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BlogNation
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giovedì 24 giugno 2010

[DAMAGES SERIE 3 SPOILER ALERT] Sotto il materasso


Non è la prima volta e non sarà l’ultima. Capita che le serie televisive ci prendano, arrivando prima della realtà. Certo, sia chiaro, non siamo ai livelli di The West Wing, dove succede la roba a dieci anni di distanza, uguale uguale, dimissioni scandali amori bombe elezioni guerre civili. No, ecco. Qui si tratta di risolvere una questione immediata, puntuale. A voler ben vedere — direte voi — ci si poteva arrivare. Sì, ho capito, così sono capaci tutti, a fare i bevabbè. Intanto sono passati mille articoli, procuratori distrettuali, giudici, investigatori. È vero, era probabile, ma questi intanto hanno prodotto una serie: ci vuole tempo, tanto. Insomma, arrivare in anticipo di tre mesi sulla verità non è roba da poco.

Non si capisce mai di cosa stai parlando. Bisogna arrivare alla fine del post per farsi un’idea. Ma cosa ti costa. Ma perché. Ma dimmi tu. Se questo è il modo. Cacchiarola. continua a leggere »



mercoledì 23 giugno 2010

Un quarto d’ora di telefonata per tutti


Esiste da tanti anni un programma televisivo che si chiama The Deadliest Catch. Racconta le avventure delle flotte di pescherecci del porto di Dutch Harbor, in Alaska, che prendono i granchi giganti nel Mare di Bering. I granchi sono molto pregiati, e quel tipo di pesca è molto redditizia ma, per via delle condizioni del mare e degli strumenti che si usano, è anche il lavoro più pericoloso di tutti gli Stati Uniti d’America. Più pericoloso del taglio delle lastre di marmo nelle cave, ma soprattutto molto più avventuroso. Prima di tutto perché si pesca con onde fino a dieci metri; poi perché si continua a pescare anche per quaranta ore senza dormire; poi perché si calano gabbie d’acciaio pesantissime, a temperature vicine allo zero, e ogni volta che si issano è tipo la lotteria, che possono essere strapiene o può esserci dentro anche solo una sogliola. continua a leggere »



mercoledì 23 giugno 2010

Esosilk®: l’esclusivo sistema anti aging rimodellante di Mère Nature


Mère Nature. Perché io granchio.



lunedì 21 giugno 2010

Ma dovete mettere alto!


Oggi sono andato a comprare dei dischi, ché ho riscoperto questa cosa di comprare tanti dischi da un po’ a questa parte. È sempre stata una delle cose che mi piacciono di più al mondo, e poi quando fai dei lavori che i dischi te li mandano finisce che ti disabitui. E invece nell’acquisto c’è un gusto che non lo sai, tutto un piacere nel pensare che stai spendendo troppo ma non puoi farne a meno eccetera. E adesso ci vado più spesso, a comprare i dischi e spendere troppo ma non posso farne a meno. Anche perché le casse distrutte dal gatto di merda ora sono state riparate.

Insomma tra i dischi che ho preso c’è quello nuovo dei Chemical Brothers. Quelli che ascoltano la musica elettronica abitualmente dicono che non è un disco rivoluzionario, che ci sono cose più innovative in giro. Ma io dico che quando hai la carriera di questi due non si può pretendere davvero che tu traini ancora la scena. È normale che tu vada oltre il genere, almeno in una certa misura. Nell’elettronica le figate nuove le fanno i ventenni: non si scappa.

Ciò premesso, al secondo pezzo ho sentito il brividino lungo la schiena. Quella cosa che per un attimo non riesci a parlare e senti il palato gonfiarsi. Non mi succedeva da un po’. Poi fate voi. Solo una cosa: non ascoltate la musica fisica con le cassette del computer. È come guardare Guernica sull’iPhone.



domenica 20 giugno 2010

Questione di mesi, settimane, giorni


In questi giorni mi è successo per caso di andare a due manifestazioni dove c’ero io. Che è un modo strano di dirlo. Rifacciamo. In questi giorni mi è capitato di essere invitato in due diversi posti a fare delle cose. Il primo è stato Le Corde dell’Anima, festival Cremonese di musica e dischi, dove ho presentato delle cose, moderato delle chiacchiere. E poi questo finesettimana ci sono stati i Radio Incontri di Riva del Garda, una tradizionale festa delle medie di chi fa, e nel mio caso ha fatto, la radio, e di tutti quelli che hanno voglia di vedere i radiofonici in gita che raccontano delle cose.

In tutti e due i posti ho incontrato Antonio Di Bella. Tutte e due le volte era simpatico, alla mano; più chitarrista brasiliano la prima volta, meno la seconda, ma sempre normale, riconoscibile, lui, Di Bella. continua a leggere »



mercoledì 16 giugno 2010

Potresti rinunciare a cantare, per favore?


Rai3, martedì sera d’estate, sul tavolo un bollettino postale a mio nome che mi chiede da qualche mese di pagare il canone. Canone che, come sempre, come una cambiale, pagherò. Su Rai3 va in onda una puntata di “Correva l’anno”. Argomento: la RAI. Si riscopre ancora una volta la stessa verità, nonostante gli unici interessati all’argomento, i due qualificati per parlarne sembrino nel 2010 ancora Aldo Grasso e Paolo Mieli.

I filmati sono splendidi, pieni della solita sensazione impagabile che si subisce in questi casi: gli italiani degli anni Sessanta erano belli, bellissimi, pezzenti col frigidaire nuovo di trinca capaci di stare davanti a una telecamera per la strada, e dire cose sensate. continua a leggere »



venerdì 11 giugno 2010

Frankly, Mr. Luttazzi


Io una volta tanti anni fa ho detto a Luttazzi di Bill Hicks, e lui mi ha tirato fuori la questione dell’omaggio. Io ho riso un po’ dal naso, di circostanza, ma mi è venuto un brivido di imbarazzo.

Quando facevo la radio, l’ho intervistato diverse volte. Lui è sempre stato gentile e disponibile, ci ha invitati agli spettacoli, è stato con noi quasi, mi viene da dire, affettuoso. Sempre.

A me piaceva, e si è molto più severi con quelli che ci piacciono. Mi ero accorto di certe cose, tipo quel paio di battute di Bill Hicks, che siccome avevamo fatto un servizio su di di lui a Dispenser — programma che hanno deciso di chiudere l’altro giorno, e a me spiace parecchio ma facciamo finta di niente, anzi pensiamo che sono stati dieci anni bellissimi, grazie arrivederci e più non dimandare — avevo fresco in mente, e avevo riconosciuto le battute e ci ero rimasto un po’ così. Allora prima di registrare l’intervento di Luttazzi mi era venuto, gli avevo buttato lì che avevo riconosciuto la battuta dei cristiani, forse cercavo una smentita di qualche tipo, una giustificazione plausibile, ma lui aveva detto che era un omaggio, una citazione.

Il problema è che Luttazzi mi faceva ridere, e io non volevo crederci. Mi piacciono quelli che dicono merda troia vaffanculo, e in Italia per anni c’è stato solo lui a saperlo fare. Rubacchia un po’, mi dicevo, però è solo qualche battuta. E poi fa molto ridere, e fa quella comicità che piace a me.

Eppure da qualche parte nel testone avevo il sospetto. E non per ragioni comiche.

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martedì 8 giugno 2010

Letizia Moratti e gli Afterhours?


Isaac Brock of Modest Mouse Unveils His Rokoff Portrait from Mayor Sam Adams on Vimeo.

Letizia e Manuel non hanno niente a che fare una con l’altro. Ma il sindaco di Portland ha messo un quadro del cantante dei Modest Mouse in comune. Per dire.



martedì 8 giugno 2010

Il bar più figo di sempre




martedì 8 giugno 2010

Patapìm e patapàm


L’altro giorno ho letto un’intervista a Tiziano Scarpa su Repubblica. A fine lettura mi sono accorto che mi erano cadute le braccia per terra. Raccolte le stesse, ho scritto questo. Tiziano Scarpa ha letto quello che avevo scritto e mi ha risposto. Io ho letto quello che lui ha risposto e dopo gli rispondo. Contiamo di finirla per il 2015.

Gentile Matteo Bordone,
(posso darti del tu?), per prima cosa, constato che ti basi soltanto su un’intervista per giudicare il mio lavoro, e non hai letto il mio libro, che racconta eccome una storia.
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