imbroglio.
– Un imbroglio?
– Sì, un imbrogio pazzesco: Fastweb, Telecom, decine di arresti…
– Ma cosa vuol dire un imbroglio? Cos’è, la commedia dell’arte? Avimm fatt ‘n imbroglio!
– Smettila, scemo. Aspetto che guardo lì sotto al cento.
– Cosa?
– Guardo lì sotto al cento se c’è qualcosa.
– Ma cosa stai dicendo, mamma? Faccio venire un’ambulanza.
– Il cento! Sul satellite.
– Ah, Sky News 24! Mi dici che guardi lì sotto. Guarda anche a lì destra, già che ci sei.
– Ma sì, dai che hai capito. Comunque adesso non dicono niente.



lunedì 22 febbraio 2010

Che tutto sia più o meno facile, quando è impossibile


Ieri pomeriggio ho visto un pezzettino della puntata classica di Dominica In che va in onda dall’Ariston, quella post Sanremo. C’era, come sempre, tutto quello che c’è in quella puntata. Giornalisti che si occupano ancora di Nada e Minghi, che diventavano per poche ore rilevanti e autorevoli; quotidiani e testate troppo sputtanate anche per un’intervista a Gegia, che intervengono col piglio di chi ha voce in capitolo perché l’ha detto l’Ordine; polemiche inesistenti e buuuu incomprensibili al primo accenno di domanda munita di senso; De Luca del Messaggero, che parla.

La cosa che mi ha fatto effetto è che Pippo Baudo mi è sembrato, per la prima volta, andato. Non nel senso di Donna Rosa, del passatismo, di Pippo Caruso, non nel senso della capacità di interpretare un mondo, cosa che ormai in veste sanremese aveva smesso di riuscire a fare da tempo. È proprio che non cavalcava e non gestiva più, con il solito mestiere da ossessivo, quella bolla che lui negli anni ha banalmente costruito e canonizzato, per poi gestirla. Insomma, era preda delle cose, diceva banalità che suonavano come tali, gli aneddoti non facevano più Studio Uno, ma pranzo della domenica col nonno noioso. E va be’: era chiaro che il baudismo avrebbe superato Baudo prima o poi, ché uno dei due è soggetto alle leggi della biologia e l’altro no. continua a leggere »



sabato 20 febbraio 2010

E se poi non succede niente? (ovvero Perché non fidarsi è bene, ma fidarsi con riserve è meglio) – Puntata n.4


(continua, dopo un sacco di tempo, da qui)

Quando mi sono messo a scrivere questa roba, l’ho fatto perché avevo la percezione che nessuno dei non addetti ai lavori ci pensasse abbastanza. Io non sono un addetto ai lavori, ma ne so abbastanza per intuire alcune cose e osservare qualche fenomeno. Credo che, tra gli utilizzatori finali della tecnologia alimentare e medica, ci siano più persone simili a me che agronomi, chimici, medici, biologi molecolari, industriali dei fertilizzanti o del biotech. Per questo mi ci sono messo. Adesso cerco di trarre delle conclusioni, che saranno di buon senso e faranno infuriare tutti. Perché tutti vogliono che uno scelga una divisa e si schieri. E non so se questa volta lo farò. Ripeto che non è l’esposizione di una tesi, quindi non so dove finisco.

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mercoledì 17 febbraio 2010

Vincitori morali



Questo incrocio fra La Roux e l’immaginario di Bayonetta è le cosa più interessante che abbia visto negli ultimi tempi su Youtube. E i miei preferiti ai Brit Awards di quest’anno erano loro.