Cos’è. È un film di spionaggio classico sulla Guerra Fredda, tratto da Le Carré, diretto da quello di Lasciami Entrare, il regista svedese Tomas Alfredson. All’interno dei servizi segreti inglesi, negli anni dei due blocchi contrapposti, si cerca ossessivamente una fantomatica talpa, una spia dei sovietici installata ai piani alti dell’organizzazione britannica. Nel cast ci sono John Hurt, Gary Oldman, Toby Jones, Colin Firth e Tom Hardy. E ce ne sono altri altrettanto bravi.
Com’è. Film compostissimo, scritto bene, molto inglese, senza una faccetta che sia una, quasi del tutto privo di scene d’azione. La compostezza e la pulizia sono veramente irremovibili, persino nel finale. E tutto nel film è fermo, sicuro, senza tentennamenti di tono. Tutti i personaggi hanno infinite sfaccettature. Per dire una cosa cretina, avete presente il film di Clooney, Le idi di marzo? Ecco. Lì i personaggi sono un po’ più rigidi dei pupi siciliani. Qui sono l’esatto contrario, tutti ricchi, mossi, afferrabili in parte. Ma quello che del film è veramente eccezionale, a parte la scrittura e la recitazione, è proprio il carattere, l’ambiente, l’atmosfera vellutosa di tutto quello che si vede, morbida, molle come lo spionaggio, sorda, lenta e annoiata, fatta di attese e alcol a fiumi, di persone dietro alle missioni e ai nomi in codice. È quello che fa di questo regista uno da tenere d’occhio. Erano anni che non si riviveva la Guerra Fredda così, con la lentezza, con la burocrazia, con i colori, le case, il buio distribuito quasi ovunque di quegli anni e quel conflitto. continua a leggere »